venerdì 2 settembre 2016

Oll Scars Challenge del Piave! Buona la prima!

Si è conclusa sabato 27 agosto a Isiata la prima edizione dell' "Oll Scars Challenge del Piave". 6 tappe, 70 partecipanti, inziato l'11 giugno a Musile, passato per Biverone, Ca' Memo, Fossalta di Piave, Ceggia ed, appunto, Isiata.
Ecco alcune foto delle premiazioni.

Categoria femminile 35-50: 1° posto per Selenia Mazzon, 2° posto per Romina Botter e 3° posto per Marta Buoso.

Categoria femminile OVER 50: 1° posto per Raffaella Bolzonella, 2° posto per Julie Stearn.

Categoria maschile UNDER 35: 1° posto per Massimo Prataviera, 2° posto per Daniele Zorzetto e 3° posto per Alberto Aldrigo.

Categoria maschile 35-50: 1° posto per Luca Pretotto, 2° posto per Cristiano Ostanello e 3° posto per Stefano Pasin.

Categoria maschile OVER 50: 1° posto per Mauro Vignotto, 2° posto per Giancarlo Brollo e 3° posto per Giuseppe Caldo.

Qui di seguito invece i link a foto e video delle singole gare. Buona visione!!

2giriRun - Musile - 11 giugno

Marcia di Biverone - Biverone - 2 luglio

A tuta bira - Ca' Memo - 8 luglio



Easyata Run - Isiata - 27 agosto


giovedì 28 luglio 2016

30 luglio, noi ci siamo...e tu??

Ci siamo, siamo pronti per la 4a edizione di "Correndo con gli Oll Scars"!


..e quest'anno, abbiamo pensato anche ai più piccoli!!

Quindi cosa stai aspettando?! Sabato sera ci vediamo a Fossalta, non mancare!!!

martedì 14 giugno 2016

Rivivere le emozioni

Quale modo migliore di rivivere le emozioni provate, se non raccontarle??
Oggi hanno scritto per noi Flavio ed Ermete, che ci parlano di 2 esperienze diverse, ma molto forti. Flavio ci racconta il suo Passatore, mentre Ermete ci parla del Cammino di Santiago in bici...leggete, ne vale la pena!!!

Ho lasciato passare alcuni giorni dal termine del Passatore prima di scrivere quanto provato, cercando così di essere più lucido e meno emotivamente coinvolto una volta raffreddati i pensieri.
La voglia di tentare una corsa così lunga e difficile mi era venuta alcuni anni fa ascoltando Massimo (Bonato), mio mentore sportivo ed amico fraterno, raccontare con tanto entusiasmo la sua prima esperienza in questa ultramaratona, tanto da accendere in me un pensiero: prima o poi devo provarci anch'io.
Però ogni anno o per un motivo o per un altro non sembrava mai quello giusto, sempre qualche imprevisto ad impedirmi di cominciare ad allenarmi in maniera adeguata, o forse, la mia era paura di confrontarmi con la fatica, si perché, ma questo lo sappiamo bene tutti noi è faticoso faticare.
Quest'anno invece, anche coinvolto dai miei tre compagni di ventura, Francesco Zaza (grande organizzatore del nostro viaggio oltre che dispensatore di tranquillità), Lorenzo e Cristiano Express (veri stimolatori  mentali ed amici sinceri), mi son buttato in questa avventura.
La preparazione non è stata sicuramente adeguata ad una corsa del genere, ma comunque sono arrivato a fare sei ore di corsa continua (circa 53 km) un mese prima della gara, oltre ad una maratona e svariate volte 30/35 km a distanza di 4/5 giorni una volta dall'altra.
Un paio di settimane prima però ho un leggero infortunio alla coscia che mi obbliga a fermarmi praticamente sino al giorno della partenza e sommato al mio problema costante, che sono i crampi in gara, fa accrescere in me la  paura di non farcela, ma ormai sono in gioco e voglio giocare.
Venerdì pomeriggio, fatte le foto augurali con cartellone OllScars portato per l'occasione da Andrea (grazie vecio) partiamo con la zazamobile alla volta di Faenza dove pernottiamo e sabato mattina finalmente saliamo sull'autobus con destinazione Firenze.
Caldo, tanto caldo. E' questa la sensazione avvertita una volta scesi dal torpedone in pieno centro, speriamo nel pomeriggio arrivi qualche nuvola a mitigare il solleone.
Ritiriamo il pettorale, pranziamo e verso le 13 ci sdraiamo sotto un portico ad attendere il momento del via.
Sono stranamente calmo, quasi distaccato, non avverto paura, solo voglia di provarci, cerco di chiudermi nei miei pensieri quando un mormorio si fa sempre più forte tra tutti i presenti: eccolo, è lui RE GIORGIO X, poi in serata RE GIORGIO XI, che ci passa accanto seguito da un codone di giornalisti, gentile e sorridente con tutti, come sempre dirà chi lo ha visto altre volte.
Foto di rito prepartenza con il Passator Cortese e pronti per il via.
Alle 15 si parte in una cornice di pubblico spettacolare e tra alcuni dei monumenti più belli al mondo, subito il caldo si fa sentire e la bottiglietta d'acqua portatami appresso (e che non lascerò sino all'arrivo) si rivela fondamentale. Grazie Francesco del consiglio.
Al quarto chilometro subito la prima salita, quella di Fiesole, subito ripida, non pensavo così, ma tutti la prendono di lena, correndo, mi adeguo anch'io e cerco di rimanere vicino agli altri quando una voce dietro esclama: Ricordatevi che chi cammina a Fiesole arriva a Faenza, son 100 da fare.
Tale frase basta per farmi ragionare, cammina in salita e corri in discesa Flavio, fermati a tutti i ristori, stai sereno e  poi dopo si vedrà.
Passano così i chilometri tra corsa e cammino fino al 40 circa quando un improvviso attacco intestinale mi obbliga ad un pit-stop non previsto tra gli alberi dell'Appennino, ma la gamba tiene sebbene senta tirare la coscia, i crampi non ci sono ed il tempo passa in fretta, sono contento e vado avanti.
Non ho voluto portare con me telefono, Ipod, orologio con gps, ho detto no anche a mio figlio che si era proposto di accompagnarmi in bici, no, questa corsa è mia, voglio viverla tutta senza doverla dividere con nessuno, scusa Riccardo, se ci sarà mai una prossima volta e vorrai venire mi farai felice, ma oggi no, oggi sto con Flavio e basta.
Arriva la sera, arriva il buio e finalmente arriva il passo della Colla, 48 fatti e non sono stanco, mi cambio con tutta calma, vado ai rifornimenti e bevo una tazza di brodo caldo, il più buono del mondo in quel momento, mi armo di pila e dopo 35/40 minuti comincio a scendere prima cautamente, poi via via più celermente lungo la strada che porta a Faenza.
Vado, non pensavo ma vado, corro per 15 chilometri, aiutato dalla pendenza ma vado, sino al 62 circa dove comincia a farsi sentire di colpo tutta la fatica fatta sino ad allora, male alle gambe, alle spalle, al collo, sento male anche ai capelli persi in giovane età, l'avevo detto che è faticoso faticare.
Cammino, cammino e sto con me stesso, il tempo passa velocemente, arrivo al 70 e provo a correre per vedere come reagisco e succede quello che mai avrei immaginato possibile: CORRO.
Corro quasi ininterrottamente per una ventina di chilometri senza sentire dolori particolari, tenendo a bada i crampi che sento arrivare ma che non mi avranno, stanotte no, non mi avranno e non sento faticoso faticare stanotte, stanotte sto con me stesso e sono felice, sto in strada da 90 chilometri e sono felice.
Gli ultimi 10 alterno il passo alla corsa, sto terminando le energie, devo centellinare le forze rimastemi, devo imprimermi nella mente questi momenti per poterli ricordare poi, per poterli raccontare ai miei cari, per riviverli 100 volte ancora nei miei pensieri.
Arrivo a Faenza dopo quasi 15 ore, stanco, ma felice di aver portato a termine una corsa che pensavo non poter concludere.
Grazie ai tre compagni di viaggio, a tutti gli Oll Scars per l'incitamento, alla mia famiglia per la pazienza e a Flavio per averci provato.
E' vero, è faticoso faticare, ma oggi è stato bello faticare.
                                                                         FLAVIO

Non so voi, ma a leggere questa tipologia di racconti, viene voglia di provarci!! Sono 100 km di fatica, ma resta un'esperienza indimenticabile. Grazie Flavio per questo racconto e grandi tutti i nostri ragazzi che c'erano.

Esperienza diversa quella di Ermete, ma da leggere tutta d'un fiato. Grazie Ermete per averla condivisa con noi!!

Sul Cammino per Santiago.
Scrivo malvolentieri queste poche righe perché il Cammino non va raccontato, va vissuto. Ritengo utile però, condividere alcune esperienze in modo che possano tornare utili a chi intende cimentarsi in questo incredibile viaggio.
Partiamo dai vari libri sul Cammino: secondo me sono utili ma non indispensabili. O meglio, è giusto informarsi in anticipo, ma si corre anche il rischio di farsi un’idea sbagliata (mi è venuto il dubbio se chi scrive libri del Cammino … l’abbia fatto veramente).
Serve sapere poche cose:
La partenza: io ho fatto il Cammino francese in bici, quello che parte da Saint Jean Pied de Port. Per arrivarci ho fatto un viaggio interminabile, in treno fino a Torino e poi in auto dividendo la spesa. Abbiamo parcheggiato l’auto senza problemi e a costo zero vicino al paese della partenza. Alla mattina mi sono registrato come pellegrino e mi hanno dato la Credential dove vanno messi i selli (timbri) che dimostrano il passaggio per i vari paesi e chiese. Mi hanno dato la mitica conchiglia da mettere sullo zaino (borse delle bici). Forte emozione. Paese caro, meglio prendere i “ricordini” in Spagna. I pellegrini dopo aver attraversato il borgo medievale si avviano verso nord: i camminatori vanno su per sentiero i ciclisti partono subito su strada con una salita di 22 km per arrivare alla magica Roncisvalle.
Da dormire io l’ho sempre trovato, se non in un paese, in quello dopo (5/10 km). Per la notte esistono strutture “Albergue” che sono degli ostelli, costano da 5 ad un mx di 15 euro a notte. Offrono un posto letto (a castello) con materasso e lenzuola pulite dove stendere il proprio sacco a pelo (consiglio quelli leggeri estivi perché sono più piccoli quando sono ripiegati), doccia calda sempre e, a volte, lavatrice e asciugatrice. Io facevo il bucato quasi tutte le sere (a mano però). Attenzione che i
camminatori hanno la precedenza sui posti letto. I camminatori di solito si fermano nel primo pomeriggio. I ciclisti vanno avanti almeno fino le 6 di sera.
Per mangiare non c’è problema, A mezzogiorno un panino e via, alla sera, negli ostelli, o li vicino, si trova sempre un bar che fa il menù del pellegrino a 10 euro: un primo un secondo, dolce e vino (e che bevute, alla sera tutti i pellegrini spolpi). In alternativa…panini e l’immancabile tortilla, buonissima, costa poco e riempie la pancia (frittata con patate lesse). Occhio alla paeja, potrebbe essere un surgelato riscaldato al microonde quindi prima di ordinarla controllate. Per chi ama la carne: asado o ciurrasco. Colazione strepitosa: in Spagna usano dei croissant enormi, buonissimi, caffè (io preferivo l’americano). Mi sento di sconsigliare il cappuccino.
Negli ostelli offrono anche un servizio cucina condivisa dove, volendo risparmiare, ci si può cucinare qualcosa. Ma è più ad uso dei camminatori che nel pomeriggio vanno a fare la spesa e, dovendo camminare per un mese, tendono a tagliare i costi. 
Segnaletica: OVUNQUE frecce gialle e paracarri con la freccia per Santiago. Impossibile perdersi. Ad ogni modo la gente è gentilissima, ti indica la direzione e ti saluta con un “Buen Camino”. Il “Buen Camino” è il saluto universale del Cammino (francesi a parte).
La strada per chi va in bici: asfalto e sterrati a volte impegnativi. Salite, tante salite, ma proprio tante. In Spagna c’è luce per un’ora in più alla sera. Io mi ponevo 100 km giornalieri come obiettivo e, Cebreiro a parte, ho sempre sforato arrivando anche a 126.
Bicicletta: io avevo una ex bici da corsa trasformata con copertoni un pelino più larghi e manubrio largo. Indispensabile il portapacchi per le borse da viaggio dove stipare il bagaglio. Serve una bici più robusta della mia perché ho consumato il copertone dietro e ho preso una buca che mi ha causato qualche danno (alla fine andava “storta”). Fango e cacca di mucca in abbondanza. Servono un minimo di attrezzi e camera d’aria di riserva. Molto belle sono le bici degli olandesi: fatte per il cicloturismo su lunga distanza. Quasi tutti i ciclisti con le MB, a volte belle pulite (bo?). A volte, sulla strada, ti sorpassano le auto con le bici sul portapacchi (doppio bo?).
La gente: sul Cammino non si è mai soli. C’è sempre qualcuno davanti o dietro. Gli spagnoli sono bella gente (e belle donne). I pellegrini sono in maggioranza donne, molte sole, molti giovani e coppie di pensionati. Ciclisti da soli o in piccoli gruppi. Da tutto il mondo. Molti italiani. Insomma tutto un mondo in cammino verso Santiago. Sul Cammino si parla è la lingua del Cammino: un misto di spagnolo, inglese, italiano e tedesco. I francesi parlano solo francese. I veneti iniziano le frasi in
spagnolo e le finiscono in dialetto.
La Meseta: altipiano semicollinoso di 350 km coltivato a frumento. Ti spappola il cervello. Io sono riuscito a svangarla in due giorni e mezzo.
Le salite principali: Alto del Perdon (un nome un programma), alla Cruz de Ferro e al Cebreiro.
Il Cebreiro: quello che succede sulla salita non si racconta. E i ciclisti convinti che sia solo una montagna…pedalareee. Ma quando sei su c’è il cartello “Santiago 159 km” e questo ti ripaga di tutto. Bellissimo il paesino sopra, assolutamente da dormire li. C’è un locale dove si mangia bene. Si riconosce perché è pieno di pellegrini. Torte strepitose. Il formaggio col miele ti fa dire: “Dio esiste”. E ancora vino.
La città: bellissime. Burgos, Leon, Pamplona e altri piccoli centri medievali. Ci si ferma per visitare la Cattedrale, la benedizione dei pellegrini e il “sello”. Le periferie caotiche e trafficate. I selli sono dei timbri che ti fanno ovunque sul Cammino. Vanno collocati negli apposito spazi sulla Credential. La Credential va custodita gelosamente e all’asciutto. Negli ostelli te la chiedono, senza quella non dormi. I selli servono a dimostrare che si è passati dal tal paese. Andrebbero presi nelle basiliche con tanto di benedizione ma io mi accontentavo anche dei baru, pab e birrerie varie (il fine giustifica i mezzi). Comunque la mia dose di messe e benedizioni me la sono presa. Messe in spagnolo ovvio.
Arrivando a Santiago s’incontrano i pellegrini “Alpitour” che vengono scaricati dalle corriere. A Santiago c’è un ufficio informazioni per i pellegrini. A mezzogiorno fanno la messa dei pellegrini. Per ricevere la pergamena che attesta il Cammino mi sono fatto due ore di coda (5 euro). Chiedere l’orario della messa in cui fanno volare il “Botafumeiro”, io l’ho presa alle 19. Emozione davvero fortissima ed indescrivibile. Questa non la posso raccontare: va vissuta.
Per arrivare a Finisterre, sull’oceano, ci sono atri 90 km e consiglio la strada asfaltata. Lì, sotto il faro, è usanza abbandonare qualcosa e bruciarlo. Io ho abbandonato i guanti da bici. Emozione indescrivibile. Dormito a Finisterre.
Il ritorno: da Finesterre a Santiago in corriera (ore 8,30) e non serve smontare la bici. Corriera stracolma. Io per fortuna ho preso quella dopo che ha fatto il giro più lungo sulla costa e così ho fatto anche il turista. Non ricordo con esattezza il costo, mi pare 9 euro. Da Santiago a Pamplona in treno: il biglietto (37 euri) va preso un paio di giorni prima (quindi il giorno dell’arrivo a Santiago). Parte alle 8,45 e arriva a Pamplona alle 17 passate. A Pamplona ho preso e condiviso un taxi (sono 100 euro, più si è, più si divide ma ci stanno solo due bici). Importante: fate impacchettare la bici all’edicola della stazione di Santiago: con 15 euro, te la incartano in modo che possa salire sui treni spagnoli, altrimenti non passa nel metaldetector (tipo aeroporto). Una volta impacchettata si va anche meglio a caricarla sull’auto per il ritorno. La sorpresa quando l’ho spacchettata: avevano smontato tutto (sa morti). Molto gentile il tipo che da informazioni alla stazione. In alternativa c’è un servizio che ti spedisce la bici in Italia con 90 euro. Ricapitolando, da Santiago a Saint Jean in Francia 87 euro (50 taxi e 37 treno). Attraversare la Francia in auto altri 150 (auto non mia io ho solo condiviso la spesa), treno da Torino a Mestre 57 (cifre abbordabili). Andata: 39 di treno e 150 di auto. I biglietti del treno presi su internet costano meno ma non si può programmare il ritorno.
Abbigliamento: io avevo tre cambi. Una felpa pesante e un pantalone per la sera. Giacca antipioggia, casco da bici. Pantaloni da ciclista, sella comoda e luci fronte-retro sulla bici per le nebbie e la pioggia. Colori fluo per la strada. Scarpe comode e piedi liberi sui pedali. Facendo il bucato tutti giorni finivo per mettere quasi sempre le stesse cose. I pellegrini hanno comunque tutti lo stesso odore non c’è da vergognarsi. Inutile il materassino. Sacco a pelo estivo. Le prese per ricaricare il cellulare ci sono ovunque negli ostelli, sono di tipo “tedesco” dove entra bene la presa italiana e non serve la riduzione. Wi-Fi free ovunque, negli ostelli e nei ristoranti e bar vari. A volte hanno la password, ma basta chiedere.
Quanto descritto serve orientativamente come indicazione di base, per eventuali chiarimenti o domande sono a disposizione e per quanto riguarda le emozioni e le sensazioni … preferisco tenermeli dentro: come si fa a spiegare quello che si prova sugli scogli a Finisterre o quando il botafumeiro ti vola a due metri dalla testa?
Credo che ognuno faccia il Cammino per un motivo diverso, ma posso assicurare che si torna cambiati. Ricordatevi che il Cammino non regala niente ai ciclisti. Mai.
ERMETE

Musile e via col Challenge!!

Un'ottima prima edizione della 2GiriRun di Musile! In un sabato che prevedeva condizioni meteo difficili, la serata è stata asciutta e all'insegna della corsa! La prima edizione della corsa di Musile ha avuto un ottimo riscontro, con oltre 350 partecipanti tra la corsa per gli adulti e la corsa Kids.
Niente male nemmeno il riscontro per il nostro Challenge che, alla prima tappa, vede 60 iscritti.

Le foto dell'evento QUI.

Ora vi aspettiamo il 2 luglio a Biverone, per la seconda tappa "Oll Scars Challenge del Piave", le iscrizioni sono ancora aperte!! Per info e classifiche, visitate il nostro sito www.ollscars.it

mercoledì 11 maggio 2016

Domenica ricca di Arancio sulle strade

Domenica ricca di eventi per i nostri "eroi arancioni"!!
Folto gruppo in quel di San Donà di Piave, per "La Camminata Ecologica - La Mezza del Piave". Ecco alcuni dei nostri immortalati alla partenza, in mezzo al gruppo.









Ma oltre a San Donà, i nostri si sono sparsi nelle varie competitive che offriva questa ricca domenica di corse. Partendo dalla più lontana, Ermete, Federica ed Alessandro hanno partecipato alla ColleMar-athon. Bravissimi loro, ecco i risultati:


E ce la facciamo raccontare da Ermete:

Bella corsa, mi ha sorpreso. La partenza da Barchi è stata variopinta e festosa. Io sono arrivato allo start 5 minuti prima della partenza perché avevo calcolato male i tempi di spostamento. I primi trenta km sono scivolati sulle colline marchigiane. Un saliscendi continuo in un ambiente sereno di aperta campagna e piccoli paesini. Abbiamo attraversato borgate e castelli, entrando in una fortezza. Ho incontrato la Super Federica e un amico di Agggredire e abbiamo scambiato poche parole. Al 21esimo una signora ci ha dato le fragole e poco dopo...anche in bicchierino di rosso. Alla fine delle colline, mancavano 10 km all'arrivo, è iniziata la pianura e ho visto i "montanari" in forte difficoltà: arrancavano camminando. Io, non appena ho sentito l'odore del mare, ho messo la quinta e ho iniziato a sorpassare. Volavo e mi scappava da ridere: tante corse sugli argini sono servite. All'arrivo un imprevisto 4h22' (non ero allenato) e, per assurdo, avevo ancora voglia di correre.

Spostandoci più a nord, un'ottima prima edizione per la Bibione Half Marathon, con 9 "Oll Scars" al via. Ecco il dettaglio:


Ce la raccontano Attilio e Salvatore.

Domenica 8 maggio, prima edizione della Bibione Half Marathon.

L'evento si presenta bene fin dall'inizio, organizzato sulla falsa riga della 10 miglia che si svolge a settembre, la prima edizione è stata limitata a 1600 iscritti, ma l'impressione è che se non ci fosse stato il limite, si sarebbe superata ampiamente questa soglia.
L'organizzazione è, d'altra parte, quella della Cortina-Dobbiaco e della Sarnico-Lovere e quindi ben rodata su questo tipo di eventi.
Molto bella la zona arrivo/partenza, posta lungo piazzale Zenith parallelamente alla spiaggia ed al mare.

Il percorso è bello fin dall'inizio, si snoda prima nel centro di Bibione e poi curva verso la pineta che porta al faro.. la temperatura calda inizia a farsi sentire, ma l'ombra degli alberi protegge dal sole e mantiene freschi anche se qualche piccola difficoltà aggiuntiva la riserva il tratto di circa 4 km di sterrato.
Correre in mezzo alla macchia mediterranea della pineta è una delizia dei sensi per i profumi ed il panorama.
Arrivati al faro inizia il nuovo percorso ciclo/pedonale al limitare del bosco; da una parte i pini marittimi e la boscaglia, dall'altra la sabbia, il mare ed il cielo azzurro, nel mezzo i runner sospesi ad un metro di altezza su una passerella di legno.
Si torna verso il centro di Bibione passando vicino alla zona traguardo, per un po' il percorso rimane sulla strada e poi si rituffa sulla pista ciclabile lungo il mare fino a che ad un certo punto c'è un incrocio di runners...ci sono 2 corsie separate e ben distinte, chi è dalla parte sinistra si trova tra il 15 esimo km (dove è posto l'intertempo) e il 17esimo. Chi è a destra si trova fra il 13esimo km ed il 15esimo. E' bello l'incrocio con gli altri runner ed i compagni di squadra e si sprecano i richiami e gli applausi di incitamento degli uni agli altri.
Il resto del percorso ritorna ancora una volta dentro il paese, in mezzo agli alberghi ed i ristoranti per poi tornare finalmente sul lungomare del tratto finale.
Arrivando al traguardo c'è una bella presenza di folla, lo speaker che snocciola casualmente i nomi e la società di appartenenza di chi taglia il traguardo.
Dopo la consegna della medaglia arriva l'unica nota stonata della giornata, il misero ristoro finale, che stride un po' con il resto dell'organizzazione.

La giornata degli Oll Scars è stata soleggiata anche dal punto di vista dei risultati, con numerosi "personali" e molte facce felici.
Attilio



Subito dopo la Dogis Half Marathon, anche sotto la spinta emotiva degli amici Oll Scars fossaltini decido di iscrivermi alla 1^ Bibione Half Marathon, continuando ad allenarmi costantemente come ormai avviene da diverso tempo.
Il mese di aprile scorre via velocemente…ed arriva subito domenica mattina…quando alle 06.30 passo a prendere gli amici Scars: Attilio, Roberta, Antonella e Luigi, l’idea di anticipare la partenza da parte di Attilio (da me non tanto condivisa all’inizio) si rivela azzeccatissima tant’è che parcheggiamo l’auto nel piazzale che fiancheggia la partenza e l’arrivo…meglio di così….
Ritiriamo i pettorali, un buon caffè al tavolo e con tutta la comodità ci prepariamo, qualche bella foto per immortalare i bei momenti in compagnia ed inizio un po’ di riscaldamento in compagnia di Attilio e Fabio (Rainato) che è già tempo di entrare in griglia, dove troviamo anche Alessandro (Finotto).
Avverto sensazioni piacevoli, sono tranquillo, nessuna tensione pre-start, penso soltanto che sto passando una bella giornata e mi sto divertendo, prima del via il mio bacio vola verso il cielo come al solito, e si parte….
Facciamo un po’ fatica a districarci alla partenza, ma pian piano riusciamo a liberarci, poi Attilio si invola e rimango con Alessandro, prendiamo un buon ritmo sin da subito, ci dirigiamo verso il faro e nonostante un bel pezzo di sterrato noto che sto tenendo, mi sento bene tant’è che passo ai dieci sotto i 50’ minuti e all’ora di gara sono quasi al tredicesimo km.
Intuisco che stavo facendo una gara al limite della perfezione, però ad un certo momento per paura del caldo e di cali nel finale decido di abbassare un minimo il ritmo, ma dopo aver dato un’occhiata al mio garmin noto che in realtà la velocità rimaneva costante. Difatti le sensazioni del corpo e della mente erano buonissime, allora affronto la parte finale del percorso (molto bello e suggestivo lungo la spiaggia, ma con tante sconnessioni del terreno) a tutta, e quando entro nel rettilineo finale guardo il garmin e realizzo cosa sta avvenendo, do un’ultima accelerata e passo sotto lo striscione d’arrivo sorridente a braccia alzate…il real time dice: 1h40’28” il mio nuovo PB!!!

Questo mio “piccolo” successo sportivo, tenendo conto che era la festa della mamma, lo dedico a due mamme speciali: alla mia ed alla mamma della mia principessa!!!

Un saluto e buone corse a tutti gli Oll Scars!!!
Salvatore


Spostandoci un po' più a est, un'altra flangia arancione ha partecipato alla Green Europe Half Marathon, la mezza maratona di Trieste. Ecco i risultati:


Sì, quello che ha chiuso in 1h34'06" sono io, che vi sto scrivendo ora...ve la racconterò per bene, ma non ora ;-)

E poi c'è l'irriducibile Francesco, che ha deciso di consumare l'asfalto delle nostre zone per prepararsi al Passatore...esattamente non so quanti ne abbia fatti questa volta, ma è sempre in splendida forma!!