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venerdì 30 ottobre 2015

Altro sulla Venice Marathon

Anche Alessandro vuole raccontarci la sua esperienza alla 30esima Venice Marathon!

Ciao a tutti,
ho letto con gioia la mail di Attilio ed è bellissima l'idea di dire cosa resterà!
Io sapevo già in partenza che sarebbe stata una sofferenza, avendo ancora male al ginocchio dalla STRAFEXPEDITION e non riuscendo a mettere insieme negli ultimi due mesi più di 30 km complessivi e 6 continuativi...ma la voglia e l'incoscienza hanno come sempre avuto la meglio ed eccomi a prendere il pacco gara insieme a Federica, Lino e Aldo (più gli incontri con Alberto B., Cristiano e Marco T.) ed eccomi soprattutto domenica mattina a salutare Francesco Z., Attilio, Antonio T., Lino, Flavio e Romina prima della partenza. Federica è in ultima gabbia, io in penultima, ci salutiamo e ci diamo appuntamento lungo il percorso...Lei ne ha più di me sicuramente oggi quindi io parto cercando di accumulare minuti nei primi 10km che mi permetteranno di completare gli "ultimi" 32 camminando e preservando per quanto possibile il ginocchio sinistro. Lungo il percorso mia mamma e suo marito Dario mi daranno supporto con delle incursioni a spot, per il resto devo farcela con le mie gambe e tanta pazienza!
Tutti belli compressi vediamo i top runners arrivare e li lasciamo sfilare e poi, conto alla rovescia e...via! A Dolo il primo saluto con i miei supporters, a Mira il primo ristoro dove mi fermo (in tutti i sensi), ci ho messo 55', a rigor di logica, camminando tra gli 8 e i 9 al minuto arrivo giusto giusto sotto le 6h. Ora aspetto che Federica mi raggiunga e poco prima del 15°km mi sento chiamare: "Amoreeee!" Che forza e che carica mi ha dato aver camminato 1 km assieme, nel quale fra l'altro sono arrivati in picchiata i runners di cuore dell'ASLA e che ridere con Alberto e Cristiano, tra battute e supporto! Federica viene "rapita" dalle magliette giallo fosforescenti e io continuo la camminata, salutando nel percorso qualcuno che mi superava e che conoscevo, bambini festanti e poi tutto quello che passava, band metal prima di Marghera, scout a Marghera, di nuovo mia mamma e Dario in piazza a Marghera, poliziotti a Mestre, Stefano al banchetto del 35°km, persone sul treno lungo il ponte della Libertà, mia mamma a San Basilio (si sta specializzando in ubiquità), la mia vecchia università a Santa Marta...ecco, ci siamo iniziano gli ultimi 3 km, i ponti, le passerelle, sono dentro al tempo limite, tra poco il dolore avrà un po' di pausa! Piazza San Marco e gli ultimi ponti con le persone che leggono il tuo nome dal pettorale mi hanno dato la forza (assieme a Cristian visto ai -400m dall'arrivo) dello sprint finale e sono di nuovo FINISHER! Subito dopo ritrovo Federica che ha lottato con i crampi dal 23°km e insieme andiamo a ristorarci!
Che avventura!
Alla prossima, magari con meno dolore (scoprendo tra poco cosa effettivamente ho)!

Alessandro (con pre-lettura Federica)

mercoledì 28 ottobre 2015

Venice Marathon - I video dell'arrivo

Li volete vedere??? Ok, accontentati!!!!
Cominciamo con Daniel Mariuzzo e subito dopo Enrico Dainese.


Continuiamo poi con Francesco Brussolo.


Segue Alberto Teso.


Poi il buon Attilio Moregola.


Il prossimo è Antonio Toscano.


E' il turno di Stefano Cotali.


Sopraggiunge Francesco Zamuner.


Passa poi Romina Botter.


Si vede anche Moreno Ferrazzo.


Non può mancare Massimo Giro.


Ed ecco anche Lino Giurin.


Venice Marathon 2015

Venezia ha un fascino tutto suo e correre per le sue calli e i suoi ponti, girare all'interno di piazza San Marco e giungere al traguardo di Riva dei Sette Martiri offre emozioni indimenticabili! Non poteva quindi mancare una nutrita "flotta arancione" ai blocchi di partenza a Stra, direzione laguna, in quest'ultima domenica di ottobre (come da tradizione) per la trentesima edizione della Venice Marathon, contornata da un calorosissimo pubblico e da un meteo splendido.

Già il tour al Marathon Village per il ritiro pettorale ti dà una scarica di adrenalina, come dimostrano Federica ed Alessandro, con un bel selfie davanti alla mega foto della partenza dell'edizione dello scorso anno, pensando all'indomani quanto toccherà a loro...e a qualche altro migliaio di persone!


Di certo poi la tensione pre gara si fa sentire, ma una preparazione meticolosa di tutto l'occorrente aiuta a smorzarla. Attilio ne sa qualcosa :-)


E poi i veterani sanno ormai come esorcizzare il tutto :-)


Basta, tutti pronti! Gambe in spalla e via, fino all'agognata meta che dista 42 km e qualche altra manciata di metri!!
I nostri Oll Scars erano 23, eccovi il dettaglio dei risultati.


Complimenti a TUTTI!!!!

Anche quest'anno comunque abbiamo voluto accompagnare gli amici di ASLA!


Davide, Alberto, Cristiano e Andrea (dove cavolo eritu co iera ora de far a foto??? :-) ) hanno reso l'esperienza della maratona ancora più ricca e significativa!! BRAVI!! Ecco, per rendere l'idea, leggete QUI cosa significa questa esperienza...

Lascio spazio ora ai commenti.

Cosa resterà…

Mi resterà dentro la soddisfazione di averla conclusa.
Mi resterà dentro il pensiero di aver sperato di fare meglio.
Mi resterà dentro il ricordo che è stata dura.
Mi resterà dentro il the caldo bevuto al parco di Villa Pisani , anche se è già uscito…
Mi resterà dentro la marea umana, le facce, le parole , i colori e l’inno d’Italia cantato alla partenza.
Mi resteranno dentro i compagni di squadra incrociati durante il percorso, ognuno con le proprie fatiche, i propri fantasmi e la canotta arancione.
Mi resterà dentro la gente festante lungo il percorso ed “il cinque” ai bambini.
Mi resterà dentro quella sporca maledetta collinetta del parco San Giuliano.
Mi resterà dentro i tanti runners più giovani di me fermi sul ponte della Libertà.
Mi resteranno dentro le passerelle sui ponti ed i masegni bagnati dall’acqua alta alle Zattere.
Mi resterà dentro piazza San Marco vestita a festa.
Mi resterà dentro lo stringere i denti dell’ultimo km.
Mi resteranno dentro il liberatorio striscione dell’arrivo e le braccia al cielo.

La fatica svanirà e la voglia di ricominciare a correre mi resterà dentro.
Attilio Moregola

Francesco Brussolo invece ci racconta di un sassolino nella scarpa, che finalmente si è tolto! Leggete QUI.


A Venezia comunque non si correva solo la Maratona, ma anche la seconda edizione della 10 km, competitiva e non. Complimenti a tutti gli Oll Scars che vi hanno partecipato!!


Non tutti comunque hanno scelto di correre a Venezia. Lorenzo Ostanello è andato oltre confine e ci racconta la "sua" maratona di Lubiana.

Volevo condividere con voi la mia esperienza alla Maratona di Lubiana. Tutto era nato nel voler provare a fare una cosa un po' diversa, non nego che anche Venezia mi sarebbe piaciuta molto, ma forse per averla fatta lo scorso anno e volermi "dividere" almeno per questa volta da mio fratello Cristiano, mi ha fatto propendere per questa scelta, consapevole però che non avrei avuto la compagnia di nessun amico Scars che sempre per me ha significato molto. 
Parto presto da casa, come al solito per far le cose con calma, ma si dormiva 1 ora in più e la partenza della corsa era fissata per le 10.30. Arrivato a Lubiana parcheggio in prossimità della zona di arrivo e questo mi fa propendere nel lasciare tutto in macchina senza consegnare sacche. Ritiro il pettorale all'Expo posizionato non molto lontano, mi preparo e aspetto in zona partenza posta poco distante da quella di arrivo. Puntuali si parte, siamo in molti anche perché, nello stesso momento e tutti mescolati, vi era anche la corsa dei 21 km. Non sono molto lontano dall'arco di partenza, devo dire che i controlli per verificare il proprio colore non sono così marcati e quindi cerco di avvicinarmi quanto posso. Il ritmo fin da subito si fa buono, quelli dei 21 non riconoscibili dagli altri  forse mi spronano ad un ritmo sicuramente più allegro del previsto, per ora va bene così. I due tragitti si dividono inaspettatamente proprio all'ultimo momento (al 21 km) e da una situazione di gran compagnia, mi ritrovo un po' spaesato, siamo ancora un buon numero, ma improvvisamente mi manca qualcosa. A questo punto sono già molto stanco e quasi mi viene la tentazione di dimezzare la mia distanza, ma ovviamente proseguo (il mio tempo parziale sulla mezza è poco sopra 1.37 h...non pensavo proprio). Il percorso inizialmente in centro città, si fa un po' più "periferico", ma direi non spiacevole e sempre con diversa gente ad incitare ("daie bravo"...in Sloveno detto come  da noi). Proseguo con qualche saliscendi e sono sempre più affaticato, cerco di non mollare, bevo qualcosa con regolarità e i km passano. Al 35esimo non ce la faccio più e le mie gambe rallentano, stringo i denti, rientriamo in centro città accolti da tantissime persone, ma purtroppo causa appannamento generale non riesco a gustarmi adeguatamente il finale, ogni tanto guardo il tempo...se non mollo forse posso migliorarmi (non era la mia previsione), manca poco, vedo il traguardo, sono arrivato. Sono stanchissimo ed indolenzito, ho le gambe che mi fanno male. Sono contentissimo. Ho tenuto duro e il tempo finale è 3.21.43, il mio personale. Poco dopo il traguardo mi sdraio per recuperare le forze e in due diverse occasioni si avvicinano due ragazze per portarmi sostegno, probabilmente davo loro l'impressione di averne bisogno...declino il loro gentile aiuto (che mona) raggiungo pian piano l'auto e riparto. Cerco e mi arrivano le notizie da Venezia...che forti!!! In meno di due ore sono a casa per potermi incrociare con alcuni amici Scars appena tornati. Un brindisi assieme per chiudere in bellezza la giornata. Tutti orgogliosi, tutti assieme.
Direi una buona organizzazione generale, niente pacco gara classico, ma una borsa a tracolla + maglietta a maniche lunghe al ritiro del pettorale e canotta e medaglia all'arrivo, strade libere dall'inizio alla fine dalle auto. Chip da mettere sui lacci, per me una novità.
"DAIE BRAVI" !!! Mi sembravano tutti Veneziani.

mercoledì 29 ottobre 2014

Venice Marathon, Asla e Oll Scars…e Sant’Andrea di Barbarana

Venice Marathon! E’ evidente che la competizione catalizzi la nostra attenzione, oltre a quella di migliaia di persone. Anche quest’anno diversi rappresentanti Oll Scars hanno preso il via, in una giornata splendida meteorologicamente parlando e magica, per l’atmosfera della competizione.
Nel dettaglio, i tempi dei nostri.


Bravi tutti!! Portare a termine una maratona, al di là del tempo necessario, lascia sempre delle emozioni straordinarie. In modo speciale, se fatta come hanno scelto i nostri Andrea Bernardi e Stefano Cotali: correndo con A.S.L.A., la onlus che si occupa dei malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica, accompagnando lungo il percorso i 4 amici, colpiti da questa malattia, desiderosi di correre la Venice Marathon. Credo che nulla di più chiaro possa spiegare questa esperienza, come le parole di Andrea, nel post gara:

Che dire...
42.195 metri di allegria...
42.195 metri di applausi...
42.195 metri di emozioni...
Qualche metro per piangere!


Stefano Favretto, alla sua seconda maratona ci dice:

Io ero uno degli atleti BLASONATI (cit. Attilio, vedi sotto, ndr) alla Venice Marathon. Alla mia seconda esperienza da "maratoneta" posso dire che la corsa è stata bellissima. Lungo il percorso, inizialmente bello, pieno di musica e gente tifosa mi sono gustato il panorama della riviera del Brenta,il triste passaggio attraverso la zona industriale di Marghera, la città di Mestre mai vista da dentro ed infine la parte finale dentro Venezia attraverso luoghi mai esplorati.
Fantastica giornata. Sono riuscito nella mia nuova sfida ad arrivare alla fine, risultato mai scontato visto la tanta gente al traguardo in infermeria.
Ho spento io le luci visto il tempo di 5h10’34” per arrivare alla fine. Ma va bene così ho migliorato il tempo di Roma di 18 minuti.

[UPDATE 30/10/2014]
Fabio Rainato ci racconta la sua Venice Marathon, vai qui.


Oltre alla maratona, quest’anno gli organizzatori hanno previsto una gara non competitiva, di circa 10 km, direttamente sul percorso della maratona. E precisamente gli ultimi 10 km di gara, dal parco San Giuliano a Riva dei 7 Martiri, passando quindi per il ponte della Libertà e affrontando tutti i 14 ponti successivi che portano al traguardo. Ottima la risposta del pubblico, che ha polverizzato in breve tempo tutti i 2000 pettorali disponibili. Nelle parole di Attilio Moregola la descrizione della manifestazione:

Domenica è stata disputata la Venice Marathon, che  era uno dei miei obiettivi stagionali. Non avendo potuto preparala per un insieme di motivi, ma sentendo il richiamo dell'evento mi sono iscritto alla VM10KM (gli ultimi 10KM della maratona, una nuova manifestazione che è alla prima edizione). I partecipanti erano poco più di  2000 ( limite imposto dall'organizzazione).
Siamo partiti dal parco San Giuliano ed arrivati in Riva 7 Martiri, percorrendo la stessa strada degli atleti più blasonati.
La corsa è stata bella nel complesso, salvo qualche piccolo dettaglio riguardo l'organizzazione  (pochi bagni chimici alla partenza, attesa di 1 e 1/4 del bus che doveva riportarci dal Tronchetto a San Giuliano, nessuna indicazione di ordine d'arrivo; il bigliettino del "Sei arrivato n… " lo danno anche nelle corsette di paese).
In compenso Venezia con una giornata così è sempre spettacolare e correrci è molto particolare e suggestivo. Prima di ieri ci avevo corso solo per non perdere il treno quando ci lavoravo.
Per quanto riguarda il risultato sportivo ho fatto il mio PB sui 5 km con 22.07 (reale).
Il tempo finale totale è stato di 44'48'' (stimato con un algoritmo che teneva conto della media dei 3 km precedenti gli ultimi 2, perché il mio GPS ha fatto un po' le bizze negli ultimi 2 km ed ha pensato che avessi attraversato a nuoto dalla Punta della Dogana a San Marco, invece di aver fatto il ponte mobile).
Ed ora non vedo l'ora di sfidare me stesso l'anno prossima con la vera Venice  Marathon.

Tralasciando la competizione veneziana, il calendario sociale Oll Scars prevedeva la “Caminada su e so par Sant’Andrea” a Sant’Andrea di Barbarana, giunta alla sua 27esima edizione. Ancora folta la presenza di Oll Scars.

Domenica ho fatto gli 11 km (veri) di S.Andrea di Barbarana con il tempo di 58' e 14".
Luca Tondello



Domenica per la prima volta ho partecipato alla Corsa di Sant'Andrea di Barbarana, la gara si tiene sempre nella stessa domenica della Venice Marathon e negli anni precedenti mi vedeva sempre impegnato. Giornata di sole stupenda, molta gente, stavolta però non corro, sono in compagnia della mia dolce metà e si parte per gli 11 km con una camminata veloce. Bello il percorso, con prima parte in asfalto poi sterrato, ma per fortuna niente fango, buoni i ristori, ce ne sono tre lungo il tracciato, ottimo il ristoro finale. Avendo camminato non guardo il tempo (credo intorno all'ora e 50), so solo che lungo il percorso tutti i miei compagni mi superano e 500 metri prima dell'arrivo il buon Stefano mi saluta, oggi tocca a lui correre la Anto è baby sitter.....Aspetto la premiazione e mi stupisco nel vedere sia la quantità che la qualità dei premi, veramente importanti....
Corsa assolutamente da rifare e da partecipare in massa come Polisportiva.
Buone corse a tutti.
Paolo Gaiotto


Bella corsa anche per me, io ho fatto i 21, da un lato speravo in più sterrato, dall'altro dopo certi tratti sconnessi e poco calpestati nei campi ero contento di ritrovare la strada. Sono partito 15 minuti prima per non far aspettare troppo la sorella che faceva gli 11 e mi son goduto i primi 7 km in solitaria sull'argine verso Zenson (quasi sbagliavo strada). Temperatura fresca perfetta che mi ha fatto correre molto meglio di Treviso, dal mio GPS quasi 21,4 km in 1h50’14”.
Note negative: il secondo ristoro (per me agli 11 circa) era condiviso con quelli dei 5 e degli 11, ho trovato una mandria parcheggiata in 3a fila che mi ha fatto desistere sperando nel successivo ai 15-16 dove ahimè ho trovato solo ACQUA!
I 3 matti con la moto da cross che si son smessi a sgasare di cattiveria per un vigneto e mi han fatto correre 200 metri nel fumo di scarico!
Porten pazienza dai.
Alessandro Finotto


Ola’ a tutti
Giornata autunnale perfetta, aria frizzante, sole tiepido...e tanta gente!
Ho deciso per gli 11 km perché dovevo essere a casa presto (la griglia mi aspettava)...e quindi PAM si parte senza indugi...saluto gli amici OLL SCARS anche oggi ben nutrita la compagnia...piacevole il percorso, sterrato, curve, dritto, asfalto...sterrato...un alternarsi dove le gambe trovano sempre spinta e piacere!! 11 km in 49’52”

Andrea Bonato



21 km in 1h 45 minuti 17 secondi nonostante una serata difficile ^_^
Lino Giurin


Presente a S. Andrea, ho corso i 21,200 km  in 1h35’40”.
Giancarlo Brollo


Poi, come al solito, qualcuno prende una strada diversa e partecipa a qualche altra competizione non prevista. Ad esempio il nostro Ermete Pastorio, che ci racconta:

Ciao. Oggi mi sono goduto una corsa spettacolare: Trail del Conero (Ancona). Non ci sono parole per descrivere la bellezza dell'ambiente e la stranezza di correre in montagna passando per la spiaggia. Il percorso è veloce con salite ripide e discese dolci e lunghe nella vegetazione, tra ginestre e corbezzoli (e mi sono anche fermato a mangiare gli squisiti frutti del corbezzolo). Sono stato costretto a fermarmi varie volte per le foto al paesaggio. Il ristoro a metà percorso, completo di tutto, perfino la birra. Tutto ben segnalato. Time 3h52’ (23 km disl 1500).


Parte del percorso.

Ermete ed il panorama.

Infine, ci sono quelli che per un motivo o per l’altro, decidono di correre per conto proprio fuori dalle porte di casa, magari per allenamenti personalizzati o per tempi stretti. Fabrizio Rosso ha qualcosa da raccontarci in proposito:

Domenica mattina ho cercato di star vicino, col corpo e nello spirito, agli Scars impegnati sulle varie distanze, a Venezia e non, vergando le strade di San Donà/Mussetta col sudore della fronte e non solo.
M'aspetta il classico lungo di 36 km in ottica maratona di Torino.
Partenza ore 7.00 da casa mia, in località Borgovecchio, con un cielo splendidamente terso, un'arietta invero pungente e davvero poca voglia di star sulle gambe per quasi tre ore, il ché potrebbe rappresentare un vero problema, nello specifico.
Opto per un circuito di circa 11/12 da ripetere più volte.
Passano i km e cervello e gambe reagiscono sempre meglio: merito soprattutto dell'assistenza e della compagnia del grande Max, fidato scudiero in bici e prossimo Oll Scars.
Termino in ottima progressione. 



Facce da lungo.

Io e Max rientriamo a casa mia per un caffè, prima di salutarci. Accendiamo la tele, sintonizzandoci sulla maratona di Venezia: sono partiti da 45'. Le gazzelle degli altipiani corrono leggere verso la vittoria a ritmi prodigiosi!
Giusto il tempo di rivolgere il pensiero agli amici fossaltini, impegnati anch'essi nella Venicemarathon alla ricerca dei più disparati obiettivi, ed iniziano ad arrivare messaggi da Cristian con i primi crono di passaggio dei nostri.
E' il prodigio della maratona con il suo impareggiabile carico di coinvolgimento emotivo e simbolico.



La Venice Marathon in tv.

martedì 29 ottobre 2013

Venice Marathon

Domenica 27 ottobre si è svolta la 28esima edizione della Venice Marathon. Gara molto sentita dai nostri atleti, che infatti hanno partecipato in buon numero.


Chi per la prima volta, chi invece in cerca di rivincita dopo le difficoltà dovute alle nefaste condizioni meteo della 27esima edizione, 9 "fossaltini" si sono presentati al via per arrivare "vincitori" all'ombra di San Marco. E chi arriva, è SEMPRE un VINCITORE. Bravi tutti!!
Ecco il dettaglio dei tempi:


Ecco la foto del nostro gruppo prima della partenza!

Da sinistra: Stefano Salmasi, Fabio, Francesco, Stefano Cotali, Marco, Flavio, Cristian, Salvatore.

lunedì 1 gennaio 2007

Quel maledetto sassolino!!!!, di Francesco Brussolo

È dal 26/10/2011, giorno in cui ho corso la mia prima Venice, che mi ritrovo sempre lo stesso sassolino nella scarpa. In questi anni, dovunque sia andato e qualunque scarpa abbia usato, dopo aver indossato il vestiario da runner e calzate le scarpette scelte per l’occasione, lo sentivo lì presente, sempre lui (rompi scatole, per non dire altro, mannaggia!!!) che mi riportava sulla terra, ad ogni passo e dopo ogni km percorso, solo per inculcarmi nella mente quell’obiettivo-traguardo da rincorrere e raggiungere con la determinazione ed il sacrificio che solo gli eletti che hanno affrontato una maratona possono capire, ma soprattutto con tanto divertimento. 
La strada percorsa è stata lunga e prolungata ed è durata 4 anni esatti! 
Oggi, gli amici Oll Scars mi chiedono di raccontare la mia esperienza, le mie emozioni e tutto quello (che di raccontabile) è successo il 25/10/2015. 
Gli avvenimenti, bene o male, per coloro che conoscono la manifestazione sono sempre quelli: ritrovo con gli amici e colleghi di giornata alla partenza in quel di Stra, in un contesto dal profilo paesaggistico/architettonico unico al mondo perché situato di fronte a Villa Pisani. 
Ognuno di noi ha il proprio rituale e le proprie manie, i veterani ostentano sempre una certa sicurezza e falsa saggezza (sappiamo tutti che ogni maratona nasconde insidie che possono sorprendere chiunque) e i novizi li vedi emozionati, con lo sguardo perso nel vuoto che cercano di immaginarsi cosa li aspetterà, immersi in un miscuglio di sentimenti misti a felicità e paura. 
Il gruppo è compatto e sereno, tra di noi ci si scambia a ripetizione suggerimenti, informazioni e sfottò che aiutano a passare il tempo, ma soprattutto a scemare la tensione pre-start. 
Ad un certo punto decido di dileguarmi dal gruppo per la mia mezzora d’aria nella quale devo raccogliere le idee. 
Mi dirigo verso i cancelli ed entro nella gabbia dove mi ricongiungo con Toni, Max Giro, Alberto Teso. Poco dopo ci raggiunge anche Zaza. 
Manca poco meno di mezzora allo start e tra le voci che si mescolano nell'aria si sentono anche le nostre che nel complesso diffondono idee e programmi di passo in compagnia o in solitaria. Fisicamente sembra che io sia in ascolto, ma mentalmente ripeto che sono lì per farla a modo mio e penso al sassolino, ripetendomi continuamente: “...chi vuole andare vada e chi vuole farmi compagnia mi fa piacere...” 
Boom, si parte! 
Come in una transumanza migratoria il gruppone, composto da runner accatastati come bestiame scalpitante, si mette in marcia mescolando andatura da camminata a corsetta da passeggio. Inizio a innervosirmi perché l’obiettivo ce l’ho ben chiaro in testa e il sassolino comincia a darmi fastidio. Devo trovare un varco per passare sotto l’arco dello start al mio ritmo. 
Finalmente le maglie iniziano ad allargarsi, Max trova un pertugio e mi accodo (ci siamo ritrovati in allenamento in diverse occasioni e so che ha un buon ritmo), ma dopo poche centinaia di metri il sassolino mi dice che l’andatura non fa per me, allora mi porto sul ciglio destro della strada e.............inizia la mia corsa! 
Toni mi lancia un urlo, mi giro per invitarlo a seguirmi e da quel momento non mi girerò più! 
Faccio andare le gambe come un rullo compressore e l’aria fresca di giornata mi riempie i polmoni di speranza ed entusiasmo. Corro sciolto, a testa alta e convinto delle mie forze. 
Il passaggio al 1° km è un po’ lento, di poco sotto i 5’00” al km ed il sassolino si allerta; ma non mi perdo d’animo perché so che il ritmo è quello giusto, a confermarlo saranno i passaggi successivi, costantemente attorno ai 4’40”. 
Passano i km ed incontro Attilio che mi accoglie con un sorriso pieno di entusiasmo, ci scambiamo un saluto consapevoli entrambi che avremo affrontato la gara in solitaria, .............bella gara atleta! Lo supero dando sfogo al sassolino che, poco lontano, scorge i palloncini delle 3h30’. Li raggiungo e superandoli in un baleno mi accorgo che le maglie iniziano a diradarsi e si cominciano a riconoscere anche le facce. 
Al passaggio dei dieci mi sciacquo la bocca con un sorso d’acqua e poco più avanti mi fermo per il mio solito pit-stop. 
Vedo il cartello del 16esimo km ed inizio a sentire i primi scricchiolii alle ginocchia, ma rifiuto qualsiasi pensiero negativo anche se sono perfettamente consapevole che è troppo presto per questi segnali che solitamente si manifestano attorno alle 2h30’/3h di corsa. Ecco che il sassolino ricompare cercando di destabilizzare una macchina perfettamente oliata. 
A differenza dello scorso anno decido di non essere troppo cautelativo e contrariamente a quanto avrei fatto in altre occasioni, decido di aumentare il ritmo abbassando il passo di 6/7” al km e
 ..........................vaffan@@@ al sassolino!!! 
Arrivo al cartello della mezza ed è ora di fermarsi per il primo vero ristoro. Cammino per circa 30” mangiando un gel e bevendoci sopra dell’acqua. Butto tutto dentro, faccio un gran rutto e riprendo a far rullare le gambe come se fossi appena partito. Al passaggio del 23esimo leggo 4’32” sul GPS, allora calo leggermente sui 4'40” per mantenerli sino a Mestre. 
Entro nel sottopasso della ferrovia e si spegne la luce, ..............azz! Il GPS non da segnale, a quanto sto andando? Forse troppo forte, che sia meglio rallentare?.............Mi sa che ho rallentato troppo..... aumento? Capperi, che fastidio che mi dà sto sassolino!!!!! 
Esco dal sottopasso e vedo il cartello dei 25, poco prima arriva il fischio del GPS che mi riporta sulla terra, 4’42”
 ...............sassolino va cag@@@@@@ar!!!!!!!!!! 
Anche oggi Mestre si ferma (è arrivata la Venice Marathon) e tanta gente ai bordi della strada grida incitamenti al nostro passaggio, pronunciando i nomi dei pettorali come se fossimo amici di vecchia data.
L’emozione si fa sentire, allora cerco di isolare la mente concentrandomi sulla corsa ed il ritmo da tenere. 
In prossimità del ponte pedonale del Parco San Giuliano le gambe girano ancora, i dolori si sentono sempre più, ma a differenza delle altre volte il passo c’è e si vede perché oggi sono io a sorpassare in continuazione runner senza benzina, doloranti, boccheggianti, e ansimanti. 
Ogni tanto guardo il garmin per controllare il ritmo, osservando con soddisfazione che i passaggi sono sempre sotto i 4’50”, ben al di sotto del mio obiettivo di giornata, allora decido di non rischiare troppo e dopo i 30 km affronto i ristori con calma, camminando, mangiando e bevendo come in una giornata di sole e di festa!!! 
Mentalmente mi sento carico e continuamente ripeto: “...sì, ho qualche dolorino, ma sto bene e sono in forma...”! 
A San Giuliano vedo Stefano che mi dà il 5 e Salvatore che mi scatta una foto, grazie ragazzi! 
Passo San Giuliano alzando le corna al cielo in onore della cover band dei Kiss e mi immetto sul ponte della Libertà. 
Eccola lì Venezia......... sto arrivando. 
Sul ponte sorpasso giovani e meno giovani con facce indescrivibili, lanciandogli il mio in bocca al lupo. 
Arrivo a Venezia e al cartello del 37esimo ho un cedimento, il passo non è più lo stesso e il sassolino mi si è conficcato tra le dita dei piedi, ............che scocciatura!!! 
Arrivo al ponte lungo e scorgendo in lontananza la basilica di San Marco mi sale l’adrenalina, accosto il sassolino spingendolo con le dita sino in punta ed entrando in piazza, trattengo il magone per non piangere, accelerando tra la folla urlante. 
Passo a destra, devio a sinistra, mi infilo nei ponti chiedendo il passaggio con un buffetto sulla spalla a chiunque intralci lo sprint contro me stesso. 
Un esplosione di emozioni e sentimenti incontrollabili mi affogano la mente facendomi perdere la lucidità, tant'è che il cervello dice di spingere al massimo dando tutto quello che ho, ma il corpo rifiuta il comando avvertendomi con: crampi al polpaccio destro, dolori lancinanti alle ginocchia, ma soprattutto totale mancanza di ossigenazione. Gli ultimi 200 metri credo di averli corsi in totale apnea!!! 
Arrivo all'ultimo ponte e sento gridare il mio nome, faccio le corna mescolando un saluto ad Aldo e Paolo, alla scaramanzia per la paura di scivolare proprio nell'ultima discesa, supero il ponte in progressione e negli ultimi 100 metri faccio volata da solo, tirando fuori dai polmoni tutto quello che ho. 
A lato sento Cris e Angela che mi incitano, apro la bocca per salutarli, ma non esce nemmeno un fiato, sono in apnea totale. Allora prendo aria passando il traguardo con gli occhi al crono, lanciando un urlo euforico di liberazione al cielo. 
Sfinito, mi si avvicina un uomo dell’organizzazione per assistermi chiedendomi: “tutto ok?”, e gli rispondo: 
“Certamente! Ora posso togliermi le scarpe e levare questo ca@@o di sassolino......................” 

Per la cronaca riporto Total Time 3h26’22” – Real Time 3h24’18”

Francesco al cartello del 42esimo km, peccato per il dito di Aldo :-)

Faccio Venezia e poi me ne vado...di Fabio Rainato

venice_rainato Ciao a tutti, domenica scorsa ho coronato un sogno che portavo nel cuore da quella fredda mattina di Ottobre 2012 quando proprio a Venezia ho fatto il mio esordio in Maratona....L'obiettivo di scendere sotto le 4h in gara l'avevo già centrato a TV a Marzo mettendo a segno un anomalo Personal Best correndo a casaccio e con soddisfazioni marginali.
A Venezia la gara ha tutto un altro sapore. 
L'ho voluta affrontare per la terza volta consecutiva perché mi ha stregato e sapevo che non avrei trovato soddisfazione maggiore in altre corse.
Un paio di mesi fa mi sono messo nelle pazienti mani di Fabrizio Rosso che ha accettato con me la sfida di accompagnarmi fino al traguardo, seguendomi negli allenamenti, motivandomi con consigli e spronandomi a non perdere mai la concentrazione nei due mesi che precedevano la gara e posso giurare, che al di la dell'impegno dimostrato domenica, il vero sudore un atleta lo versa nei mesi in cui si prepara alla competizione. Ho cambiato atteggiamento, passo, approccio, e ho lavorato molto sulla capacità di mantenere alto il livello di concentrazione e di autocontrollo per varcare i miei limiti fisici e mentali che in precedenza, mi hanno visto sempre capitolare intorno al 27°km...
Domenica il sole è sorto per coronare un piccolo grande trionfo!
Al via ero deciso e convinto che sarei arrivato a Venezia senza scuse: due ritiri in maratona negli 11 mesi precedenti, ma il pensiero non mi turbava perché sapevo di essermi preparato con passione e potevo aspettarmi grandi cose. Da subito le gambe rispondono allegre ad ogni tentativo di contenere il passo perciò decido di non ostacolare ciò che il mio si corpo sente di darmi in termini di resa e, avanzo più veloce del previsto, ma bene.
Non avevo pensieri, ero sereno, ristori rispettati, gel assunti al momento giusto, ed i km scorrono sotto i piedi.... in un attimo sono a Marghera. Fin dall'inizio osservo davanti a me dei palloncini viola a poche centinaia di metri che sembrano via via avvicinarsi e comincio a chiedermi se faccio bene ad affidarmi alle lepri. La Maratona è una questione di testa e perciò, conoscendo i miei limiti e le insidie della gara, decido che provare a correre in compagnia possa essere la scelta opportuna e così, al 24°km sono assieme al gruppo che segue le lepri delle 3h 50'. Noto al mio fianco un atleta sui cinquant'anni che correva completamente scalzo e in cuor mio penso che la Maratona è magica perché regala anche queste emozioni: caspita....42km scalzo!!! Io ho affiancato un vero eroe!
La strada fatta in compagnia attraversa le vie di Mestre e si arrampica sul cavalcavia del Parco San Giuliano, scende nel verde, affianca l'Expo e dirige inesorabile verso la laguna.
Prima del 32° cedo.
Mi ritrovo a camminare come era previsto ma gioisco consapevole di essermi spinto oltre il mio limite precedente e anche se l'obiettivo del personal best si allontanava con le lepri, io continuavo a credere nelle mie possibilità perché al traguardo volevo giungere entro le quattro ore.
Salgo sul Ponte della Libertà con calma e senza strafare perché so che in quel tratto la corsa presenta il conto....
Abbozzo una timida ripresa di ritmo prestando attenzione a come il mio corpo risponda alla carenza di energie del momento e faccio ben poca strada prima di crollare nuovamente. Ancora speravo di poter dire la mia se solo fossi riuscito a superare presto la crisi, magari entro il 35°km ma niente, l'agonia continuava e la mia avanzata era scandita da pause continue ma brevi. Ero in difficoltà, ma non volevo mollare il passo....riprendevo, piano, ma correvo. Guardavo continuamente il Garmin ed in testa cominciavo a fare conti di medie, di tempi, di velocità, di difficoltà del percorso, di tempo speso ai ristori ecc....Minuti interminabili, ma la strada scorreva, ed il ponte finiva. Quando si entra a Venezia, dopo una svolta a destra si affronta un lungo rettilineo dov'è fissata la bandiera del 37°km e li l'atleta rinasce: mancano solo 5 km, è più facile fare i conti, sei sfinito ma la città ti si cinge attorno e comincia a prendersi cura di te. Affronti le curve che conosci già....le hai già percorse due volte, e ti ritrovi nuovamente li, più forte che in passato, più deciso e più consapevole del tracciato. Aspetti il ristoro dietro al muro e poi ti lanci sui ponti verso il 40°km....la folla lungo il tracciato comincia farsi sentire, Venezia ti applaude da ogni calle, da ogni ponte, da ogni anfratto, dai traghetti, dai balconi e la crisi è ormai un ricordo, e pensi a quando hai preso il via, determinato a non mollare per nessuna ragione, e senti che oramai è fatta!!! Niente più pause, si corre scarichi....non c'è più forza a spingere le gambe, solo il trasporto emotivo di quella cornice di folla che applaude al tuo passaggio, che ti accoglie per il giro d'onore in piazza San Marco e ti sprona a lanciarti verso l'ultimo km sui quattro ponti che ancora mancano. Crampi, fatica, dolore, non ricordo se ho mollato ancora ma, se anche è stato mi son prontamente ripreso e tuffato avanti perché ad ogni reazione, la folla applaudiva e mi sosteneva perciò, in un simile teatro, senti di essere tu lo spettacolo e vuoi ricambiare quel pubblico, che in quel momento è li per te!
Il cronometro è tiranno ed i secondi scorrono senza aspettarmi....Le 4h si avvicinano e tiro fuori le ultime energie: in pochi secondi, scendendo da quell'ultimo ponte, avevo la possibilità di coronare un successo o di vederlo sfumare nel modo più imperdonabile possibile.
Mancano 20" quando scendo la passerella....
accelero,
cavalco,
allungo il passo,
ci riesco,
sono al traguardo e.....
te lo avevo promesso Fabrizio: mi stendo a fare le flessioni prima dell'arrivo, poi mi rialzo e sfilo sotto il gonfiabile!
Venezia, questa volta sei mia in 3h 59' 55"!!!!
.....veramente commosso....

domenica 1 gennaio 2006

Rivincita, di Cristian Fuser

Di punto in bianco un bel giorno mi accorgo di riuscire a spingere forte (ovviamente "forte" è soggettivo, circoscritto al soggetto di cui si parla, quindi di me :-)) su competizioni corte. Sui 10 km vado sotto i 4'25" di media al chilometro, non male se fino a poco tempo prima facevo fatica a scendere sotto i 5' di media su pari distanza. E questo è tutto grasso che cola in ottica della preparazione per la Venice Marathon. Caldo, afa non sono certo i migliori compagni di viaggio per gli allenamenti per una maratona, ma lo slancio che ti dà una rilevazione cronometrica tosta non ha eguali! Marco e il Freccia Rosso mi prendono in consegna per delle sessioni di allenamento specifiche e forzate...mi accorgo di essere in grado di seguirle e completarle con successo! Non seguo più una tabella di allenamento anonima, ma un qualcosa di più specifico, più ritagliato sulla mia fisionomia di "atleta": per dirla alla Fabrizio, "basta correre col cervello e con metodo". La premessa è d'obbligo, perché è un tutt'uno con la mia Venice Marathon. Passo passo sono diventato una macchina da guerra, non ho alcun timore alla partenza, aspetto solo il momento dello start per mettere su strada quanto preparato nei mesi precedenti, so che ce la posso fare, so che ad un certo punto probabilmente avrò anche una fase di crisi, ma sono pronto!
Con queste sensazioni vivo gli ultimi giorni, teso quasi al limite, impaziente di sfidarmi. Già, perché la sfida è solo con me stesso, sono io il mio unico avversario da battere. Faccio inoltre il carico di adrenalina con chiunque mi chieda della maratona; tutti quelli che hanno visto la mia progressione negli ultimi mesi, si aspettano da me un grande risultato, che per proiezioni matematiche ci poteva anche stare, ma una maratona non è mai banale e bisogna stare con i piedi per terra!
Domenica mattina mi sveglio sufficientemente riposato e raggiungo il mio gruppo sportivo, viaggiamo insieme verso la partenza in un clima allegro, ognuno ha il proprio obiettivo, ognuno ha degli aneddoti da raccontare ed i novelli maratoneti respirano quest'aria nuova, non sapendo ancora cosa li aspetterà.
Cambio, bagno, consegna sacche, urlo di incitamento, in bocca al lupo a tutti, rimaniamo Salvatore ed io, chiusi in ultima gabbia ad attendere per 40 minuti il momento della partenza. Sono abbastanza tranquillo, ho in mente la tattica di gara da seguire, spero solo di non restare troppo tempo imbottigliato tra la gente e sbrigarmi a trovare il ritmo.
L'ultimo in bocca al lupo a Salvatore e poi si parte, sulla sinistra del percorso, in esterno, tento di sorpassare la gente che va più lenta...fortunatamente non ci metto molto e già dal secondo km ho raggiunto la mia velocità di crociera. Procedo a buon passo, qualche secondo più veloce del preventivato, ma non faccio fatica. Il ritmo mi consente di fare la cosa più importante: godermi il percorso e divertirmi! Non sono in ansia per il risultato e non sono in ansia per i segnali del mio corpo, tutto procede bene.
Sono partito talmente indietro che i primi palloncini che supero sono quelli delle 4h30' (quasi subito devo dire) e in breve tempo recupero anche quelli delle 4h. Mi assesto poco dietro i palloncini delle 3h50', che hanno qualcosa da recuperare rispetto al tempo ufficiale, infatti vanno più forte della media che dovrebbero tenere...
Va tutto bene, la gente incita, do il 5 a tutti i bambini a bordo strada, applaudo tutti i gruppi musicali che allietano il nostro passaggio, me la sto proprio godendo! Sistematico, poco prima di ogni ristoro prendo la mia pastiglietta di maltodestrine, poi al ristoro prendo la bottiglia d'acqua e ne bevo un sorso; agli spugnaggi mi rinfresco costantemente. Il percorso è molto bello, a parte il tratto in cui si passa tra le fabbriche. Di gente ce n'è molta, soprattutto a Mestre, il passaggio in piazza Ferretto è veramente fantastico! Poco dopo la piazza scorgo davanti a me una maglia della fossaltina, era Flavio. Lo raggiungo, mi affianco, ci salutiamo, ennesimo in bocca al lupo e continuo per la mia strada. Che differenza rispetto allo scorso anno!!! A questo punto di gara ero già morto (pur andando più piano) oltre ad essere completamente bagnato e pieno di freddo a causa della pioggia e del vento...quest'anno sono sì bagnato, ma a causa del sudore per il gran caldo patito e la forte umidità. Sto aspettando comunque di raggiungere il punto critico della competizione: il 30esimo km con l'ingresso al parco San Giuliano attraverso il ponte pedonale. Qui c'è il mio secondo incontro, davanti a me scorgo Fabio, lo recupero appena prima del ristoro, ci incitiamo a vicenda, poi proseguo. Appena dopo al ristoro è Stefano che mi vede, mentre lo stavo sfilando; un in bocca al lupo anche a lui e tiro dritto. I saliscendi del parco e i molti cambi di direzione mi tarpano un po' le ali, faccio fatica, non sono più brillante come prima. Ma i 30 km sono solo di riscaldamento, la maratona comincia adesso! Mi metto in posa per Paolo, che mi fotografa alla fine del parco e poi sono pronto per affrontare il ponte della Libertà. Pronto? Insomma, non si direbbe tanto...è arrivato il momento critico! Comincia la crisi, il ritmo cala sempre più e mi ritrovo a camminare un po'...faccio veramente fatica ed arrivare al ristoro a metà ponte è stato proprio complicato! Ma è proprio qui che mi scatta qualcosa, questo è il momento clou di tutta la corsa ed il segnale forte che la maratona questa volta non mi batterà! Mi rimetto in marcia e mi gestisco, non più al ritmo iniziale perché non ce la posso fare, ma trovo il ritmo adeguato che mi consenta di andare avanti senza intoppi!! E finalmente questo c@zzo di ponte finisce e approdo a Venezia! E qui l'incontro che non mi aspettavo: Francesco e Stefano camminano davanti a me! Sorpreso e dispiaciuto (purtroppo il loro obiettivo è sfumato) li sorpasso con il solito incitamento e procedo. Ho le gambe stanche, quindi quando cominciano i ponti, sulle passerelle di salita, devo stare attento a non forzare perché sento che i crampi sono pronti ad affiorare...qualcuna la faccio anche camminando. Ma ecco il ponte tra punta della dogana e i giardini, segnale che manca veramente poco! Poi l'ingresso in piazza San Marco, veramente suggestivo, ma dopo 40 km abbondanti, fare quei cambi di direzione è proprio deleterio!! Appena fuori piazza San Marco, il mio ultimo incontro: Ermete sta camminando, vittima di crampi. Procedo, ormai ci sono e guardando il mio garmin, è chiaro che sto raggiungendo il mio obiettivo! Ultimo ponte, discesa verso il traguardo, non mi lancio nello sprint perché veramente il crampo è pronto a fregarmi, l'incitamento della mia ragazza e degli amici mi fanno sorridere ed esultare, passo sotto il traguardo con il tempo di 3h56'52", ciò che volevo!!

Un anno dopo…..finalmente Venice Marathon!, di Marco Menoia

Dopo 365 giorni di attesa, dopo aver rinviato il pettorale del 2012 per problemi fisici, finalmente adesso ci siamo! Venice Marathon 2013 sei mia e sto giro non mi scappi!!
Con questo pensiero mi sono preparato gli ultimi 4 mesi all’evento a cui avrei dovuto partecipare lo scorso anno ma che poi per problemi al tendine della caviglia mi ha visto dare forfait.
Dopo aver raggiunto un buon tempo alla maratona di Treviso, ho deciso di continuare a farmi seguire dal mio super coach per cercare di migliorare ancora: l’occasione giusta era proprio la Venice Marathon!
I mesi da luglio ad ottobre non sono stati proprio facili: ancora qualche problemino fisico, la testa che ogni tanto mollava dopo essere stata sotto pressione per intere settimane di fila…stava diventando davvero complicato preparare questa maratona, e più di qualche volta ho pensato di non farcela.
In questi momenti devo ringraziare soprattutto il mio coach, il mio collega Cristian e il Freccia Rosso che hanno sempre saputo infondermi fiducia e darmi la forza di andare avanti…quindi…GRAZIE FIOI!!!
Le ultime 3 settimane prima della Venice Marathon devo dire che sono state davvero positive, sono arrivato, per dirla alla Tondello, a raggiungere il mio “picco prestazionale” proprio in prossimità della maratona….non potevo chiedere di meglio! L’ultimo lungo da 36 km portato a casa alla grande, i 21 km chiuso con il mio personale e tutta una serie di allenamenti specifici portati a casa molto bene mi facevano davvero ben sperare. Ma si sa, la maratona riserva sempre sorprese, e fare troppi calcoli a volte può essere fatale!
I giorni passano velocemente e mi ritrovo così ad una settimana giusta dalla gara a non sentire ancora la tensione….se come no! Questo fino al mercoledì, ma dal giovedì mattina ero teso come una corda di violino!!!! In un nano secondo ho accumulato una tensione tale che mai avrei pensato! Le aspettative personali e quelle delle altre persone, sono improvvisamente esplose creando dentro di me tensione e paura.
Il giovedì e il venerdì passano così velocemente che sembravano giorni da 12 ore e non da 24! Arriva così il sabato, il giorno del ritiro pettorale insieme al mio collega Fuser e al compagno di squadra Fabio.
Partiamo quindi tutti insieme il sabato verso le 14.30 e arriviamo al San Giuliano tranquilli. Dopo aver ritirato il pettorale, facciamo un breve giro all’Expo e poi, dopo un saluto al mitico Flavio che ci ha allietato il pomeriggio con una visita guidata nel suo posto di lavoro, rientriamo.
La sera iniziano tutti i soliti rituali…preparazione sacca, scelta dell’abbigliamento, applicazione del pettorale sulla canotta ecc ecc…
Dopo un’ultima telefonata al mio collega Fuser, mangiato un buon piatto di pasta, me ne vado a letto confidando di dormire….la sveglia l’indomani era puntata alle 5 (ma con il cambio dell’ora mi è andata pure bene!)
Alla mattina mi alzo alle 4.50 bello riposato…non ci credevo, avevo dormito senza fastidi!!!
Fatta la colazione e ultimato gli ultimi dettagli, scendo in strada sulle 6.30 in attesa che passasse lo Schumacher di San Donà “PAOLO GAIOTTO” che con il pullmino della società ci avrebbe portato fino a Stra alla partenza.
Eravamo un bel gruppo davvero….8 guerrieri pronti a lottare km dopo km per raggiungere la vetta. Chi la prima, chi la seconda, chi l’undicesima…insomma, tutti avevano i proprio motivi per correre questa 28 Venice Marathon e portarla a termine! E pure io avevo il mio, dentro di me la voglia di puntare alle 3h10’ c’era e sapevo che mi ero allenato per poterci riuscire.
Arrivati a Stra, sbrigate le ultime faccende burocratiche, ci accingiamo verso le gabbie, un ultimo saluto e urlo di gruppo e poi via, ognuno verso la sua gabbia.
Io ero nella gabbia 2 da solo, e devo dire che varcare quella gabbia da “solo” un certo effetto me lo ha fatto.
Mancava mezz’ora alla partenza, la tensione saliva sempre più. Occupavo il tempo con esercizi di stretching e alcuni allunghi per sciogliere le tensioni muscolari. Guardo l’ora, 9.30…ormai era questione di pochi attimi! Qualche minuto di ritardo e finalmente lo speaker da il countdown…1 minuto alla partenza! In quel minuto mi sono racchiuso su me stesso, ho pensato a tutti i sacrifici fatti, alle persone che mi hanno sostenuto e a quelle che avrei trovato all’arrivo…ho accumulato più positività possibile e una volta riaperto gli occhi mi sono detto “vai Marco, vai e spacca”!
In quel momento sento lo sparo…ok si parte, Venice Marathon a noi due!!
Avevo deciso di correre con il mio ritmo fin dall’inizio, un ritmo leggermente più veloce di quello delle lepri delle 3h10, questo perché sapevo che nella seconda parte avrei potuto pagare qualcosa per la stanchezza e per il percorso più tecnico. I primi km passano veloci, sento che le gambe ci sono e non sento particolari segnali che mi facciano pensare ad una “giornata no”. Il contorno poi è stupendo, paesaggi bellissimi e pubblico caloroso non posso far altro che aiutarti! Il passaggio ai 10 km è buono, sono in perfetta media e decido di continuare così fino alle mezza. Decido di fare da subito tutti i ristori, la giornata era molto umida e calda e sapevo che non dovevo commettere lo stesso errore di Treviso, per cui decido di bere un po’ di più del mio solito. Passo la mezza con un buon tempo e mi lascio sempre alle spalle le lepri delle 3h10, la proiezione era buona e le gambe stavano bene. Il passaggio a Mestre in Piazza Ferretto è stato eccezionaleeee!! Pubblico caloroso, gruppi musicali che ti incitavano, tanti bimbi a darti il cinque…davvero un passaggio fantastico! Gasato da questo passaggio, continuo con il mio ritmo sapendo che da lì a poco sarei arrivato al Parco San Giuliano dove mi avevano detto non sarebbe stato facile.
In effetti il passaggio al Parco non è stato semplice, vuoi per i km che ormai cominciavano ad essere 30/31, vuoi per l’effetto saliscendi del parco, vuoi per il gran caldo, ma quei km sono stati davvero duri tant’è che le gambe hanno cominciato ad imballarsi. Ho dovuto calare leggermente il ritmo perché sentivo le gambe un pochino dure. Per fortuna ho trovato per ben due volte il nostro mitico Paolo che tra una foto e l’altra non ha smesso di incitarmi….GRAZIE PAOLO!!!
Riesco a gestire abbastanza bene questi km fino al km 35! Ho dato un’occhiata al crono e vedo che l’obiettivo è ancora raggiungibile, ma le gambe stavano cedendo! In quel momento, le lepri delle 3h10 mi prendono e mi superano, ma io sento di non averne per fare il cambio passo. Rischiare di forzare in quel punto, sul Ponte della Libertà ultimo (pensavo io!!!) baluardo prima della vittoria mi sembrava assurdo!
Ho deciso di gestire la corsa con la testa! Non è stato facile perché la fatica era tanta e le gambe erano davvero dure! Vedere poi attorno a me diversa gente fermarsi e camminare non era da stimolo per la mia testa anzi, erano tutte immagini che riducevano la mia forza di volontà!
In quel momento però, esattamente come a Treviso, ho capito che non dovevo mollare e ho pensato a tutte le fatiche fatte nei 4 mesi precedenti, alle rinunce e alle sofferenze…non potevo mollare proprio adesso!
Così rallentando ancora un pochino, trovo il mio ritmo che mi consente di arrivare fino alla fine del Ponte senza soffrire di più. Entrare a Venezia è stato per me un rinascere per la seconda volta!
E’ incredibile come immagini positive esterne abbiano un’influenza straordinaria sul corpo umano! In quel momento mi sono caricato, ho fatto l’ultimo ristoro al km 39 e sono ripartito. Non sapevo però ancora che da lì a poco c’erano gli ultimi “14 birilli” da buttare giù uno ad uno! I 14 ponti sono stati davvero tosti! Riesco a fare i primi decentemente, facendo però fatica a trovare il tipo di corsa perché nel molleggiare i ponti mi mandavano fuori ritmo ed io con le gambe dure non riuscivo più ad ammortizzare i colpi….un’agonia!!! Le forze mi stavano lasciando e mancavano poco più di 1km…dovevo tenere duro!
In pochissimi minuti mi ritrovo nella splendida piazza San Marco, passaggio stupendo ma che per noi maratoneti è costato non poco in termini di energie sprecate!! Ad un certo punto, prima della svolta dall’ultima transenna, sento una voce arrivare dalla mia sinistra che dice “forza zioooooo”!!! Mi giro velocemente, butto l’occhio e vede mio nipote con tutta la mia famiglia! NESSUN INTEGRATORE AL MONDO AVREBBE POTUTO DARMI UNA FORZA TALE COME QUEL GRIDO DI INCITAMENTO DA PARTE DI SIMONE!! Ho ripreso a correre per circa 250 m come una freccia! Una Bugatti Veyron in quei 250 m non avrebbe avuto scampo!!! Gasato a mille, riesco a proseguire ma l’euforia aveva i secondi contati….eccoli lì davanti a me gli ultimi birilli da abbattere!!! In 1 km c’erano praticamente 10 ponti….un massacro!!! Affronto i primi con grinta e tenacia, ma gli ultimi 5 sono stati davvero tosti! Decido di rallentare per paura di fermarmi per crampi, ormai li sentivo lì lì! Riesco ad avere ancora la forza per sorridere ad un’ultima foto su un ponte e proprio in quel punto scorgo il lontananza il gonfiabile dell’arrivo. Raccolgo le ultime energia, mi accingo a salire l’ultimo ponte con passo deciso nonostante il mio volto facesse vedere bene i segni di una guerra combattuta senza riserve, inizia la discesa dal ponte e sento delle grida da stadio arrivare dalla mia sinistra…erano mi miei amici Mek, Valentina, Giacomo, Alessia e Angela che stavano urlando come dei pazzi! Altra botta di adrenalina che riesce a farmi fare gli ultimi metri in progressione!
Arrivo al traguardo e stoppo il tempo…3h15’20”!! Il mio PB ottenuto in quelle condizioni a Venezia…davvero non potevo chiedere di più!

Ma la mia gioia più grande è stata quella di aver condiviso con tutti gli altri 8 che hanno partecipato a questa 28 Venice Marathon, emozioni, sorrisi, gioie, fatiche e sudore! E se posso permettermi, senza nulla togliere agli altri, la mia felicità è doppia perché il mio amicone Fuser ha abbattuto il muro delle 4h dopo tanti sacrifici. Lo dico con estrema felicità visto che, questo strepitoso percorso, lo abbiamo iniziato insieme qualche anno fa così, senza nemmeno sapere che saremmo poi arrivati fin qui. Adesso chissà quali altri traguardi ci aspetteranno…ma non ha importanza quale sarà il loro nome, noi sappiamo bene che… “comunque vada sarà un successo”!!!


I Leoni di Venezia, di Fabio Rainato

Un anno fa, tagliavo il traguardo della mia prima Maratona proprio a Venezia in una giornata epica che ancora gela il sangue nelle vene dei reduci quando se ne rievoca il ricordo; Ciò che ho provato quel giorno non ha riscontro in alcun termine della nostra lingua perché anche il vocabolo più ricercato o l'espressione più stoica non sa dipingere il trionfo della tenacia dell'uomo sulle avversità della natura...
Il mio battesimo del fuoco!
E' come un virus, un tarlo che ti si insinua nel cervello e diventa parte di te; ti sconvolge l'esistenza arricchendola di consapevolezza nelle proprie capacità e forza di volontà ma al tempo stesso è come un bel fiore maledetto, la cui bellezza ha un caro prezzo e chiede di essere annaffiato con sudore e fatica, per poter sbocciare quando sei al top, in tutto il suo dirompente splendore pari alla sublimazione del gesto atletico.
E così quella gara, è diventata per me un appuntamento, una sfida promessa, un occasione per dimostrare di nuovo a me stesso che quella lunga cavalcata fino a Venezia avrebbe nuovamente premiato il mio ego avido di gloria....
Eccomi quindi sempre più presente alle corse domenicali, prendo confidenza con metodi di allenamento sempre più cuciti sulla mia persona e mi cimento pure nelle corse in salita....presto le prime soddisfazioni, un gran bel tempo alla Moonlight e pure sulle corse brevi faccio bene! Poi in estate arriva il tempo delle montagne e quindi consumo le scarpe con tosti allenamenti sui sentieri del Piave per abituarmi allo sterrato e così faccio prima il trail delle Longane, poi la Camignada, poi la TransPelmo ed infine il Trail degli Eroi....
L'estate è volata: oramai manca un mese! E' questo il momento in cui tiro le somme e tutti i km corsi mi hanno caricato di entusiasmo e di tenacia, allenando la mia resistenza ma appesantendo le mie gambe; mi riscopro lento. A un mese dalla gara cui punto da un anno capisco che mi troverò a fare i conti con i miei limiti e mi preparo ad un bagno di umiltà. Ma il mio ego ancora combatte per aiutarmi a reagire e non ci sta a veder denigrare così del duro lavoro ed allora, anche se tardi, scendo in pista nelle ultime settimane a lavorare sulla velocità con allenamenti di ripetute e progressioni e così, fino ai giorni dello scarico.
Sorvolerò dunque, su quello che è lo stato d'animo che prende i più emotivi quando vivono un evento sulla propria pelle preparandolo tanto nel fisico, quanto nella mente; dirò soltanto che gli ultimi giorni ero addirittura ipocondriaco: "òcio de quà, òcio de à....stà tento a no farte mal....òcio a no ciapar un colpo de aria...va pin pian co a moto, dormi ben cuerto, òcio a queo che te magni, òcio a quanto ti bevi (Siiiiiii mamaaaaaa!!!!)" e così, provato anche nello spirito, quasi senza rendermene conto, s'è fatta la vigilia, tutti allegri diretti al Parco San Giuliano per ritirare i pettorali e tutti tesi e gasati per il grande evento!
Salvo il rientro, che, nello smarrire sbadatamente la strada :-/ ha tradito un pò della mia tensione, la giornata è stata speciale perchè ho saggiato di persona la carica emotiva degli altri compagni di ventura e pure la pacata tranquillità del veterano Flavio per il quale ormai, affrontare una maratona, è un film visto e rivisto più volte e nulla più lo turba o sconvolge!
La sera passa in fretta e la sveglia mi desta da un sonno beato...in poco tempo sono pronto e con una bella squadra dirigiamo tutti a Stra guidati dal pilota Paolo Gaiotto che in barba alle velleità di classifica sociale rinuncia alle sue corse per accompagnare noi e poi sostenerci e fotografarci lungo la strada. Cristian, Marco, Stefano C, Francesco, Stefano S, Flavio, Salvatore ed io ci avviamo verso le gabbie, ciascuno verso il proprio destino.
Il tempo passa in fretta anche se quei momenti sembrano eterni e in più occasioni, mi sorprendo a ricordare l'attesa dell'anno prima, e quel delirio mi gasa, mi entusiasma, sento di nuovo nelle vene il sangue caldo di un anno prima, la forza e la determinazione che infervorano gli animi e caricano le gambe e la testa di questi 8000 cuori pulsanti che dopo l'ennesimo saluto con le mani al cielo, in un applauso d'incoraggiamento reciproco, con un boato infrangono le gabbie al via e muovono passi che fan tremare i muri della maestosa villa che fa da cornice a questa magnifica maratona. E sono in gara!
Io e Stefano, partiti assieme, prendiamo da subito un discreto margine facendoci strada appena possibile fra la folla e velocemente riusciamo a trovare passo e ritmo. Sembrava sapere il fatto suo perciò, conscio dei miei limiti cerco di stargli addosso e far la sua andatura ma da subito perplesso per il ritmo troppo sostenuto lo abbandono dopo 6 o 7km...proseguo però senza attardarmi, sò che la gara è lunga e al momento le gambe mi dolgono molto. Dopo l'8/9km le gambe si sciolgono e allora riprendo a correre con un ritmo più sereno. Penso continuamente a cosa provavo un anno prima,sotto pioggia, vento, freddo e preda di sconforto e mi ripetevo in testa che non sarebbe stato come l'ultima volta! Improvvisamente avvicino Flavio e questo mi carica perché in mezzo a tutta quella folla, non mi sentivo più solo...Proseguendo assieme scorgo poco più avanti Stefano e parto per ricucire lo strappo. In poco più di un km son di nuovo con lui e assieme abbiam fatto la maggior parte della gara. Al 19km una scena che non mi aspettavo: scorgo la sagoma di una persona che procede con passo affaticato, preda di una crisi ingiusta vista la distanza. Quando lo raggiungo mi accorgo che era Marco, un mio vecchio collega di lavoro che avevo salutato alla partenza e doveva chiudere in 3:45 perché aveva fatto veramente un lavoro intenso. Quando l'ho raccolto sembrava smarrito, e subito mi ha ringraziato della compagnia perché era preda di cattivi pensieri...agitato, il cuore accelerato oltremodo, e la mente che schiava, mostrava al fisico false debolezze che gli giocavano brutti scherzi. Per non abbandonarlo rallento, lo accompagno al ristoro, gli passo l'acqua e lo incito a rilanciarsi; corro voltandomi continuamente a cercare il suo sguardo fra le sagome che superandolo lo nascondono al mio sguardo e vedo che lui mi segue con gli occhi cercando un riferimento...allora lo aspetto, avanziamo assieme, zompettando, gli parlo, cerco di distrarlo, lo spingo a credere in se, ma quando penso che a metà gara, è dura e rischiosa pure per me, la falcata corta e saltellante mi penalizza, comincio a soffrire e lui, comprensivo e altruista, mi ringrazia dell'aiuto e mi spinge ad andarmene, a correre anche per lui!!! E così al passaggio alla mezza lo saluto, e riprendo ad andare; Stefano in lontananza appare e scompare, ed intanto i km scorrono sotto i piedi....e arriva Mestre, e la sua folla, e le sue curve, e i sottopassi, e piazza Ferretto e poi, da 27km, dal nulla, il primo stop: crampi!!! Riparto piano ma so che ho un buon margine da gestire perché tengo ancora alle mie spalle a buona distanza le lepri delle 3h 50'. Proseguo verso il San Giuliano e quei tre km mi vedono passeggiare altre tre volte perché la crisi sopraggiunge. Mi arrampico sul ponte travolto dalla folla che avanzava al seguito delle lepri e dopo un vigoroso saluto a Paolo Gaiotto venivo sverniciato da Cristian in uno stato di forma invidiabile che volava verso il suo meritato primato. Io agonizzavo ma lo sapevo. Era in preventivo e mi auguravo solo di ritrovare le forze quanto prima; In mio aiuto sopraggiungeva Flavio che in qualità di veterano la stava vivendo con tranquillità e parsimonia invitandomi a star sereno e a riacquistare brio con calma, un passo alla volta. E così all'inseguimento dei miei compagni d'avventura Flavio e Stefano salgo sul Ponte....Mamma mia quel ponte: sembrava non arrivare più, e una volta arrivato, sembrava infinito.
Su quel ponte vedi cedere chi ti precede e senti il fiatone di chi t'insegue; i crampi arrivano e fanno male! Mi fermo e riprendo, e non sono il solo visto che Flavio e Stefano si avvicendano al mio fianco dandomi forza e motivazione. Il 35 km è il più duro ma li, scorgi la curva del ponte e sai che poco dopo c'è Venezia e una volta li, i Km mancanti li conti sul palmo di una mano; Reagisci e riprendi il passo....lentamente trovi il tuo passo, che non è il tuo miglior passo ma è comunque un buon passo! Ti senti costante, senti che vai, rallenti appena e poi riprendi subito perchè guardando il cronometro, sembra che ancora ce la puoi fare...Ad un certo punto però da dietro sopraggiunge un onda di gente con i palloncini delle 4h e dico: "NO CAZZO!!!" al 37km no....è troppo presto!!! Disperato mi accodo richiamando energie da dove non so e macino strada e curve, salite e discese, ma dopo un paio di km non ne ho proprio più e con gli occhi lucidi li vedo sparire all'orizzonte quando arrivo all'ultimo ristoro. Svaniva così la mia sfida: quei palloncini si portavano via verso San Marco e oltre il mio sogno di chiudere sotto le quattro ore. Colto dallo sconforto raccolgo un pò di sali perchè i crampi erano ormai insopportabili e con una bottiglietta d'acqua in mano affronto i ponti con andatura da turista. Dopo la passarella giro verso piaza San Marco e li dal nulla, le grida degli spettatori sciolgono le gambe...aumento il ritmo per la mia gioia e perchè loro tutti meritano lo spettacolo che tu stai dando e quando svolto per tornar verso la laguna Scorgo Stefano, Stefano Cotali, Flavio, tutti a pochi metri da me e rallento con l'intento di aspettarli, per arrivare assieme. Però le gambe ormai dolenti mi avvisano che un altro stop lo avrei pagato e allora, con l'ultimo gento di stizza, butto l'acqua e riprendo a correre. L'ultimo km è un trionfo di folla e di ponti, un bagno di applausi e di grida di festa. Se mollo Stefano mi richiama, se esagero mi rimprovero e lo aspetto e così, assieme dall'inizio, siam giunti assieme fino alla fine dove l'ho invitato a fare un'ultima galoppata trionfale verso l'arrivo che tagliavamo entrambi poco dopo le 4 ore....Obirttivo sfumato per 4'e 7"....ma alzo la testa e posso gridare: "PERSONAL BEST!!!"

E' con tutti che voglio condividere la mia gioia!, di Salvatore Paladini

E' con tutti che voglio condividere la mia gioia!
In realtà è stato qualcosa di speciale, di unico. Nella mia mente l'avevo immaginata in tanti modi ma alla fine è andata in maniera diversa, naturalmente.
Era da quando avevo inserito la mia presentazione nel nostro blog che cullavo questo sogno, e ieri ce l'ho fatta finalmente, tenendo conto che c'è stato un momento durante la preparazione, esattamente la mezza di Salgareda che pensavo di dover interrompere il mio sogno, il momento più duro, avevo il polpaccio ed il tallone che mi davano fastidio, ma poi dopo una settimana di riposo riprovo e riparto, faccio l'ultimo lungo di 36 KM venerdì 11 con una media di 6,09, niente male ed allora ritrovo entusiasmo e fiducia.
Ieri mattina il ritrovo con i ragazzi, ero abbastanza tranquillo perché forse non sapevo cosa mi aspettasse da lì a qualche ora.
Al ritrovo è un entusiasmo crescente e contagiante, per fortuna ho trovato Flavio che mi ha seguito da veterano scandendo i tempi, cambio, consegna sacche, perfino i bisogni, poi il ritrovo di tutti gli Oll Scars e via verso le gabbie, un ultimo in bocca al lupo con tutti ed infine rimaniamo io e Cristian gli unici in gabbia 5.
Vicino a noi due signore che ad occhio potevano avere circa 55 anni (vero Cristian?) ed una mi dice "ho chiesto alla mia società di iscrivermi già alla prossima edizione", allora penso ma queste signore sono pazze oppure hanno già provato una grande emozione che ti invoglia a rifarla ancora! 
Mancava ancora mezz'ora allo start, sono momenti lunghi ma che ti permettono di rivedere i tuoi sacrifici e tutto quello che ti ha portato a quel momento, finalmente lo start, un ultimo saluto con Cristian e via verso il gonfiabile della partenza, emozione a mille, pelle d'oca, groppo in gola, occhi lucidi (ancora adesso a ripensarci) e un ultimo pensiero alle mie donne (moglie e figlia) e via......
La gente fantastica, ti incitava, il passaggio a Dolo è stato splendido pieno di gente da entrambi i lati con le note della marcia dei bersaglieri  e lo speaker che urlava "bravi, per il vostro entusiasmo dovreste stare al posto dei nostri politici" (forse è vero ho pensato). 
Comunque mi sentivo bene, riuscivo a stare tra i 6 ed i 6.30 di media, ho ascoltato tutti i vostri consigli "parti piano, la gara inizia sul ponte della libertà (vero Massimo B.?)", arrivo a Mira e raggiungo il pacer dei 4.30, c'era una confusione pazzesca dietro a questo gruppo, mi sentivo bene ed ho pensato non mi trovo a mio agio in questa confusione provo a continuare sul mio ritmo (col senno di poi forse sarebbe stato meglio rimanere con loro).
Passaggio da Mira Porte bellissimo, ancora giravo bene ma avvertivo un piccolo fastidio all'inguine sinistro, riuscivo a stare sulla mezz'ora per ogni 5 Km fino a Mestre.
All'uscita di Mestre ho iniziato a sentire un po' di fatica, tant'è che al parco di San Giuliano (30 Km) ne sentivo ancora di più, ho calato il ritmo ma continuavo a correre.
Il ponte della libertà, qua secondo le mie aspettative e sentendo i consigli sarei dovuto star bene ed andare, invece al ristoro dei 35 Km, quelli che mi stavano attorno, come per incanto, si sono fermati tutti non avevo più punti di riferimento, fatica, vento contro e mi sono fermato anch'io, ho iniziato a camminare fino al 39 Km. Ma come avete fatto l'anno scorso?
Pensavo, mancano solo 7 Km Salvatore, niente non sono stato in grado di reagire, allo stesso momento il pacer dei 4.30 che avevo lasciato a Mira mi sorpassa ma io ero inerme continuavo a camminare.
Sinceramente non è stato come lo avevo immaginato, a quel punto ho pensato sarà difficile fare un'altra maratona, cammino fino al 40 e poi provo a correre.....
Invece attorno al 39, quando ho visto il primo ponte (-14 segnava) sono ripartito pian piano, ed è stato lì che mi ha affiancato un compagno ed ha iniziato ad incitarmi "dai che andiamo insieme, sul ponte passi corti e non fermarti, lo stesso quando scendiamo, tieni il ritmo" mi ha ripetuto per tutti i ponti, mi diceva sorridi ai fotografi, pensa a tua figlia sarà orgogliosa di te, pensa al gonfiabile dell'arrivo......"
In questo tratto gli ho detto "forse ti mandato qualcuno...." e così via passaggio in piazza San Marco e via verso gli ultimi ponti oramai ero in trans agonistica non sarei più riuscito a fermarmi, tutta la gente attorno che ti incitava e poi giù dall'ultimo ponte via verso il gonfiabile tanto atteso, finalmente lo vedevo, di corsa verso il traguardo anche perché avevo un messaggio da recapitare.....
Dopo poco tempo da quello che pensavo sul ponte della libertà, ho detto "quando ne facciamo un'altra?"
Per i credenti, all'arrivo ho scoperto il nome del mio compagno, si chiama "Rosario"!
Grazie a tutti!

sabato 1 gennaio 2005

"Ma che giornata...epica!!" di Cristian Fuser


Devo dire onestamente di non essermi preparato al meglio per questa mia prima Venice Marathon, la seconda maratona della mia "carriera" di podista. La precedente (Treviso 2012) l'ho preparata nel periodo invernale, mentre questa nel periodo estivo: pensavo sinceramente di trovarmi meglio, invece no. Ma a parte queste considerazioni, ho fatto una buona parte finale, qualche buon lungo, anche fino ai 35...e questo mi ha permesso, con ragionevole lucidità, di poter preventivare un tempo di chiusura attorno alle 4 ore e 15 minuti.
Bene, terminata la parte ragionata, la posso archiviare, perché tanto poi la gara fa storia a sé, soprattutto se accompagnata da questo meteo!! Speravo di partire da Stra ancora asciutto, giusto per agevolare la condizione psicologica, invece solamente il tempo di ingabbiarmi ed ecco l'acqua accompagnare il vento in un ottimo aperitivo pre gara, gara e post gara! Sono in fondo al gruppo, in ultima gabbia, quindi passo il punto di partenza oltre sette minuti dopo i primi, ma tanto io devo solo battere me stesso :-) Inizio di gara che va come preventivato, viaggio attorno ai 6 minuti per km ed è la velocità di crociera scelta. Un fastidio al ginocchio attorno al 14esimo km, ma cerco di non badarci, fortunatamente poi mi lascia in pace. Mi sento abbastanza bene, recupero i pacers delle 4h30' e li sorpasso, sempre tenendo la mia media. In centro a Mestre, un'ambulanza mi taglia la strada, corre dentro al tracciato a noi dedicato, mi rallenta nelle curve, ma d'altra parte devono fare il loro lavoro...al 30esimo cala un po' la mia media, ma ritengo di essere comunque nel preventivato. Ho però molto freddo, nonostante sia vestito abbastanza, anche le mani sono congelate pur con i guanti. Arrivo al cavalcavia che porta al parco San Giuliano, faccio la salita camminando...poi entro nel parco ed al ristoro cammino un po' bevendo dei sali, tento anche di mangiare un biscotto, ma ho lo stomaco sottosopra, un thé caldo avrebbe fatto al caso mio (e non solo mio, credo...) poi riprendo a correre, ma il ritmo è più lento di prima, ho freddo e non riesco più a scaldarmi. Credevo di essere ancora davanti ai pacers delle 4h30', ma quando mi sono accorto che non era così, forse ho anche subito un po' il colpo psicologico. Il pensiero principale però nella mia testa era il ponte della Libertà: ci sono arrivato e mi aspettavo questi lunghi 4 km, ma mai avrei pensato ad una cosa del genere! Lo imbocco di corsa, vengo investito da una raffica di vento, nonché bicchieri e bottiglie di plastica. Provo a tenere il ritmo, ma non ce la faccio, il vento batte le mie forze, cammino con la testa china e una mano sul cappello, onde evitare di andarlo a recuperare in laguna. Ho freddissimo, la pioggia che mi arriva in faccia mi fa quasi male e mi accorgo anche di non avere i pensieri propriamente lucidi: osservo quelli in macchina/pullman in coda sul ponte e mi dico che hanno scelto la giornata sbagliata per andare a Venezia...invece io ho scelto la migliore per fare una maratona, vero?!?!?! Appena dopo il ristoro trovo anche una delle 2 videocamere che ci riprendono rovesciata in mezzo alla strada, anch'essa battuta dal vento. Comunque a forza di stenti finisce finalmente il lungo ponte della Libertà e si entra a Venezia; riesco a riprendere a correre ed è così per tutti gli ultimi km. Nonostante le condizioni meteo ed il mio crono non proprio dei migliori, trovo ancora parecchia gente lungo il percorso che ci incita...provo a contare i ponti, ma ad un certo punto mi perdo e mi chiedo "ma quanti cavolo me ne mancano??"; dondolo sopra il ponte di barche con il dubbio su chi sia più traballante tra me e lui...costeggio piazza San Marco e le porgo solo una rapida occhiata...finalmente vedo il traguardo e trovo anche le forze per un piccolo sprint ed arrivare con le braccia alzate...4h36'04" di real time, 31 secondi in meno del mio esordio a Treviso, ma direi di non potermi lamentare :-)