venerdì 16 ottobre 2015

THM: il racconto

Ci giunge in settimana una importante testimonianza sulla mezza maratona di Treviso di domenica scorsa. Il nostro Salvatore ci racconta il suo PB!!


Quando a fine agosto ho deciso di correre la Mezza di Treviso, ho notato subito un particolare a me troppo caro: la data; la stessa del mio anniversario di matrimonio. Ed ho pensato subito che mi sarebbe piaciuto onorarla nel migliore dei modi.Ci dò sotto con gli allenamenti,  diretti in maniera impeccabile da coach Fabrizio e continuo a macinare Km  sul tapis roulant (per inciso sono ormai a 1.600 Km dall’inizio dell’anno) a volte con un caldo asfissiante, ma l’obiettivo era troppo importante per non provarci…e pian piano arriva la data che avevo appuntato sul mio calendario: 11 ottobre 2015.Alle 08.00, in compagnia di Stefano S. e Antonella F. siamo già alla partenza, due chiacchere con altri Oll Scars ed è già tempo di depositare la sacca, e via al riscaldamento dove incontro Cristian F. e Marco M..In griglia mi ritrovo, con altri Scars (siamo veramente un bel gruppo), in bocca al lupo con Stefano C., Francesco B. ed Alessandro B., l’inno nazionale, il mio ultimo pensiero vola lontano come non mai oggi, un bacio al cielo e si parte…Ci dividiamo subito con gli altri Scars, ognuno alla ricerca del suo obiettivo, corro in coda ai pacers dell’1 h e 40’ per i primi due Km, poi mi assesto sul mio ritmo, subito sotto i 5’ Km/m. Ho bene in testa cosa devo fare, come non mai, con la speranza che il corpo, le gambe e la mente non mi abbandonino per strada. Cerco di stare coperto in qualche gruppetto, sempre sul mio solito ritmo fino al 15° Km, subito dopo il ristoro mi ritrovo solo in compagnia dei miei pensieri…ed a quel punto comincia la gara nella gara, cerco di spingere ulteriormente ma presto mi rendo conto che non ho tanto da dare fisicamente.Nel frattempo, inizia anche il tratto più bello del percorso, fiancheggiamo il Sile ma non riesco a godere tanto della bellezza del paesaggio, cerco di ritrovare le mie ultime energie fisiche, mentali e finalmente entro in città. Attraverso piazza dei Signori, Calmaggiore ma non me rendo quasi conto, spingo e spingo, quando entro nel rettilineo finale, l’ultimo filo di forza me lo tira fuori con un urlo Marco M., che mi permette di sprintare sino a tagliare il traguardo a braccia alzate…speranzoso di esserci riuscito. Il real time dice 1 h 44’ 02”, obiettivo raggiunto!!!  Finalmente!!!
La dedica è tutta per me, mia moglie ed il nostro anniversario!!!
La mattinata, si conclude con la classica ciliegina sulla torta, mentre ci dirigevamo in macchina, incontriamo Gelindo Bordin, il primo olimpionico italiano nella maratona nel lontano 1988 quando appena diciassettenne lo ammiravo in TV compiere la sua impresa sportiva. Ed oggi dopo circa 27 anni, mi sono dapprima ritrovato a correre e poi a fare un foto con lui; solo la magia del nostro sport può regalare ciò!
 
Stefano (a sinistra) e Salvatore posano con il grande Gelindo Bordin.
 

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