giovedì 16 febbraio 2017

Daniele Cesconetto, 60x60...e gli Oll Scars!!

Daniele Cesconetto, lo conoscete? Dovreste :-) se così non fosse, fatevi un giro sul suo sito:


In questi giorni (dall'8 gennaio all'8 marzo) è impegnato in un progetto, chiamato 

"60x60 JOYCLUB" la SFIDA dei RECORD

che prevede il correre 60 maratone in 60 giorni, sopra un tapis roulant. Entrare nel guinness dei primati, ma non  per autocelebrarsi, bensì per sfruttare l'occasione a fin di bene, devolvendo tutto il ricavato della manifestazione al progetto "VIA DI NATALE", una struttura di accoglienza ai malati oncologici ricoverati al CRO di Aviano (PN) e ai loro famigliari.

L'ambientazione è la palestra JoyClub di San Vendemiano (TV), un tapis roulant a disposizione di Daniele per la sua sfida ed altri 3 a fianco al suo, per ospitare gli "accompagnatori", coloro che vogliono condividere un tratto di "strada" con lui, tra corsa, chiacchiere, risate, qualche foto e offerta libera, da devolvere allo scopo.

Cristian, Lorenzo e Andrea hanno deciso di vivere questa esperienza e, martedì 14 febbraio hanno affiancato Daniele, a turni di mezz'ora.

Da sinistra: Andrea, Lorenzo e Cristian in attesa del loro turno, davanti a Daniele.
 
Prima Lorenzo.

Poi Andrea.

Infine, Cristian.

Non poteva mancare la nostra firma sul tabellone dell'evento.
Partecipare è facile, anche se i posti disponibili sono ancora pochi. Chiamate Joyclub e prenotatevi, farete del bene e sarà un'esperienza davvero interessante!! Daniele sarà sul tappeto tutti i giorni dalle ore 14.00!!

venerdì 2 dicembre 2016

"Vo' a Firenze a sciacquare i panni in Arno!", di Attilio Moregola

Dove eravamo rimasti ?
Riavvolgo il nastro, che esiste solo per noi che non siamo Millenials ed avevamo le cassette e non i lettori digitali:

10 aprile 2016
22a Maratona di Roma
Siamo alla partenza , ci arrivo determinato a superare me stesso e voglio a tutti i costi abbassare il mio P.B. ed abbattere il mitico muro delle 3h.30m.
Ho già deciso che se ci riuscirò questa sarà la mia ultima maratona (troppa fatica fra il prepararla ed il correrla).
....
Traguardo
3h28m42s...Sono strafelice il muro è crollato. Mi ritorna in mente Spagna '82 Nando Martellini: "Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo "...

13 aprile
Fatto. Mi sono iscritto proprio questa mattina alla Firenze Marathon 2016.
Ma questa voglio proprio godermela, ci andrò a fare il turista, a divertirmi e rivedere la città. Sarà proprio una bella gita di famiglia. Prenoto anche albergo e treno e non ci penso più fino a novembre.

8 Maggio
Bibione Half Marathon
Troppo bella ed ho fatto il mio P.B. sulla mezza 1h36m22s.
Che vuoi di più? 2 P.B. In un mese...

2 agosto
Inizia con calma la preparazione, naturalmente programmata su myasics.com.
Sono pazzi prevedono che in base al tempo dell'ultima maratona ed ai parametri inseriti farò 3h24m17s., ma io a Firenze vado per divertirmi, godermi la città, respirare ancora una volta l'aria del grande evento e questo mi basta e avanza.

18 settembre
Le gambe girano e poi c'è la mezza di Udine, si parte da Cividale dove nel 1987 ho fatto il servizio militare, quanti ricordi...ci voglio proprio essere.
Corro gli ultimi 3 km dentro ad un fiume, quasi non ci vedo per la pioggia. 1h38m36s.
Dopo 2 ore spunta uno splendido sole...Magari se non ci fosse stata tutta quell'acqua un paio di minutini non li avrei persi e chissà...

1 Ottobre
"C'è ancora un bel sole che ne dici Roberta andiamo a fare una bella sgambata sul lungo mare di Jesolo?".
Partenza Cortellazzo. 9 km veloci più 18 tranquilli?
"Tu fai quello che ti senti, io arrivo al faro e ritorno...Ci vediamo dopo..."

22 Ottobre
Sono entrato nella fase 4 "Simulazione di gara".
Proviamoci. 30 km vediamo in quanto li faccio. 2h26m34s: forse si può.

5 Novembre
Le previsioni dicono pioggia ed io devo fare il 2o lungo. Stavolta dovrebbero essere 35 km.
Piove non c'è dubbio. Tira vento innegabile. Fa freddo, mi scalderò.
Ma io sti 35 km li devo fare.

Roberta: "Ti accompagno in bici, mi copro con il poncho e ti porto il rifornimento".
Io: "Ma no ti bagnerai, vuoi stare 3 ore e passa sotto l'acqua, il vento, il freddo?"

Roberta: "Ti accompagno in bici, mi copro con il poncho e ti porto il rifornimento".
Io: "Ma no non serve, sono stato centinaia di volte sotto l'acqua quando giocavo a calcio".

Roberta: "Ti accompagno in bici, mi copro con il poncho e ti porto il rifornimento".
Io: "OK".

36,6 km 3h01m39s. Grazie per il rifornimento e la compagnia (ma non eravamo soli c'erano almeno un miliardo di gocce d'acqua con noi).
Inizio a credere che uguagliare o migliorare, almeno di un po', il mio P.B. sia possibile.

9 Novembre
Devo fare una corsetta di soli 10,5 km a ritmo gara, arrivo al 5 km...la strada è buia, ho la pila in testa ma mi distraggo un attimo...Acc...Caz...Malediz...chi ha messo qui sto dosso...
Cado sull'asfalto e mi rialzo a fatica, ho le mani e le ginocchia insanguinate.

Che faccio sono dolorante ed insanguinato, torno a casa camminando? NO indietro non si torna.
Sono Attila e sono un guerriero. "Se incarna el mestier"...
Inizio a camminare per circa 1 km e poi un po' alla volta riprendo a correre.
La gente che incontro per strada mi guarda stranita, forse pensa che sia un runner assassino e che stia scappando dal mio ultimo delitto.
Magari pensano: "Domani mattina devo prendere il giornale per vedere cosa è successo...".
Arrivo a casa rispettando i tempi 50m52s (solo 2 secondi di ritardo sulla media).
Ora però ho sulle mani e sulle ginocchia le stimmate del runner, naturalmente ben disinfettate da Roberta.

26 novembre
"Qui comincia l'avventura....." tararatarata ...
Vo' a Firenze a sciacquare i panni in Arno

27 novembre 2016
Sono davanti al campanile di Giotto, poco più là il Duomo e la Cupola del Brunelleschi e alle mie spalle il Battistero, che straordinario spettacolo.

Ho programmato tutta la strategia di gara fin dalla settimana:
- eliminato il caffè (aiuta la disidratazione)
- ovetto fresco con zucchero e zenzero tutte le mattine
- scarico carboidrati il mercoledì (solo proteine)
- albergo vicinissimo alla linea dello start
- arrivo presto in griglia in maniera da prendere un bel posto per la partenza
- impostato l'orologio per darmi il tempo: il passo deve stare tra i 4.45 ed i 4.55 al km
- i rifornimenti ogni 7 km di gel isotonico SIS (schifoso al gusto ma subito assorbito che mi permetterà di non perdere secondi preziosi ai ristori per bere)
- gel alla caffeina per gli ultimi 2 km
- Visto il caldo decido di correre in canotta.

All'attacco !!!

8.30 si parte.
Il panorama lascia senza fiato, ma oggi si corre e c'è un obiettivo da conquistare. Avanti.
Per circa 10 km vedo poco davanti a me i palloncini delle 3h15m, bene.
Quelli delle 3h30m sono dietro.

C'è molta gente lungo il percorso, ci sono le band che suonano e che ti danno il tempo.
Ah a proposito, come siamo con il tempo? L'orologio non mi ha ancora segnalato niente, quindi significa che siamo in media, ottimo.

Correre dentro al parco mi rilassa, sembra come fare una corsetta la domenica per sgranchire le gambe e poi una bella doccia calda e la colazione...Che bello fare il turista a Firenze...

SVEGLIA QUI SI CORRE, SI STA A FAR LA MARATHONA!!! C'è un orario da rispettare...

"Testa bassa e pedalare" i panorami lasciali ai giapponesi.

Siamo alla mezza 1h40m la tabella è rispettata... E' ora del 3o gel.

30 km - 2h24m, come alla mia miglior prestazione alla Cortina-Dobbiaco...
Lì sono andato forte lo scorso anno....
Costeggiamo lo stadio Franchi e ci immettiamo nello stadio di atletica.

Al centro ci salutano gli sbandieratori ed ai lati della pista altri atleti si stanno allenando, sono solo 5 o 6, hanno uno stadio per loro... saranno Top qualcosa...

Hey lì davanti regalano i gel me ne faccio dare uno, la mia collezione è quasi esaurita...

Torniamo verso la città in un tripudio di folla; occhio al lastric(h)ato però potrebbe essere scivoloso.
Dentro nelle budella di Firenze e poi di colpo dopo una curva il Duomo nella sua maestosità.
Alzo lo sguardo ed allargo le braccia per lo stupore...
"Atti !! Dai su! Forza"
"Dai papi !! "
Eccoli al 33 km, Mattia e Roberta...li ho solo intravisti, ma ho un groppo in gola...

Giriamo attorno al Duomo e dopo un po' di strada arriva Ponte Vecchio...
La foto di un Oll Scars in azione arriverà da qualche parte in Giappone...

Non mollare...

"Se non ora quando?" questo è il mio mantra che mi accompagnerà fino all'arrivo.

40 km DIN-DON. Gel alla caffeina in arrivo...

Aspettiamo che faccia effetto...Gli ultimi 500 m sono in progressione...supero almeno una trentina di runners... Vai Speedy Gonzales (penso che solo i non millenials sappiano chi è).

Ultima curva.
"Vai Atti"..."Dai Papi"...

Il traguardo è li non vedo bene il cronometro (so orbo).
Ci sono sotto e attraversandolo leggo 3h25m06s...ce l'ho fatta! Ho battuto me stesso.
Ma un momento...quello è il tempo rispetto alla partenza dei top runner quindi c'è qualcosa da limare sul mio real time.

...3h24m39s...e fra poco più di un mese saranno 50 (non secondi... anni).

E' qui la festa?

Nel mondo dei millenials i complimenti di colleghi runners ed amici arrivano in pochi minuti. La vita ormai è in diretta.

Ora mi sento davvero, nel mio piccolo, un Top Scars.

"Ma non dovevi fare il turista?".

Meglio iniziare a cercarne un'altra...sono un animale da competizione.

                                (To be continued...)


lunedì 28 novembre 2016

La mia New York City Marathon

Un remoto giorno di febbraio finalizzi la partecipazione alla maratona di New York, che si svolgerà ben 9 mesi dopo...per cui sì, sei emozionato, ma l'appuntamento è appunto troppo lontano all'orizzonte. Poi ti avvicini al momento e non stai più nella pelle! Leggi, ti informi, ne senti parlare...ci sarà un sacco di gente, dicono...un sacco di gente che correrà e un sacco di gente che farà il tifo a bordo strada...ma nessuno a parole riuscirà mai a rendere l'idea!!
Parto alla volta di New York giovedì mattina presto, arrivo a New York nel primo pomeriggio e, dopo essere passato in albergo, mi dirigo subito all'Expo per il ritiro pettorale. E' tutto enorme qui a New York, dai palazzi alle strade, quindi anche il Jacob Javits Convention Center, sede dell'Expo. Struttura a vetri, imponente, all'interno percorso obbligato verso il ritiro del pettorale, con un addetto ogni 1000 pettorali. Poi verso il ritiro del pacco gara e della maglia tecnica. Infine, giro tra gli espositori, dove Asics la fa da padrone. Fine della prima parte, mi aspettano 2 giorni da turista con i miei fidi accompagnatori (Angela, Alessia e Michele) e poi arriveremo al dunque.
Sabato sera opto per un'ottima pizza per caricare carboidrati e riesco ad andare a letto per le 23. Ci sarà il cambio dell'ora, quindi dormirò un'ora in più, circostanza favorevole vista l'alzataccia alle 4.15. Come detto, alle 4.15 inizia l'operazione maratona: colazione, vestizione, toilette ed alle 5.10 mi presento nella hall dell'albergo, per prendere il bus del tour operator che mi porterà a Battery Park per prendere il ferry in direzione Staten Island. Tutto in ordine ed in perfetto orario: 5.20 autobus, 6.00 ferry, 6.30 bus per Fort Wadsworth. Ore 7.00: arrivato in zona partenza, orario della mia partenza ore 10.15...sì, tempo di attesa ce n'è in abbondanza! La giornata è soleggiata, ma non fa particolarmente caldo; mi apposto al sole, disteso sulla paglia e mi rilasso per almeno un'ora. Poi decido di prepararmi, depositare la borsa e fare un giro nella zona. Trovo cibo, integratori, caffè, te caldo...mi servo, in modo da integrare la colazione fatta ormai più di tre ore prima e mi muovo avanti ed indietro, per scaldarmi e sciogliere un po' le gambe. Alle 9.15 mi dirigo verso la mia griglia di partenza, zona blu corral E e riesco a piazzarmi davanti. Qui qualcuno fa il furbo: si porta a ridosso della corda divisoria, presidiata da un paio di ragazzine e in un attimo di distrazione scavalcano e fuggono in mezzo alla gente della griglia davanti...no, fermi, al contrario di quello che penserete, non sono italiani! Non siamo quindi gli unici a non rispettare le regole :-)
Alle 10 circa, tolgono le corde divisorie, le griglie diventano un serpentone unico di persone e ci si avvia verso la zona di partenza. Ci portiamo all'imbocco del ponte di Verrazzano, seguendo un percorso guidato formato dai bus che ci hanno portato lì...poi inno americano, colpo di cannone e "New York, New York"...si parte!! Il mio gruppo è destinato alla corsia di destra del ponte (il gruppo arancione a destra ed il gruppo verde nella parte sotto) e la partenza è un po' lenta; non è un grosso problema, perché il ponte è in salita e non è il caso di spingere già da ora. Il gruppo comunque si sgrana quasi subito e non ho difficoltà a portarmi a regime. Un po' di vento, ottimo punto di osservazione sulla skyline di Manhattan, il ponte finisce molto velocemente e a quel punto comincia la vera maratona di New York, il pubblico la fa da padrone e comincia il delirio! Davanti a me una ragazza ha il proprio nome stampato sulla maglia e questo permette a tutti di urlare il suo nome ed incitarla! Do il 5 a tutti, grandi e piccoli, tutti estasiati e festanti al passaggio di migliaia di atleti o simili. Dopo qualche km però, decido di spostarmi più in centro strada, ho comunque una gara da correre e, nonostante sia un'esperienza da vivere a pieno, voglio anche correrla bene!
Le sensazioni non sono un granché, mi pare di avere le gambe pesanti, si sentono le lunghe camminate dei giorni precedenti, ma continuo ad andare. La prima metà di gara è abbastanza facile, il dislivello non è così fastidioso, devo solo stare attento in alcuni tratti alla strada che si stringe (avete presente i ciclisti che nelle tappe di montagna di trovano uno spazio ridottissimo dove passare perché la gente si porta in mezzo alla strada? Ecco, appunto...) ed anche ai pedoni! Sì, ai pedoni che attraversano la strada!! Stavo proprio per scontrarmi con un garzone delle pizze ed il suo borsone, scansato per un pelo!
Passo la mezza in 1h48' circa, non male tutto sommato e sento che le gambe funzionano. Sto solo aspettando di raggiungere il Queensboro Bridge ed entrare a Manhattan. Detto, fatto: il ponte mi spunta all'improvviso, dopo una curva a sinistra. Un silenzio surreale e una salita spacca gambe...calo il ritmo, per non rimanerci secco, mancano ancora 17 km abbondanti al traguardo. Dopo metà ponte inizia la discesa, torno ad alzare il ritmo e sono pronto all'impatto con la bolgia che troverò all'uscita. Svincolo d'uscita, curva a sinistra e impatto con pubblico incredibile!! Ancora curva a sinistra, a passare sotto al ponte appena attraversato e imbocco la First Avenue, all'altezza della 59esima strada! Bene, qui è tutta dritta fino al Bronx, oltre la 120esima strada...la strada è un saliscendi continuo e guardando avanti si vede questo lungo serpentone di gente che corre infinito che si perde all'orizzonte. La gente non smette di incitare e fisicamente mi sento molto bene, proseguo a buon ritmo. Mi sono accordato con Angela ed i ragazzi di vederci alla 96esima strada e quindi, quando sono in prossimità, rallento e li cerco a bordo strada...li scorgo appena dopo l'incrocio, tra la marea di gente urlante! Mi affianco un attimo, bacio abbraccio e via di nuovo, siamo circa al 29esimo chilometro. La strada prosegue dritta fino al Bronx, attraversiamo sul Willis Avenue Bridge, per ritornare poi a Manhattan per il Madison Avenue Bridge e percorrere la Fifth Avenue fino all'ingresso al Central Park. Sto ancora bene e cerco di mantenere un buon ritmo, alterno bevute di sali e acqua ai vari ristori piazzati ogni miglio. Di nuovo all'incrocio con al 96esima strada mi incontro con Angela e i ragazzi, questa volta non mi avvicino, anche perché loro sono un po' indietro rispetto alle transenne, saluto e proseguo. All'incrocio con la 91esima c'è l'ingresso al parco, mancano circa 4 km al traguardo e sento di essere un po' al limite, cerco di gestirmi per finire al meglio e non buttare via tutto, visto che il crono è favorevole. Qui le sensazioni cominciano ad essere contrastanti, perché si mescolano la voglia di finire (per la stanchezza della gara) e l'esatto contrario (per non smettere con la magia di questa gara). Corro tra le strade del parco, in saliscendi, tra 2 ali di pubblico festante e tengo il più possibile...cerco di scorgere l'Hotel Plaza, che indica l'uscita sud est del parco e di conseguenza l'ultimo km o poco più di gara...supero diversa gente ed esco dal parco, giro a destra, in fondo c'è Columbus Circle, ma non arriva mai...finalmente lo raggiungo, rientro nel parco e capisco che tutto sta per finire! Passo l'indicatore del 26esimo miglio e ormai il traguardo è a vista. Provo ad accelerare un filo con le ultime forze residue e passo il traguardo urlante di gioia!! Guardo il cronometro e per pochi secondi è il mio PB!! Non poteva andare meglio!!


Pb o scampagnata, le emozioni che offre questa gara sono inimitabili!! E' un'esperienza che chiunque apprezzi la corsa dovrebbe provare!! Altre major non ne ho fatte, ho fatto le principali maratone italiane e non c'è paragone!!

venerdì 2 settembre 2016

Oll Scars Challenge del Piave! Buona la prima!

Si è conclusa sabato 27 agosto a Isiata la prima edizione dell' "Oll Scars Challenge del Piave". 6 tappe, 70 partecipanti, inziato l'11 giugno a Musile, passato per Biverone, Ca' Memo, Fossalta di Piave, Ceggia ed, appunto, Isiata.
Ecco alcune foto delle premiazioni.

Categoria femminile 35-50: 1° posto per Selenia Mazzon, 2° posto per Romina Botter e 3° posto per Marta Buoso.

Categoria femminile OVER 50: 1° posto per Raffaella Bolzonella, 2° posto per Julie Stearn.

Categoria maschile UNDER 35: 1° posto per Massimo Prataviera, 2° posto per Daniele Zorzetto e 3° posto per Alberto Aldrigo.

Categoria maschile 35-50: 1° posto per Luca Pretotto, 2° posto per Cristiano Ostanello e 3° posto per Stefano Pasin.

Categoria maschile OVER 50: 1° posto per Mauro Vignotto, 2° posto per Giancarlo Brollo e 3° posto per Giuseppe Caldo.

Qui di seguito invece i link a foto e video delle singole gare. Buona visione!!

2giriRun - Musile - 11 giugno

Marcia di Biverone - Biverone - 2 luglio

A tuta bira - Ca' Memo - 8 luglio



Easyata Run - Isiata - 27 agosto


giovedì 28 luglio 2016

30 luglio, noi ci siamo...e tu??

Ci siamo, siamo pronti per la 4a edizione di "Correndo con gli Oll Scars"!


..e quest'anno, abbiamo pensato anche ai più piccoli!!

Quindi cosa stai aspettando?! Sabato sera ci vediamo a Fossalta, non mancare!!!

martedì 14 giugno 2016

Rivivere le emozioni

Quale modo migliore di rivivere le emozioni provate, se non raccontarle??
Oggi hanno scritto per noi Flavio ed Ermete, che ci parlano di 2 esperienze diverse, ma molto forti. Flavio ci racconta il suo Passatore, mentre Ermete ci parla del Cammino di Santiago in bici...leggete, ne vale la pena!!!

Ho lasciato passare alcuni giorni dal termine del Passatore prima di scrivere quanto provato, cercando così di essere più lucido e meno emotivamente coinvolto una volta raffreddati i pensieri.
La voglia di tentare una corsa così lunga e difficile mi era venuta alcuni anni fa ascoltando Massimo (Bonato), mio mentore sportivo ed amico fraterno, raccontare con tanto entusiasmo la sua prima esperienza in questa ultramaratona, tanto da accendere in me un pensiero: prima o poi devo provarci anch'io.
Però ogni anno o per un motivo o per un altro non sembrava mai quello giusto, sempre qualche imprevisto ad impedirmi di cominciare ad allenarmi in maniera adeguata, o forse, la mia era paura di confrontarmi con la fatica, si perché, ma questo lo sappiamo bene tutti noi è faticoso faticare.
Quest'anno invece, anche coinvolto dai miei tre compagni di ventura, Francesco Zaza (grande organizzatore del nostro viaggio oltre che dispensatore di tranquillità), Lorenzo e Cristiano Express (veri stimolatori  mentali ed amici sinceri), mi son buttato in questa avventura.
La preparazione non è stata sicuramente adeguata ad una corsa del genere, ma comunque sono arrivato a fare sei ore di corsa continua (circa 53 km) un mese prima della gara, oltre ad una maratona e svariate volte 30/35 km a distanza di 4/5 giorni una volta dall'altra.
Un paio di settimane prima però ho un leggero infortunio alla coscia che mi obbliga a fermarmi praticamente sino al giorno della partenza e sommato al mio problema costante, che sono i crampi in gara, fa accrescere in me la  paura di non farcela, ma ormai sono in gioco e voglio giocare.
Venerdì pomeriggio, fatte le foto augurali con cartellone OllScars portato per l'occasione da Andrea (grazie vecio) partiamo con la zazamobile alla volta di Faenza dove pernottiamo e sabato mattina finalmente saliamo sull'autobus con destinazione Firenze.
Caldo, tanto caldo. E' questa la sensazione avvertita una volta scesi dal torpedone in pieno centro, speriamo nel pomeriggio arrivi qualche nuvola a mitigare il solleone.
Ritiriamo il pettorale, pranziamo e verso le 13 ci sdraiamo sotto un portico ad attendere il momento del via.
Sono stranamente calmo, quasi distaccato, non avverto paura, solo voglia di provarci, cerco di chiudermi nei miei pensieri quando un mormorio si fa sempre più forte tra tutti i presenti: eccolo, è lui RE GIORGIO X, poi in serata RE GIORGIO XI, che ci passa accanto seguito da un codone di giornalisti, gentile e sorridente con tutti, come sempre dirà chi lo ha visto altre volte.
Foto di rito prepartenza con il Passator Cortese e pronti per il via.
Alle 15 si parte in una cornice di pubblico spettacolare e tra alcuni dei monumenti più belli al mondo, subito il caldo si fa sentire e la bottiglietta d'acqua portatami appresso (e che non lascerò sino all'arrivo) si rivela fondamentale. Grazie Francesco del consiglio.
Al quarto chilometro subito la prima salita, quella di Fiesole, subito ripida, non pensavo così, ma tutti la prendono di lena, correndo, mi adeguo anch'io e cerco di rimanere vicino agli altri quando una voce dietro esclama: Ricordatevi che chi cammina a Fiesole arriva a Faenza, son 100 da fare.
Tale frase basta per farmi ragionare, cammina in salita e corri in discesa Flavio, fermati a tutti i ristori, stai sereno e  poi dopo si vedrà.
Passano così i chilometri tra corsa e cammino fino al 40 circa quando un improvviso attacco intestinale mi obbliga ad un pit-stop non previsto tra gli alberi dell'Appennino, ma la gamba tiene sebbene senta tirare la coscia, i crampi non ci sono ed il tempo passa in fretta, sono contento e vado avanti.
Non ho voluto portare con me telefono, Ipod, orologio con gps, ho detto no anche a mio figlio che si era proposto di accompagnarmi in bici, no, questa corsa è mia, voglio viverla tutta senza doverla dividere con nessuno, scusa Riccardo, se ci sarà mai una prossima volta e vorrai venire mi farai felice, ma oggi no, oggi sto con Flavio e basta.
Arriva la sera, arriva il buio e finalmente arriva il passo della Colla, 48 fatti e non sono stanco, mi cambio con tutta calma, vado ai rifornimenti e bevo una tazza di brodo caldo, il più buono del mondo in quel momento, mi armo di pila e dopo 35/40 minuti comincio a scendere prima cautamente, poi via via più celermente lungo la strada che porta a Faenza.
Vado, non pensavo ma vado, corro per 15 chilometri, aiutato dalla pendenza ma vado, sino al 62 circa dove comincia a farsi sentire di colpo tutta la fatica fatta sino ad allora, male alle gambe, alle spalle, al collo, sento male anche ai capelli persi in giovane età, l'avevo detto che è faticoso faticare.
Cammino, cammino e sto con me stesso, il tempo passa velocemente, arrivo al 70 e provo a correre per vedere come reagisco e succede quello che mai avrei immaginato possibile: CORRO.
Corro quasi ininterrottamente per una ventina di chilometri senza sentire dolori particolari, tenendo a bada i crampi che sento arrivare ma che non mi avranno, stanotte no, non mi avranno e non sento faticoso faticare stanotte, stanotte sto con me stesso e sono felice, sto in strada da 90 chilometri e sono felice.
Gli ultimi 10 alterno il passo alla corsa, sto terminando le energie, devo centellinare le forze rimastemi, devo imprimermi nella mente questi momenti per poterli ricordare poi, per poterli raccontare ai miei cari, per riviverli 100 volte ancora nei miei pensieri.
Arrivo a Faenza dopo quasi 15 ore, stanco, ma felice di aver portato a termine una corsa che pensavo non poter concludere.
Grazie ai tre compagni di viaggio, a tutti gli Oll Scars per l'incitamento, alla mia famiglia per la pazienza e a Flavio per averci provato.
E' vero, è faticoso faticare, ma oggi è stato bello faticare.
                                                                         FLAVIO

Non so voi, ma a leggere questa tipologia di racconti, viene voglia di provarci!! Sono 100 km di fatica, ma resta un'esperienza indimenticabile. Grazie Flavio per questo racconto e grandi tutti i nostri ragazzi che c'erano.

Esperienza diversa quella di Ermete, ma da leggere tutta d'un fiato. Grazie Ermete per averla condivisa con noi!!

Sul Cammino per Santiago.
Scrivo malvolentieri queste poche righe perché il Cammino non va raccontato, va vissuto. Ritengo utile però, condividere alcune esperienze in modo che possano tornare utili a chi intende cimentarsi in questo incredibile viaggio.
Partiamo dai vari libri sul Cammino: secondo me sono utili ma non indispensabili. O meglio, è giusto informarsi in anticipo, ma si corre anche il rischio di farsi un’idea sbagliata (mi è venuto il dubbio se chi scrive libri del Cammino … l’abbia fatto veramente).
Serve sapere poche cose:
La partenza: io ho fatto il Cammino francese in bici, quello che parte da Saint Jean Pied de Port. Per arrivarci ho fatto un viaggio interminabile, in treno fino a Torino e poi in auto dividendo la spesa. Abbiamo parcheggiato l’auto senza problemi e a costo zero vicino al paese della partenza. Alla mattina mi sono registrato come pellegrino e mi hanno dato la Credential dove vanno messi i selli (timbri) che dimostrano il passaggio per i vari paesi e chiese. Mi hanno dato la mitica conchiglia da mettere sullo zaino (borse delle bici). Forte emozione. Paese caro, meglio prendere i “ricordini” in Spagna. I pellegrini dopo aver attraversato il borgo medievale si avviano verso nord: i camminatori vanno su per sentiero i ciclisti partono subito su strada con una salita di 22 km per arrivare alla magica Roncisvalle.
Da dormire io l’ho sempre trovato, se non in un paese, in quello dopo (5/10 km). Per la notte esistono strutture “Albergue” che sono degli ostelli, costano da 5 ad un mx di 15 euro a notte. Offrono un posto letto (a castello) con materasso e lenzuola pulite dove stendere il proprio sacco a pelo (consiglio quelli leggeri estivi perché sono più piccoli quando sono ripiegati), doccia calda sempre e, a volte, lavatrice e asciugatrice. Io facevo il bucato quasi tutte le sere (a mano però). Attenzione che i
camminatori hanno la precedenza sui posti letto. I camminatori di solito si fermano nel primo pomeriggio. I ciclisti vanno avanti almeno fino le 6 di sera.
Per mangiare non c’è problema, A mezzogiorno un panino e via, alla sera, negli ostelli, o li vicino, si trova sempre un bar che fa il menù del pellegrino a 10 euro: un primo un secondo, dolce e vino (e che bevute, alla sera tutti i pellegrini spolpi). In alternativa…panini e l’immancabile tortilla, buonissima, costa poco e riempie la pancia (frittata con patate lesse). Occhio alla paeja, potrebbe essere un surgelato riscaldato al microonde quindi prima di ordinarla controllate. Per chi ama la carne: asado o ciurrasco. Colazione strepitosa: in Spagna usano dei croissant enormi, buonissimi, caffè (io preferivo l’americano). Mi sento di sconsigliare il cappuccino.
Negli ostelli offrono anche un servizio cucina condivisa dove, volendo risparmiare, ci si può cucinare qualcosa. Ma è più ad uso dei camminatori che nel pomeriggio vanno a fare la spesa e, dovendo camminare per un mese, tendono a tagliare i costi. 
Segnaletica: OVUNQUE frecce gialle e paracarri con la freccia per Santiago. Impossibile perdersi. Ad ogni modo la gente è gentilissima, ti indica la direzione e ti saluta con un “Buen Camino”. Il “Buen Camino” è il saluto universale del Cammino (francesi a parte).
La strada per chi va in bici: asfalto e sterrati a volte impegnativi. Salite, tante salite, ma proprio tante. In Spagna c’è luce per un’ora in più alla sera. Io mi ponevo 100 km giornalieri come obiettivo e, Cebreiro a parte, ho sempre sforato arrivando anche a 126.
Bicicletta: io avevo una ex bici da corsa trasformata con copertoni un pelino più larghi e manubrio largo. Indispensabile il portapacchi per le borse da viaggio dove stipare il bagaglio. Serve una bici più robusta della mia perché ho consumato il copertone dietro e ho preso una buca che mi ha causato qualche danno (alla fine andava “storta”). Fango e cacca di mucca in abbondanza. Servono un minimo di attrezzi e camera d’aria di riserva. Molto belle sono le bici degli olandesi: fatte per il cicloturismo su lunga distanza. Quasi tutti i ciclisti con le MB, a volte belle pulite (bo?). A volte, sulla strada, ti sorpassano le auto con le bici sul portapacchi (doppio bo?).
La gente: sul Cammino non si è mai soli. C’è sempre qualcuno davanti o dietro. Gli spagnoli sono bella gente (e belle donne). I pellegrini sono in maggioranza donne, molte sole, molti giovani e coppie di pensionati. Ciclisti da soli o in piccoli gruppi. Da tutto il mondo. Molti italiani. Insomma tutto un mondo in cammino verso Santiago. Sul Cammino si parla è la lingua del Cammino: un misto di spagnolo, inglese, italiano e tedesco. I francesi parlano solo francese. I veneti iniziano le frasi in
spagnolo e le finiscono in dialetto.
La Meseta: altipiano semicollinoso di 350 km coltivato a frumento. Ti spappola il cervello. Io sono riuscito a svangarla in due giorni e mezzo.
Le salite principali: Alto del Perdon (un nome un programma), alla Cruz de Ferro e al Cebreiro.
Il Cebreiro: quello che succede sulla salita non si racconta. E i ciclisti convinti che sia solo una montagna…pedalareee. Ma quando sei su c’è il cartello “Santiago 159 km” e questo ti ripaga di tutto. Bellissimo il paesino sopra, assolutamente da dormire li. C’è un locale dove si mangia bene. Si riconosce perché è pieno di pellegrini. Torte strepitose. Il formaggio col miele ti fa dire: “Dio esiste”. E ancora vino.
La città: bellissime. Burgos, Leon, Pamplona e altri piccoli centri medievali. Ci si ferma per visitare la Cattedrale, la benedizione dei pellegrini e il “sello”. Le periferie caotiche e trafficate. I selli sono dei timbri che ti fanno ovunque sul Cammino. Vanno collocati negli apposito spazi sulla Credential. La Credential va custodita gelosamente e all’asciutto. Negli ostelli te la chiedono, senza quella non dormi. I selli servono a dimostrare che si è passati dal tal paese. Andrebbero presi nelle basiliche con tanto di benedizione ma io mi accontentavo anche dei baru, pab e birrerie varie (il fine giustifica i mezzi). Comunque la mia dose di messe e benedizioni me la sono presa. Messe in spagnolo ovvio.
Arrivando a Santiago s’incontrano i pellegrini “Alpitour” che vengono scaricati dalle corriere. A Santiago c’è un ufficio informazioni per i pellegrini. A mezzogiorno fanno la messa dei pellegrini. Per ricevere la pergamena che attesta il Cammino mi sono fatto due ore di coda (5 euro). Chiedere l’orario della messa in cui fanno volare il “Botafumeiro”, io l’ho presa alle 19. Emozione davvero fortissima ed indescrivibile. Questa non la posso raccontare: va vissuta.
Per arrivare a Finisterre, sull’oceano, ci sono atri 90 km e consiglio la strada asfaltata. Lì, sotto il faro, è usanza abbandonare qualcosa e bruciarlo. Io ho abbandonato i guanti da bici. Emozione indescrivibile. Dormito a Finisterre.
Il ritorno: da Finesterre a Santiago in corriera (ore 8,30) e non serve smontare la bici. Corriera stracolma. Io per fortuna ho preso quella dopo che ha fatto il giro più lungo sulla costa e così ho fatto anche il turista. Non ricordo con esattezza il costo, mi pare 9 euro. Da Santiago a Pamplona in treno: il biglietto (37 euri) va preso un paio di giorni prima (quindi il giorno dell’arrivo a Santiago). Parte alle 8,45 e arriva a Pamplona alle 17 passate. A Pamplona ho preso e condiviso un taxi (sono 100 euro, più si è, più si divide ma ci stanno solo due bici). Importante: fate impacchettare la bici all’edicola della stazione di Santiago: con 15 euro, te la incartano in modo che possa salire sui treni spagnoli, altrimenti non passa nel metaldetector (tipo aeroporto). Una volta impacchettata si va anche meglio a caricarla sull’auto per il ritorno. La sorpresa quando l’ho spacchettata: avevano smontato tutto (sa morti). Molto gentile il tipo che da informazioni alla stazione. In alternativa c’è un servizio che ti spedisce la bici in Italia con 90 euro. Ricapitolando, da Santiago a Saint Jean in Francia 87 euro (50 taxi e 37 treno). Attraversare la Francia in auto altri 150 (auto non mia io ho solo condiviso la spesa), treno da Torino a Mestre 57 (cifre abbordabili). Andata: 39 di treno e 150 di auto. I biglietti del treno presi su internet costano meno ma non si può programmare il ritorno.
Abbigliamento: io avevo tre cambi. Una felpa pesante e un pantalone per la sera. Giacca antipioggia, casco da bici. Pantaloni da ciclista, sella comoda e luci fronte-retro sulla bici per le nebbie e la pioggia. Colori fluo per la strada. Scarpe comode e piedi liberi sui pedali. Facendo il bucato tutti giorni finivo per mettere quasi sempre le stesse cose. I pellegrini hanno comunque tutti lo stesso odore non c’è da vergognarsi. Inutile il materassino. Sacco a pelo estivo. Le prese per ricaricare il cellulare ci sono ovunque negli ostelli, sono di tipo “tedesco” dove entra bene la presa italiana e non serve la riduzione. Wi-Fi free ovunque, negli ostelli e nei ristoranti e bar vari. A volte hanno la password, ma basta chiedere.
Quanto descritto serve orientativamente come indicazione di base, per eventuali chiarimenti o domande sono a disposizione e per quanto riguarda le emozioni e le sensazioni … preferisco tenermeli dentro: come si fa a spiegare quello che si prova sugli scogli a Finisterre o quando il botafumeiro ti vola a due metri dalla testa?
Credo che ognuno faccia il Cammino per un motivo diverso, ma posso assicurare che si torna cambiati. Ricordatevi che il Cammino non regala niente ai ciclisti. Mai.
ERMETE

Musile e via col Challenge!!

Un'ottima prima edizione della 2GiriRun di Musile! In un sabato che prevedeva condizioni meteo difficili, la serata è stata asciutta e all'insegna della corsa! La prima edizione della corsa di Musile ha avuto un ottimo riscontro, con oltre 350 partecipanti tra la corsa per gli adulti e la corsa Kids.
Niente male nemmeno il riscontro per il nostro Challenge che, alla prima tappa, vede 60 iscritti.

Le foto dell'evento QUI.

Ora vi aspettiamo il 2 luglio a Biverone, per la seconda tappa "Oll Scars Challenge del Piave", le iscrizioni sono ancora aperte!! Per info e classifiche, visitate il nostro sito www.ollscars.it

mercoledì 11 maggio 2016

Domenica ricca di Arancio sulle strade

Domenica ricca di eventi per i nostri "eroi arancioni"!!
Folto gruppo in quel di San Donà di Piave, per "La Camminata Ecologica - La Mezza del Piave". Ecco alcuni dei nostri immortalati alla partenza, in mezzo al gruppo.









Ma oltre a San Donà, i nostri si sono sparsi nelle varie competitive che offriva questa ricca domenica di corse. Partendo dalla più lontana, Ermete, Federica ed Alessandro hanno partecipato alla ColleMar-athon. Bravissimi loro, ecco i risultati:


E ce la facciamo raccontare da Ermete:

Bella corsa, mi ha sorpreso. La partenza da Barchi è stata variopinta e festosa. Io sono arrivato allo start 5 minuti prima della partenza perché avevo calcolato male i tempi di spostamento. I primi trenta km sono scivolati sulle colline marchigiane. Un saliscendi continuo in un ambiente sereno di aperta campagna e piccoli paesini. Abbiamo attraversato borgate e castelli, entrando in una fortezza. Ho incontrato la Super Federica e un amico di Agggredire e abbiamo scambiato poche parole. Al 21esimo una signora ci ha dato le fragole e poco dopo...anche in bicchierino di rosso. Alla fine delle colline, mancavano 10 km all'arrivo, è iniziata la pianura e ho visto i "montanari" in forte difficoltà: arrancavano camminando. Io, non appena ho sentito l'odore del mare, ho messo la quinta e ho iniziato a sorpassare. Volavo e mi scappava da ridere: tante corse sugli argini sono servite. All'arrivo un imprevisto 4h22' (non ero allenato) e, per assurdo, avevo ancora voglia di correre.

Spostandoci più a nord, un'ottima prima edizione per la Bibione Half Marathon, con 9 "Oll Scars" al via. Ecco il dettaglio:


Ce la raccontano Attilio e Salvatore.

Domenica 8 maggio, prima edizione della Bibione Half Marathon.

L'evento si presenta bene fin dall'inizio, organizzato sulla falsa riga della 10 miglia che si svolge a settembre, la prima edizione è stata limitata a 1600 iscritti, ma l'impressione è che se non ci fosse stato il limite, si sarebbe superata ampiamente questa soglia.
L'organizzazione è, d'altra parte, quella della Cortina-Dobbiaco e della Sarnico-Lovere e quindi ben rodata su questo tipo di eventi.
Molto bella la zona arrivo/partenza, posta lungo piazzale Zenith parallelamente alla spiaggia ed al mare.

Il percorso è bello fin dall'inizio, si snoda prima nel centro di Bibione e poi curva verso la pineta che porta al faro.. la temperatura calda inizia a farsi sentire, ma l'ombra degli alberi protegge dal sole e mantiene freschi anche se qualche piccola difficoltà aggiuntiva la riserva il tratto di circa 4 km di sterrato.
Correre in mezzo alla macchia mediterranea della pineta è una delizia dei sensi per i profumi ed il panorama.
Arrivati al faro inizia il nuovo percorso ciclo/pedonale al limitare del bosco; da una parte i pini marittimi e la boscaglia, dall'altra la sabbia, il mare ed il cielo azzurro, nel mezzo i runner sospesi ad un metro di altezza su una passerella di legno.
Si torna verso il centro di Bibione passando vicino alla zona traguardo, per un po' il percorso rimane sulla strada e poi si rituffa sulla pista ciclabile lungo il mare fino a che ad un certo punto c'è un incrocio di runners...ci sono 2 corsie separate e ben distinte, chi è dalla parte sinistra si trova tra il 15 esimo km (dove è posto l'intertempo) e il 17esimo. Chi è a destra si trova fra il 13esimo km ed il 15esimo. E' bello l'incrocio con gli altri runner ed i compagni di squadra e si sprecano i richiami e gli applausi di incitamento degli uni agli altri.
Il resto del percorso ritorna ancora una volta dentro il paese, in mezzo agli alberghi ed i ristoranti per poi tornare finalmente sul lungomare del tratto finale.
Arrivando al traguardo c'è una bella presenza di folla, lo speaker che snocciola casualmente i nomi e la società di appartenenza di chi taglia il traguardo.
Dopo la consegna della medaglia arriva l'unica nota stonata della giornata, il misero ristoro finale, che stride un po' con il resto dell'organizzazione.

La giornata degli Oll Scars è stata soleggiata anche dal punto di vista dei risultati, con numerosi "personali" e molte facce felici.
Attilio



Subito dopo la Dogis Half Marathon, anche sotto la spinta emotiva degli amici Oll Scars fossaltini decido di iscrivermi alla 1^ Bibione Half Marathon, continuando ad allenarmi costantemente come ormai avviene da diverso tempo.
Il mese di aprile scorre via velocemente…ed arriva subito domenica mattina…quando alle 06.30 passo a prendere gli amici Scars: Attilio, Roberta, Antonella e Luigi, l’idea di anticipare la partenza da parte di Attilio (da me non tanto condivisa all’inizio) si rivela azzeccatissima tant’è che parcheggiamo l’auto nel piazzale che fiancheggia la partenza e l’arrivo…meglio di così….
Ritiriamo i pettorali, un buon caffè al tavolo e con tutta la comodità ci prepariamo, qualche bella foto per immortalare i bei momenti in compagnia ed inizio un po’ di riscaldamento in compagnia di Attilio e Fabio (Rainato) che è già tempo di entrare in griglia, dove troviamo anche Alessandro (Finotto).
Avverto sensazioni piacevoli, sono tranquillo, nessuna tensione pre-start, penso soltanto che sto passando una bella giornata e mi sto divertendo, prima del via il mio bacio vola verso il cielo come al solito, e si parte….
Facciamo un po’ fatica a districarci alla partenza, ma pian piano riusciamo a liberarci, poi Attilio si invola e rimango con Alessandro, prendiamo un buon ritmo sin da subito, ci dirigiamo verso il faro e nonostante un bel pezzo di sterrato noto che sto tenendo, mi sento bene tant’è che passo ai dieci sotto i 50’ minuti e all’ora di gara sono quasi al tredicesimo km.
Intuisco che stavo facendo una gara al limite della perfezione, però ad un certo momento per paura del caldo e di cali nel finale decido di abbassare un minimo il ritmo, ma dopo aver dato un’occhiata al mio garmin noto che in realtà la velocità rimaneva costante. Difatti le sensazioni del corpo e della mente erano buonissime, allora affronto la parte finale del percorso (molto bello e suggestivo lungo la spiaggia, ma con tante sconnessioni del terreno) a tutta, e quando entro nel rettilineo finale guardo il garmin e realizzo cosa sta avvenendo, do un’ultima accelerata e passo sotto lo striscione d’arrivo sorridente a braccia alzate…il real time dice: 1h40’28” il mio nuovo PB!!!

Questo mio “piccolo” successo sportivo, tenendo conto che era la festa della mamma, lo dedico a due mamme speciali: alla mia ed alla mamma della mia principessa!!!

Un saluto e buone corse a tutti gli Oll Scars!!!
Salvatore


Spostandoci un po' più a est, un'altra flangia arancione ha partecipato alla Green Europe Half Marathon, la mezza maratona di Trieste. Ecco i risultati:


Sì, quello che ha chiuso in 1h34'06" sono io, che vi sto scrivendo ora...ve la racconterò per bene, ma non ora ;-)

E poi c'è l'irriducibile Francesco, che ha deciso di consumare l'asfalto delle nostre zone per prepararsi al Passatore...esattamente non so quanti ne abbia fatti questa volta, ma è sempre in splendida forma!!


mercoledì 4 maggio 2016

REGOLAMENTO OLL SCARS CHALLENGE DEL PIAVE

ART. 1
Si possono iscrivere tutti gli atleti di sesso maschile e femminile che abbiano compiuto i 18 anni d’età ed in possesso di certificato medico sportivo agonistico valido per tutte le date del Challenge. L’iscrizione comporta l’accettazione del presente regolamento. Con il pagamento della quota di iscrizione al Challenge, ogni partecipante dichiara, a tutti gli effetti, la propria idoneità fisica e solleva gli organizzatori da ogni forma di responsabilità civile e penale derivante da qualsivoglia incidente. All’atto dell’iscrizione, vi verrà richiesta la taglia per la vostra maglia omaggio.

ART. 2
L’iscrizione al Challenge deve essere effettuata nell’apposito stand predisposto alla gara di Musile l’11/06, alla gara di Biverone il 2/07 o alla gara di Ca’ Memo l’8/07. Il costo d’iscrizione sarà di 10 Euro.

ART. 3
L’atleta iscritto al Challenge deve comunque provvedere all’iscrizione alle singole gare a cui intende partecipare, presso l’apposito stand dedicato al Challenge.

ART. 4
Ad ogni iscritto verrà rilasciato un pettorale con numero e codice a barre, da conservare e utilizzare in tutte le gare del challenge.
- Il pettorale numerato è strettamente personale, non cedibile a terzi, non può essere manomesso e dovrà essere applicato nella sua grandezza. Una volta assegnato un numero di pettorale non è possibile cambiarlo. La mancata osservanza di queste disposizioni comporterà la squalifica dell'atleta.
- L'iscritto è responsabile della titolarità e della custodia del proprio pettorale di gara, acquisendo il diritto ad usufruire di tutti i servizi indicati nel regolamento e successivamente comunicati. Chiunque partecipasse alla gara del giorno senza regolare iscrizione e/o con pettorale contraffatto oltre ad essere ritenuto responsabile di danni a persone o cose, incluso se stesso, potrà incorrere in sanzioni sportive e anche penali.

ART. 5
Per essere inserito nella classifica finale, l’atleta iscritto dovrà aver partecipato ad almeno 4 gare sulle 6 in programma.

ART. 6
Ad ogni gara, l’atleta giunto all’arrivo verrà registrato mediante lettura del codice a barre del suo pettorale, per ordine di piazzamento.

ART. 7
Le gare in calendario sono:
- La2Giri Run, a Musile di Piave, 11 giugno 2016, percorso lungo;
- Marcia di Biverone, a Biverone, 2 luglio 2016;
- A Tuta Bira, a Ca’ Memo (Noventa di Piave), 8 luglio 2016;
- 4° Correndo con gli Oll Scars di Fossalta di Piave, 30 luglio 2016, percorso lungo;
- Corriceggia, a Ceggia, 5 agosto 2016;
- Easyata Run di Isiata, 26 agosto 2016.

 ART. 8
Ad ogni gara, verranno assegnati 30 punti al primo uomo classificato, 29 al secondo e via via a scalare di 1 punto per ogni posizione successiva, fino ad arrivare ad 1 punto al 30esimo uomo classificato e a tutti i successivi. Lo stesso vale per le donne. La gara di Fossalta di Piave assegna 5 punti bonus a tutti i partecipanti.

ART. 9
Vengono premiate le prime 3 posizioni, sia maschili che femminili, delle 3 categorie seguenti:
- under 35;
- da 35 a 50;
- over 50.

Le premiazioni avverranno al termine dell’ultima gara, a Isiata. Contestualmente alla premiazione, verrà consegnato il gadget a tutti i partecipanti.


venerdì 22 aprile 2016

OLL SCARS Challenge del Piave!

Gli Oll Scars sono orgogliosi di invitarVi a partecipare al primo 

OLL SCARS CHALLENGE del PIAVE

che inizierà ufficialmente l'11 giugno a Musile, in occasione de "LA2GIRI RUN".
Le tappe del Challenge sono:

1 - LA2GIRI RUN di Musile di Piave (VE) - 11.06.2016

2 - MARCIA DI BIVERONE di Biverone (VE) - 02.07.2016

3 -  A TUTA BIRA di Ca’ Memo, Noventa di Piave (VE) - 08.07.2016

4 - CORRENDO CON GLI OLL SCARS di Fossalta di Piave (VE) - 30.07.2016

5 - CORRICEGGIA di Ceggia (VE) - 05.08.2016

6 - EASYATA di Isiata (VE) - 27.08.2016

A breve sul sito il regolamento ufficiale. Stay tuned!!

martedì 19 aprile 2016

40^ Corsa dei Due Mulini

Mancavo da alcuni anni alla corsa di Sant’Angelo, la Corsa dei 2 Mulini e ricordavo un percorso un po’ diverso. Quello attuale è veramente un bel percorso, vario con una parte finale veramente piacevole.
Una corsa giunta alla 40^ edizione, la cui organizzazione è ormai collaudata e ben rodata.
Due le distanze in gara, 6 e 10 Km.
Arrivo a Sant’Angelo con Moreno e Paolo verso le 8.30 e subito ci dirigiamo alle iscrizioni dove scopriamo che alcuni Scars ci hanno preceduto. Mi guardo intorno ma non riesco a vederne alcuno. Il tempo di tornare alla macchina e via verso la partenza collocata a circa 500 mt dal parcheggio.


Si parte e con Paolo percorriamo assieme i primi due Km. fino a quando in lontananza vedo alcune maglie arancioni.

Distinguo Luigi con Attilio e Roberta. Allungo leggermente per cercare di raggiungerli e ci riesco intorno al 3° Km. Due parole con Attilio che oggi, dopo il bel risultato di Roma, fa da pacer per Roberta, e continuo forzando leggermente fino a raggiungere anche Luigi che, nel frattempo si era fermato al primo ristoro.

Un sorso d’acqua e riparto subito precedendo di qualche decina di metri Luigi che mi raggiunge e supera all'altezza del secondo ristoro, quando manca poco più di un Km all'arrivo.

La parte finale è forse quella più bella di tutto il percorso. Dopo il ristoro, infatti, per un buon tratto fiancheggiamo il Sile fino ad arrivare al parco dove è posto l’arrivo.



Al ristoro finale, posto a un centinaio di metri, troviamo i gemelli Ostanello mentre non facciamo in tempo a vedere Alessandro e Selenia che sono dovuti “correre” via subito dopo l’arrivo.




Nel frattempo arrivano anche Attilio e Roberta così, dopo due chiacchiere e qualche foto, un the e un panino, salutiamo tutti e ci dirigiamo alla macchina dandoci appuntamento per Domenica 24 a San Donà.