lunedì 1 gennaio 2007

…PAM, PAM, PAM… CORRERE! …PAM, PAM, PAM… CORRERE, CORRERE E ANCORA CORRERE!

Tutto ha inizio 2 anni or sono. In una pausa pranzo qualunque, mentre mi recavo al solito allenamento di nuoto, incontro Massimo che mi dice: “sai sono a pezzi, ma al Passatore non posso rinunciare……. È la mia gara……!!!”. Ho provato tanta ammirazione, ma anche una sana invidia. È stato in quel preciso istante che ho deciso che un giorno sarei diventato un Centista! Col senno di poi lo devo ringraziare perché è lui che mi ha fatto balenare per la testa quest’idea pazzoide!
Con lui ho avuto il piacere di vivere parte della mia prima storia con la 100. Grazie Massimo.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Impossibile trovare il vero significato, le reali motivazioni, il giusto obiettivo che ti spingono ad affrontare un’impresa come la 100.
Si una vera impresa!
Ognuno di noi trova dentro di se la verità che lo accompagna in questa scelta, un po’ scellerata e malsana, ma anche stupefacente, che sa regalarti un miscuglio di emozioni che poche volte nella vita si ha la fortuna di assaporare.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Sono passati pochi giorni da quando ho superato il traguardo di piazza del popolo e ancora provo quella strana sensazione, come se una parte di me fosse rimasta ancora lì. Sto ancora correndo: è notte e sono solo, le cuffiette che mi trasmettono la musica accuratamente scelta per l’occasione. Quella musica che mi ha accompagnato in tutta la mia vita, anche oggi è qui con me e non mi abbandona.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

I pensieri si fanno confusi, le emozioni sono devastanti: “Ce la faccio, ce la devo fare!” – “ No! Sono 100km è impossibile!” – “ Mi sono preparato tanto, non posso rinunciare.” – “E se poi mi faccio male? Ma ché c… sto dicendo! Sono in formissima!”
Partiti! Superiamo lo start tenendoci per mano: i 4 moschettieri all’attacco! I 4 dell’ave Maria agguerriti!
I fantastici 4 in missione! No, no, no…….. sto sbagliando! 4 runners della domenica con un obbiettivo comune………….. la 100! 4 Oll scars con onore.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Quanta gente! Una folla infinita ci applaude e ci incita. Non sto capendo nulla, sono rapito dall’emozione e dal paesaggio monumentale: “Hey! Siamo a Firenze una delle più belle città del mondo! Guarda lì, il campanile di Giotto! E li, il Duomo! E lì! E lì! E ancora lì! Ci devo riportare i bimbi, è da un po’ che non ci veniamo.”

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

“Caspita ma siamo appena partiti e già il primo ristoro! Ah ecco perché, usciamo da Firenze e si sale per Fiesole.” La giornata è perfetta; il sole riscalda il cuore e la brezza leggera rinfresca i pensieri. Ogni tassello sembra al posto giusto. Lungo le strade una moltitudine di persone ci applaude, altri ci accompagnano per lunghi tratti. Mogli, mariti, figli e amici al seguito: chi in bici (i più tenaci), chi in auto (scelta discutibile, a mio avviso, fa perdere di significato al Passatore)

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Il tempo scorre e i km passano. Felice ed inconsapevole mi guardo attorno e osservo le persone: chi passeggia e chiacchiera animosamente, chi alterna la corsa alla camminata e si ferma a fotografare il paesaggio e chi va spedito al traguardo. Auguri a tutti voi!

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Siamo al 25esimo km e il nervo sciatico inizia a darmi fastidio: “Ti ho sentito in partenza che pulsavi. Non ti ho dato retta allora, pertanto non te ne do ora!”.
Quanti consigli ho ricevuto: “mi raccomando, non strafare” – “cerca di dosare gli sforzi” – “non aver paura di camminare” – “inizia piano che poi la paghi” – “la crisi arriva prima o poi” – “fai attenzione al Passo della Colla”. La strada a volte sale a volte scende, ma le salite sono molte e lunghe. Sto bene e decido di correre anche in salita, il cuore mi suggerisce il ritmo. Trovo più facile dosare gli sforzi in salita che in discesa. Riesco a dare un ritmo alla mia corsa, tant’è che in salita mantengo un passo regolare e mi ritrovo a superare sempre quelli che mi stanno davanti e penso: “non è che sto andando troppo forte?”. Allora in discesa cerco di controllarmi per paura di esagerare. Ecco che mi risuperano.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

38 km di gara senza mai camminare, il gruppo si è sgranato da molto ormai. Le facce iniziano ad essere riconoscibili:
“È da un po’ di km che ci superiamo a vicenda ma tu sei di Fossalta di Piave?
“No di Musile, e tu sei di Asolo?”
“No di Roncade. Un altro veneto! Come sta andando?
“A parte la contrattura alla spalla dx che mi perseguita da tempo e non mi permette di ruotare il collo, tutto bene! Sai è la mia prima esperienza e ho un po’ paura”
“Bravo! Giusto avere paura, ma mai mollare! Per me è la quarta esperienza. L’anno scorso mi sono ritirato sulla Colla, c’erano zero gradi e la neve. Avevo un conto aperto che oggi chiuderò!”
“Grande! Ma manca molto all’inizio della salito dura?”
“No! Inizia tra 100m.”

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Ecco l’inizio del passo. Vai passatore vai, non aver fretta! La vetta è lì che ti aspetta.
48° arrivo in cima, il sole mi saluta portandosi via il suo caldo abbraccio, lasciando spazio alla sera. Batto i denti dal freddo e un po’ spaesato mi cerco di vestire, rispondendo all’invito delle stelle che dovrò seguire.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Sta lucetta a volte va a volte no! Per la prossima meglio mi attrezzerò. Per ora va bene cosi. Tanto sono invincibile! Nessuno mi può fermare, nemmeno il buio. Guardo il cielo e incontro le stelle….. Si!..... Le stelle mi fanno strada: corrono con me, davanti a me e mi dicono: “seguici! Corriamo assieme, abbiamo un avventura da vivere”.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Sono infreddolito e impaurito. Cerco riparo e un pensiero va a mia moglie e ai miei bimbi e subito mi sento nutrito e sereno. Si riparte!
Da subito la discesa si fa sentire. Mi sento in forma e spingo come non mai, pensando: “ora inizia la vera gara”.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Passo, passo, Passatore: 55, 60, 65 e 70:
“Ma quando arriva la crisi?”
“Stai tranquillo non avere fretta che prima o poi arriva.”
Di fermarmi non ci penso e camminare nemmeno. Le salite le doso a volte corro a volte cammino ma il piano e le discese non le mollo!
75° ecco i primi sintomi di cedimento. Sono solo, al buio e una voce dentro di me costantemente mi ripete: ”Francesco ne hai percorsi 75, che vuoi che siano 25”. Ora dobbiamo gestire la gara, dosare le forze.
Camminando per qualche centinaio di metri mi assalgono i dolori muscolari che stranamente si sentono meno se corro e penso: “ma allora devo correre?”.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Osservo le stelle in cerca di risposte e mi accorgo che non mi hanno tradito, sono ancora qui con me. Ne sono certo come se fossi li ora, le vedo muoversi con me: 80, 85, 90.
“Ci siamo ragazze ce l’abbiamo quasi fatta. Voi da lassù lo vedete il traguardo?”
“Si Francesco! Manca poco. Ci sono un sacco di persone ad aspettarci!”

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Giungo al 95 e sono impaziente di incontrare tutte le persone che sono venute a salutarmi al traguardo. È ora di dare tutto. Non mi fermo più!

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

96° Wow! Che cavalcata.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

97° “Accelera! Accelera! Accelera!” Mi incitato le stelle.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

98° Ecco Faenza: “dove sarà Piazza del Popolo?”
Una voce mi indica la strada: “Sempre dritto, alla rotonda a destra.”

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

99° “Ti voglio alloro e vengo a prenderti!”

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

99,5° Gli antri della città sono popolati da pochi gruppi di ragazzi che, poggiando la birra sui tavolini, al mio passaggio applaudo la mia impresa.

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

In lontananza vedo le luci della piazza: “ma cos’è quello? L’arco del traguardo?”. Una voce tra il pubblico dice: “dopo l’arco manca ancora 1 km!” Non gli do retta, ormai è fatta. Possono anche essere altri 5, 10 , 50 o 100 km, ma il traguardo è mio e me lo prendo!

…pam, pam, pam… correre!
…pam, pam, pam… correre, correre e ancora correre!

Entro in piazza e lo speaker annuncia il mio arrivo e le poche persone giunte fin li mi applaudono. Nei loro occhi leggo rispetto e ammirazione. Sono pronto ad attraversare il traguardo.

Ceeeeeeeeennntooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

……………………………………..

Una lacrima mi scende e un pensiero mi assale, con la mano al cuore guardo proprio quella stella che da lassù mi parlava e dico:
“Ecco papà ho fatto qualche cosa di grandioso, spero che tu sia orgoglioso di me.”

Francesco Brussolo – Centista

Brussolo e Bonato al Passatore

OLL SCARS FORUM

Perseverante onestà, di Francesco Brussolo

C’era una volta.......
Tutti i pensieri sfuggenti che attraversano la mente ci lasciano una traccia indelebile, un solco profondo, una sottile linea rossa. Ciò mi è capitato mentre correvo la 100km del Passatore. E ciò mi ha portato qui oggi.
Oggi è il 19 di luglio 2014 e l’appuntamento è quello che si dice ostico, anzi di più! Siamo ad Asolo TV e i km che mi aspettano sono 100 e di puro asfalto da vivere in montagna e in solitudine. Se c’è una cosa che ho capito nella mia breve esperienza nell’endurance, è che anche se sei circondato da decine, centinaia o (a volte) migliaia di persone, in realtà sei solo. Si! Solo con te stesso. Ci sei solo tu, le tue scarpe, il tuo kit da viaggio, le tue gambe, ma soprattutto la tua mente.
Non ho grandi novità da raccontare sulla gara in sé. Molto è già stato detto. I compagni della polisportiva hanno sentito dalla mia viva voce i dettagli più importanti della corsa, alcuni hanno assaporato il racconto con la fortuna di conoscere parte o tutto il percorso, immaginandosi lo sforzo. Altri hanno fantasticato sul mito della gara considerata (forse) la più dura d’Europa nel genere. Il mio pensiero va anche ad Andrea che mi ha fatto una stupenda ed inaspettata sorpresa venendomi a salutare al km 20. Grazie collega centista. La cronaca è delle solite: arrivo con ragionevole anticipo a Caselle D’Asolo, giusto in tempo per ritirare il pacco gara, presenziare al briefing pre-gara e consegnare le sacche.
Dopo circa mezz’ora siamo tutti ai nastri di partenza in piazzetta ad Asolo. Meno di 400 pazzi si sono dati appuntamento per vivere un’altra storia di vita personale. Qualche turista inconsapevole osserva dubbioso la folla, chi ponendosi delle domande incuriosito, chi lamentandosi perché si sente disturbato in vacanza. Per noi tutto è diverso, i commenti non ci sfiorano, la mente non fa scherzi, cerchi di chiacchierare spensieratamente con chi ti sta vicino per non pensare a quello che ti aspetta, ma in realtà dentro di te stai calcolando ogni dettaglio.
Lo speaker ci accoglie presentandoci, rispondendo agli incuriositi che all’annuncio del percorso ci osservano ammiranti ed increduli.
Partiti!
Scendiamo per circa 4 km e svoltiamo a sinistra verso Loc. Maser. La giornata è soleggiata e il caldo si fa sentire fin dall’inizio. Siamo circa al decimo km e svoltiamo nuovamente a sinistra verso Loc. Monfumo e imbocchiamo la prima salita della giornata, vetta Mostacin.
In gara ritrovo un paio di ragazzi conosciuti al parcheggio, l’andatura è la stessa e inconsapevolmente ci troviamo a correre in compagnia. Due chiacchere e una pisciata e arrivo al ventesimo km, quando sento gridare: “Frank! Eccolo!” e al mio fianco mi ritrovo Andrea che è venuto a salutarmi. Facciamo un paio di km assieme: io estremamente accalorato e madido di sudore e lui intonso runner col sandalo.
L’immaginario fantozziano mi diverte aiutandomi a superare un momento di stanchezza solo fisica.
Salutato Andrea riprendo la mia corsa con lo spirito rinfrancato, davanti a me vedo Stefano il compagno di corsa dei primi km. Allungo per riprenderlo e fare ancora qualche km con lui, ma passato il 30-esimo lui mi saluta e se ne va. Ha ben altri obiettivi, migliorare la prestazione dell’anno precedente.
Ci siamo! Salt dea Cavara gli 8 km della verità. Un po’ si corre un po’ si cammina e l’unico pensiero che mi pervade è: “ma quando finirà?” In lontananza sento una voce al megafono che urla epiteti altoatesini. Supero l’ennesimo tornante e vedo la vetta. Stringo i denti e in meno di dieci minuti arrivo al 38-esimo km dove mi attende la prima zona cambio.
Ritiro il mio zainetto e con la dovuta calma prendo la mia inseparabile crema per massaggi e me la applico ai piedi. Ahhhhh!!!! Sono rinato.
Riposato e rifocillato dopo circa 15’ riparto per un leggero tratto di salita e poi una discesa di 5 km circa che supero tranquillamente. Superato anche il ristoro ai 45, inizio il passo verso Cima Grappa, la vetta più alta della giornata e traguardo della 50km.
La temperatura inizia a calare ma non di molto. Il sole è ancora alto, scambio due parole con il compagno di turno, ed entrambi constatiamo che la prova è assai più dura del previsto a causa delle alte temperature che ci hanno accompagnato fin lì.
Sento le gambe scariche, i pantaloncini elasticizzati sembrano di 2 taglie in più. Il pensiero che le forze stiano per esaurirsi mi pervade la mente, ma tutto sommato sono sereno perché la proiezione sui 50 km è ottima (7h). In questi 5 km dovrò decidere se fermarmi comunicando ai giudici la mia decisione o continuare fino alla fine. In prossimità della vetta affianchiamo altri 2 runner. In gruppetto arriviamo alla scalinata e ci incamminiamo verso la cima.
Poco più di 500 m ci separano dall’ossario. Io e Antonio terminiamo la scalinata per primi e lui mi dice: “facciamo un allungo fino al monumento per sciogliere le gambe?” – con incoscienza gli rispondo di si. Intanto lui mi dice che al 50° farà traguardo chiedendomi cosa intendo fare io. Con assoluta certezza so che ad aver risposto non è stata la mia parte razionale ma quella irrazionale, la mia anima ribelle ha risposto:
“no! Io continuo per i 100”
Ecco la vetta. Entrambi ci scattiamo la foto di rito per testimoniare a noi stessi l’impresa che d’ora in poi farà parte di noi.
50° Sono ancora vivo!
Dopo un paio di prove di vestiario con rischio ipotermia e un breve pasto, decido di ripartire senza mai aver esitato un secondo nella mezz’ora trascorsa in zona cambio. È scesa la sera e mi incammino alla scoperta della faccia nascosta del Grappa, l’altra metà della mela, la zona d’ombra della luna. Mordo voracemente un panino insipido ed indigesto ma delizioso e saziante (paradossi che si materializzano in gara).
Termino il mio prezioso pasto, mollo un rutto e riparto. La discesa davanti a me mi stimola talmente che la corsa si impadronisce delle mie gambe facendomi tenere un ritmo impressionante. La tattica che mi sono prefissato è corri sciolto e lascia andare le gambe in discesa, regolare sul piano e cammina in salita. Tanto le salite da qui alla fine sono poche.
Inconsapevolmente passo un concorrente e gli urlo: MA QUANTI KM DI DISCESA MANCANOOOO?
Ottengo la risposta che non avrei mai voluto sentire: 30.
55°.................................. arriva la crisi!
Come fai a descrivere una cosa che vorresti dimenticare con tutte le tue forze!
Immaginate ciò di cui avete paura.
Fatto?
Ora pensate di essere difronte alle vostre paure più intense e personali e non avere la minima forza di reagire.
Questo è quello che mi è capitato fino al 70-esimo km. Ogni evento vissuto in quei 15 km è stato un rifiuto ininterrotto della situazione. Buio, silenzio, solitudine, confusione, mancanza di lucidità, paura di aver sbagliato strada, sofferenza fisica. La mia mente insistentemente mi ripeteva: basta! Fermati! È finita! Siedi qua e aspetta, qualcuno passerà.
La mia parte razionale aveva preso il sopravvento e coscientemente mi suggeriva di finirla lì.
Come ho detto in precedenza la corsa è solitudine, solo (come ti può capitare a volte nella vita) devi trovare gli stimoli per superare gli ostacoli che ti pone e come dirò dopo io dovevo solo ricordare il perché ero lì.
Al ristoro del 70-esimo km mi levo le scarpe e osservo le vesciche sotto i piedi che sono grandi come 2 pollici. Mi spalmo la crema rinfrescandomi la zona incandescente e riparto con poca speranza. Ad un tratto la svolta. La voce che attendevo mi dice: “ne mancano solo 30, smettila di lamentarti, mettiti a correre e dai tutto quello che hai oppure finiamola qui!
Mi rimetto a correre come se avessi appena iniziato e i km trascorrono (finalmente velocemente). Tant’è che in meno di 25 minuti mi ritrovo al ristoro dei 75. Prendo un biscotto, bevo velocemente mezzo bicchiere di coca-cola e riparto superando 2 concorrenti. Arrivo all’ottantesimo e raggiungo 2 ragazze. Supero anche loro e arriviamo al 90°. Si sale verso Asolo. L’ultima salita della gara. Cammino sino in cima e a mezzo km dal passaggio dei 95 inizio la mia gara personale.
Io sono qui per fare il mio personale sui 5000!!!
Gli ultimi 5km a bomba.
Asolo-Caselle D’Asolo meno di 23’.
Passo il cartello di Caselle vedo le bandierine, svolto a dx e vedo il traguardo.
Come un bambino difronte al proprio mito mi scendono lacrime di commozione e felicità mentre passo il traguardo.
Un ragazzo mi accoglie congratulandosi e mettendomi la medaglia al collo mi dice sei arrivato 61° assoluto.
Incredulo gli rispondo: cosaaaa???
Tutti a volte ci poniamo delle domande che ai più in apparenza possono sembrare vacue o poco importanti, la domanda a cui cerco di rispondere è: cosa mi spinge a fare cose come queste?
Ho iniziato a correre (concedetemi di dire seriamente) qualche anno fa e non l’ho fatto né per dimagrire, ne per competere con gli altri. Il vero motivo è perché mi è sempre piaciuta l’attività fisica e lo sport in genere.
Ma con il tempo ho capito che tutto quello che facciamo è spinto da esigenze ben più profonde. Da bisogni personali. Da dei vuoti che ci portiamo dentro. Se sono qui oggi è proprio per questo e mentre lo scrivo, con totale disarmo, allo stesso tempo mi sento soddisfatto.
Dedicato a colui devo delle risposte e dal quale non né ho mai avute.
Probabilmente questa risposta sembrerà inconcludente ai più, ma egoisticamente non mi interessa.
Infine, il mio ringraziamento va a te perché mi appoggi sempre in tutto quello che faccio.
Francesco






























1a Forest Run, di Attilio Moregola

5 Ottobre 2014 1a Forest Run
"Corsa in Natura nella Foresta dei  Dogi"
Gara di 24km omologata Fidal.

Quando ho visto, diversi mesi fa, il volantino con la foto di un sentiero nel bosco ne sono rimasto subito affascinato ed eccomi qua a raccontarla.
Partenza da casa il mattino ore 6.30  per essere in Cansiglio presto per il ritiro del pettorale. All'arrivo le nuvole  basse avvolgono la piana, non si vedono nemmeno le cime delle montagne che la incorniciano; il sole è un cerchio nel cielo che si intravede appena. Temperatura esterna 6 gradi.
Consegna del pettorale veloce. Numero 118 (ho una infermiera con me, ma non vorrei fare da ambulanza).
Verso le 9 il sole inizia  a svegliarsi e a far salire la bruma…gli atleti, quelli veri, iniziano a scaldarsi...
9.30, sotto lo striscione di partenza siamo in circa 550, non moltissimi, ma tutti determinati. Partenza in salita e dopo poche centinaia di metri si entra nel bosco. Ne usciremo attorno al 19° km (è veramente una Forest Run).
Primi 4 km di salita leggera, poi strappo improvviso ed irto. Da qui in avanti ce ne saranno diversi, infatti l'altimetria dichiara salita fino al km 10,7. Il percorso è bello, lungo una strada sterrata che si snoda nel bosco autunnale dove c'è una esplosione di colori che vanno dal marrone al giallo, all'arancione e ad al rosso ed il verde vicino al bianco delle rocce. In certi momenti ti vien voglia di fermarti ad ammirare, ma oggi non c'è tempo.
Salto il ristoro del km 5 e continuo con il mio passo fino al ristoro del 10° km, la fatica della salita si fa sentire ma è quasi finita...quasi (sob). Appena fatta la curva dopo il ristoro un muro di qualche centinaio di metri.. corro per un po' ma mi devo arrendere...camminano anche gli altri...camminerò anche io. Riprendo la corsa, lenta, dopo circa 100/150 metri che mi sono serviti per rifiatare e dare un po’ di respiro anche ai miei polpacci. Arrivo in cima e...giù in picchiata. Discesa ripida e tecnica, metto in azione un consiglio di un vecchio lupo di foresta:
"Massima attenzione e passa poco tempo con i piedi a terra... vola".
Il cartello del 12° km arriva in un battibaleno...e la discesa continua. Verso il 15° km inizio ad avere un po' di freddo, mi massaggio la pancia...non si sa mai...
Inizio a sperare di sentire un po' sole sulla pelle, ma il sole lo intravediamo fra gli alberi a fondo valle. Se non proprio il sole, almeno un the caldo (i ristori non dovevano essere ogni 5 km?).
Il the arriva poco dopo il 17° km e poi anche il sole, ora corriamo quasi in piano, ma…li in fondo c'è ancora salita! Il km fra il 18 ed il 19 è terribile. Le gambe, dopo 7 km di discesa, non ne vogliono sapere di riprendere a soffrire, penso di aver fatto questo solo km in almeno 2 ore.
Poi il motore, spronato dal cervello, un po' alla volta inizia a reagire e affronto gli ultimi km tutti in salita. Percorro questo tratto cercando di superare quelli davanti, ma supero solo quelli che si fermano  per camminare perché non ce la fanno più. In compenso qualcun altro ha ancora benzina e va...
Entro nel lungo rettilineo finale. "Ultimo km", che bel cartello. Ancora uno sforzo ed è fatta.
Arrivo e non vedo nemmeno il cronometro ufficiale alla mia destra, Runtastic è impazzito e mi dice che ho fatto 2km in 1 ora e 32 minuti (bella media). Comunque all'arrivo mi danno la medaglia (di partecipazione) .
Ho la sensazione che non sia andata proprio male, ma aspetto la classifica ufficiale.
Bevo e mangio qualcosa al ristoro, mi cambio (non c'erano le docce), quindi vado a mangiare il piatto di pasta del pacco gara (bello comprensivo di maglietta, biscotti vari, portachiavi, mignon di prosecco e vari assaggi di prodotti per sportivi) .
Ho anche il tempo di conoscere Gianni Poli (uno dei pochi italiani che può vantarsi di aver vinto la maratona di New York), cordialissimo e disponibile si ferma a chiacchierare con me e mia moglie come fossimo amici di vecchia data.
Ore 13.00 vedo esposte le classifiche ufficiose:
158° su 550 iscritti, tempo 2h00’44”, poi confermato in 2h00’33” (real time) in quelle ufficiali.

Ora posso rientrare a casa .... per fare una passeggiatina alle Fiere di San Donà.... :)

Bellissima giornata.

Quel maledetto sassolino!!!!, di Francesco Brussolo

È dal 26/10/2011, giorno in cui ho corso la mia prima Venice, che mi ritrovo sempre lo stesso sassolino nella scarpa. In questi anni, dovunque sia andato e qualunque scarpa abbia usato, dopo aver indossato il vestiario da runner e calzate le scarpette scelte per l’occasione, lo sentivo lì presente, sempre lui (rompi scatole, per non dire altro, mannaggia!!!) che mi riportava sulla terra, ad ogni passo e dopo ogni km percorso, solo per inculcarmi nella mente quell’obiettivo-traguardo da rincorrere e raggiungere con la determinazione ed il sacrificio che solo gli eletti che hanno affrontato una maratona possono capire, ma soprattutto con tanto divertimento. 
La strada percorsa è stata lunga e prolungata ed è durata 4 anni esatti! 
Oggi, gli amici Oll Scars mi chiedono di raccontare la mia esperienza, le mie emozioni e tutto quello (che di raccontabile) è successo il 25/10/2015. 
Gli avvenimenti, bene o male, per coloro che conoscono la manifestazione sono sempre quelli: ritrovo con gli amici e colleghi di giornata alla partenza in quel di Stra, in un contesto dal profilo paesaggistico/architettonico unico al mondo perché situato di fronte a Villa Pisani. 
Ognuno di noi ha il proprio rituale e le proprie manie, i veterani ostentano sempre una certa sicurezza e falsa saggezza (sappiamo tutti che ogni maratona nasconde insidie che possono sorprendere chiunque) e i novizi li vedi emozionati, con lo sguardo perso nel vuoto che cercano di immaginarsi cosa li aspetterà, immersi in un miscuglio di sentimenti misti a felicità e paura. 
Il gruppo è compatto e sereno, tra di noi ci si scambia a ripetizione suggerimenti, informazioni e sfottò che aiutano a passare il tempo, ma soprattutto a scemare la tensione pre-start. 
Ad un certo punto decido di dileguarmi dal gruppo per la mia mezzora d’aria nella quale devo raccogliere le idee. 
Mi dirigo verso i cancelli ed entro nella gabbia dove mi ricongiungo con Toni, Max Giro, Alberto Teso. Poco dopo ci raggiunge anche Zaza. 
Manca poco meno di mezzora allo start e tra le voci che si mescolano nell'aria si sentono anche le nostre che nel complesso diffondono idee e programmi di passo in compagnia o in solitaria. Fisicamente sembra che io sia in ascolto, ma mentalmente ripeto che sono lì per farla a modo mio e penso al sassolino, ripetendomi continuamente: “...chi vuole andare vada e chi vuole farmi compagnia mi fa piacere...” 
Boom, si parte! 
Come in una transumanza migratoria il gruppone, composto da runner accatastati come bestiame scalpitante, si mette in marcia mescolando andatura da camminata a corsetta da passeggio. Inizio a innervosirmi perché l’obiettivo ce l’ho ben chiaro in testa e il sassolino comincia a darmi fastidio. Devo trovare un varco per passare sotto l’arco dello start al mio ritmo. 
Finalmente le maglie iniziano ad allargarsi, Max trova un pertugio e mi accodo (ci siamo ritrovati in allenamento in diverse occasioni e so che ha un buon ritmo), ma dopo poche centinaia di metri il sassolino mi dice che l’andatura non fa per me, allora mi porto sul ciglio destro della strada e.............inizia la mia corsa! 
Toni mi lancia un urlo, mi giro per invitarlo a seguirmi e da quel momento non mi girerò più! 
Faccio andare le gambe come un rullo compressore e l’aria fresca di giornata mi riempie i polmoni di speranza ed entusiasmo. Corro sciolto, a testa alta e convinto delle mie forze. 
Il passaggio al 1° km è un po’ lento, di poco sotto i 5’00” al km ed il sassolino si allerta; ma non mi perdo d’animo perché so che il ritmo è quello giusto, a confermarlo saranno i passaggi successivi, costantemente attorno ai 4’40”. 
Passano i km ed incontro Attilio che mi accoglie con un sorriso pieno di entusiasmo, ci scambiamo un saluto consapevoli entrambi che avremo affrontato la gara in solitaria, .............bella gara atleta! Lo supero dando sfogo al sassolino che, poco lontano, scorge i palloncini delle 3h30’. Li raggiungo e superandoli in un baleno mi accorgo che le maglie iniziano a diradarsi e si cominciano a riconoscere anche le facce. 
Al passaggio dei dieci mi sciacquo la bocca con un sorso d’acqua e poco più avanti mi fermo per il mio solito pit-stop. 
Vedo il cartello del 16esimo km ed inizio a sentire i primi scricchiolii alle ginocchia, ma rifiuto qualsiasi pensiero negativo anche se sono perfettamente consapevole che è troppo presto per questi segnali che solitamente si manifestano attorno alle 2h30’/3h di corsa. Ecco che il sassolino ricompare cercando di destabilizzare una macchina perfettamente oliata. 
A differenza dello scorso anno decido di non essere troppo cautelativo e contrariamente a quanto avrei fatto in altre occasioni, decido di aumentare il ritmo abbassando il passo di 6/7” al km e
 ..........................vaffan@@@ al sassolino!!! 
Arrivo al cartello della mezza ed è ora di fermarsi per il primo vero ristoro. Cammino per circa 30” mangiando un gel e bevendoci sopra dell’acqua. Butto tutto dentro, faccio un gran rutto e riprendo a far rullare le gambe come se fossi appena partito. Al passaggio del 23esimo leggo 4’32” sul GPS, allora calo leggermente sui 4'40” per mantenerli sino a Mestre. 
Entro nel sottopasso della ferrovia e si spegne la luce, ..............azz! Il GPS non da segnale, a quanto sto andando? Forse troppo forte, che sia meglio rallentare?.............Mi sa che ho rallentato troppo..... aumento? Capperi, che fastidio che mi dà sto sassolino!!!!! 
Esco dal sottopasso e vedo il cartello dei 25, poco prima arriva il fischio del GPS che mi riporta sulla terra, 4’42”
 ...............sassolino va cag@@@@@@ar!!!!!!!!!! 
Anche oggi Mestre si ferma (è arrivata la Venice Marathon) e tanta gente ai bordi della strada grida incitamenti al nostro passaggio, pronunciando i nomi dei pettorali come se fossimo amici di vecchia data.
L’emozione si fa sentire, allora cerco di isolare la mente concentrandomi sulla corsa ed il ritmo da tenere. 
In prossimità del ponte pedonale del Parco San Giuliano le gambe girano ancora, i dolori si sentono sempre più, ma a differenza delle altre volte il passo c’è e si vede perché oggi sono io a sorpassare in continuazione runner senza benzina, doloranti, boccheggianti, e ansimanti. 
Ogni tanto guardo il garmin per controllare il ritmo, osservando con soddisfazione che i passaggi sono sempre sotto i 4’50”, ben al di sotto del mio obiettivo di giornata, allora decido di non rischiare troppo e dopo i 30 km affronto i ristori con calma, camminando, mangiando e bevendo come in una giornata di sole e di festa!!! 
Mentalmente mi sento carico e continuamente ripeto: “...sì, ho qualche dolorino, ma sto bene e sono in forma...”! 
A San Giuliano vedo Stefano che mi dà il 5 e Salvatore che mi scatta una foto, grazie ragazzi! 
Passo San Giuliano alzando le corna al cielo in onore della cover band dei Kiss e mi immetto sul ponte della Libertà. 
Eccola lì Venezia......... sto arrivando. 
Sul ponte sorpasso giovani e meno giovani con facce indescrivibili, lanciandogli il mio in bocca al lupo. 
Arrivo a Venezia e al cartello del 37esimo ho un cedimento, il passo non è più lo stesso e il sassolino mi si è conficcato tra le dita dei piedi, ............che scocciatura!!! 
Arrivo al ponte lungo e scorgendo in lontananza la basilica di San Marco mi sale l’adrenalina, accosto il sassolino spingendolo con le dita sino in punta ed entrando in piazza, trattengo il magone per non piangere, accelerando tra la folla urlante. 
Passo a destra, devio a sinistra, mi infilo nei ponti chiedendo il passaggio con un buffetto sulla spalla a chiunque intralci lo sprint contro me stesso. 
Un esplosione di emozioni e sentimenti incontrollabili mi affogano la mente facendomi perdere la lucidità, tant'è che il cervello dice di spingere al massimo dando tutto quello che ho, ma il corpo rifiuta il comando avvertendomi con: crampi al polpaccio destro, dolori lancinanti alle ginocchia, ma soprattutto totale mancanza di ossigenazione. Gli ultimi 200 metri credo di averli corsi in totale apnea!!! 
Arrivo all'ultimo ponte e sento gridare il mio nome, faccio le corna mescolando un saluto ad Aldo e Paolo, alla scaramanzia per la paura di scivolare proprio nell'ultima discesa, supero il ponte in progressione e negli ultimi 100 metri faccio volata da solo, tirando fuori dai polmoni tutto quello che ho. 
A lato sento Cris e Angela che mi incitano, apro la bocca per salutarli, ma non esce nemmeno un fiato, sono in apnea totale. Allora prendo aria passando il traguardo con gli occhi al crono, lanciando un urlo euforico di liberazione al cielo. 
Sfinito, mi si avvicina un uomo dell’organizzazione per assistermi chiedendomi: “tutto ok?”, e gli rispondo: 
“Certamente! Ora posso togliermi le scarpe e levare questo ca@@o di sassolino......................” 

Per la cronaca riporto Total Time 3h26’22” – Real Time 3h24’18”

Francesco al cartello del 42esimo km, peccato per il dito di Aldo :-)