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lunedì 28 aprile 2014

Maratona di Padova, (update) trail Due Rocche e (update) Marcia del Torchiato

Domenica di maratona in quel di Padova. “Oll Scars” presenti con Ermete Pastorio, Fabio Rainato e Francesco Zamuner.
Siamo in attesa di info da parte di Francesco (il tempo ufficiale è di poco sopra le 3h40’) e di Fabio, purtroppo non giunto al traguardo, ma che come al solito, ci mostra i preparativi per la gara :-)

Kit del piccolo maratoneta Fabio Rainato

Il nostro “Forrest” Ermete invece si racconta così:

Maratona di Padova: ho fatto il mio miglior tempo in assoluto sulle maratone .... 3 ore 36 minuti e una manciata di secondi. Corsa assurda. Siamo partiti in tre della Polisportiva Fossaltina da Campodarsego (PD), io, Francesco Zamuner e Fabio Rainato. Ho subito avuto la sensazione che si andasse piano. Poi mi sono agganciato al gruppo che correva per finire a 3h30’ e li ho tenuti fino alla mezza, facendo il mio miglior tempo su questa distanza. Dopo il traguardo volante dei 21km, il gruppo mi stava staccando e, si è aperto il cielo. E' sceso il diluvio universale. Ho ripreso il gruppo sotto una pioggia assurda, abbiamo corso, urlando e ridendo della situazione folle facendoci coraggio a vicenda sparando cazzate assurde, mentre la gente ci gurdava passare come fossimo dei pazzi. Ho tenuto il gruppo delle 3h30’ fino al 30° km, mi hanno staccato e io li ho inseguiti fino al 35°; nel frattempo ha smesso di piovere. Sul finire della maratona la stanchezza ha avuto il sopravvento, un piccolo crampo e quindi sono ripartito determinato a finire la gara con onore. Ho ritrovato energia e, all'ultimo km, nel centro storico di Padova, ho perfino aumentato la corsa tagliando il traguardo con un meraviglioso 3h37’ che in realtà, considerando il real time, dovrebbe essere sulle 3h36’ (aspetto la verifica). I retroscena: sabato sera ero andato in moto fino a Padova per prendere il pettorale e la moto non è più ripartita, l'ho lasciata a Padova tutta la notte, dopo il traguardo ho trovato qualcuno che mi ha fatto "ponte" con i cavi per farla ripartire, quindi sono tornato a casa, in moto, tutto zuppo fradicio, senza mai fermarmi per paura di rimanere di nuovo a piedi, .... AVEVO LA MEDAGLIA DELLA MARATONA AL COLLO ... non ci si annoia :-)

Medaglia Maratona Padova

AGGIORNAMENTO

Ci arrivano notizie anche da Francesco.

Le previsioni meteo, non erano delle migliori, ma la pioggia ancora non si vedeva.
Prima di partire Ermete Fabio ed io, ci scambiavamo le opinioni su come vestirci, anti-vento maniche lunghe corte maglione prima di partire, fa caldo, no c'è aria, si ma è calda ecc. Alla fine ognuno di noi ha deciso e via. Ermete è partito a razzo e non l'ho più visto, secondo me era preoccupato dello scooter lasciato in quel di Padova il giorno prima con la batteria in panne, e ci teneva a recuperarlo prima possibile. Fabio è partito assieme a me per i primi chilometri.
La prima parte è stata tutto come da programma, l'ho impostata con il ritmo previsto. 5:00 scarsi al Km. Poi è arrivata la pioggia. E qui ancora una volta non avevo esperienza, è stata la mia prima volta. Avevo letto che la pioggia è solo un fatto mentale che bisogna entrare in sintonia con l'acqua senza temerla. Quindi mi sono mantenuto calmo, ho indossato il capellino per limitare la pioggia in faccia e via. Ho tenuto il mio ritmo senza alcuna difficoltà anzi andavo 2-3 secondi al chilometro, più veloce di prima. Dopo alcuni km la pioggia ha smesso, ho iniziato a sentire le gambe molto pesanti.
Sì, la pioggia non disturba più di tanto la corsa, ma prova a correre con le scarpe zuppe d'acqua che pesano un chilo in più l'una!!!
Dal 30° km, le gambe non giravano più ma stingendo i denti ho cercato tener duro, ho chiuso con un ottimo tempo 3:41:13.
E adesso pensiamo alla prossima che mancano solo 4 settimane.

OllScars a Padova
Da sinistra: Ermete, Francesco e Fabio.

ALTRO AGGIORNAMENTO

Il 25 di aprile è andato in scena il trail Due Rocche di Cornuda. Il nostro Lino Giurin, che non manca mai a questa competizione, quest’anno ha deciso di sfidarsi sul percorso di 48 km! E ci fa sapere di essersi divertito!

Ed il primo trail della stagione è andato.
Il 25 aprile arriva nel momento in cui risolvo il mio ultimo malanno muscolare; incerto se partecipare o meno, ricevo dall'osteopata parziale benestare. Si prepara lo zaino, sveglia puntata alle 3:45 e si va.
Ritiro pettorale, ultimi preparativi, saluti di rito alle facce note e d'un tratto lo speaker ci richiama all'ordine per la partenza.
I km oggi sono 48m, ma "solo" 1900 mt di dislivello. Partiamo e decido di viaggiare al risparmio, gli amici con cui condivido questa passione hanno un altro passo, ma io devo finirla. Risolta la mia piccola guerra con il GPS che parte solo dopo mezz'ora di corsa, continuo nel mio incedere, a volte piccolo trotto a volte passo veloce, i km scorrono veloci e verso il 15mo condivido il mio viaggio con una compagna che supera per la prima volta i 30 km.
I panorami che scorrono a fianco sono strepitosi! Attorno al 25mo km mi fermo per togliere un po’ di sassi dalle scarpe e mi attardo leggermente. Arriverò al traguardo 30 minuti dopo . I km continuano a scorrere e si arriva alla chiesetta di San Giorgio, da cui si gode panorama a 180 gradi sulle valli sottostanti; si continua a correre e si raccolgono per strada nuovi compagni di viaggio. Passiamo con discreto anticipo il cancello dei 35 km, adesso ci aspetta il sentiero del Padrenostro, gli ultimi 10 km sono veramente duri, a metà della salita perdiamo una compagna, torno indietro cerco di incoraggiarla e le passo i miei bastoncini, dopo una decina di minuti ripartiamo e terminiamo le nostre fatiche 20  minuti entro il tempo massimo. Arrivo in volata sul tappeto rosso riservato ai corridori del trail e ritiro la mia felpa Finisher.
È stata una giornata fantastica.

Lino alle Due Rocche
Lino.

ULTERIORE AGGIORNAMENTO

Sempre il 25 aprile, i nostri novelli “Oll Scars” Federica Bazzo e Alessandro Bettiol hanno partecipato all’11esima Marcia del Torchiato, in quel di Fregona. Vediamo cosa ci raccontano.

In una bellissima giornata di sole ci siamo recati a Fregona per correre la 11a Marcia del Torchiato. Considerato il dolore al ginocchio che mi perseguita, oggi ho corso i 13km con circa 400m D+ accelerando solo in salita e camminando le discese. Chiuso in 1h35’, ma quello che contava oggi era godere del percorso e dei paesaggi!
Alessandro Bettiol


Sempre più in allenamento, oggi ho fatto i 20 km con 650 D+ in meno di tre ore, il fiato e la gamba andavano a meraviglia, il percorso è stato fantastico così come i ristori, ben forniti e ben posizionati. Proprio una giornata positiva, bel clima, begli scorci e bell'atmosfera tra i vari runners!
Federica Bazzo

venerdì 25 aprile 2014

FIGURINE OLL SCARS – 17a uscita – FABIO RAINATO

figurina_fabio
- nome/cognome

Fabio Rainato.

- eventuale soprannome (se non ne hai uno, considera che potrebbe essertene assegnato uno sulla base delle tue risposte di seguito)

Nessun soprannome.

- categoria

MM35, ma mi sento giovincello :-)

- distanza prediletta

Mi sono appassionato alla mezza maratona...non son tagliato per cose più impegnative.

* la prima volta che hai corso, col proposito di correre. Racconta molto brevemente.

Ho corso a Padova, la stracittadina di poco oltre 12km. Era un sogno che mi portavo dietro da quando abitavo lì e lo vedevo come un punto d'arrivo, un obiettivo da raggiungere, il coronamento di tanti sforzi fatti nel costruire i primi allenamenti in strada; invece s'è rivelato essere solo l'inizio...l'inizio di una bella avventura che mi ha visto arrivare sempre più lontano, sempre più in alto, e sempre più veloce!!

* la cosa più divertente e/o imbarazzante che ti sia capitata, correndo

E' stato un paio d'anni fa, un allenamento di gruppo con alcuni amici di Treviso: eravamo circa una settantina e siamo partiti a mezzanotte per fare un bel giro di una decina di km sotto la luna piena, tutti vestiti di arancione e con le lampade frontali. Abbiamo invaso la Restera e le strade di Treviso sfilando in massa davanti al Cinecity di Silea, al punto che le auto in transito credevano di aver incrociato un corteo di facinorosi esaltati. Maxy abbuffata finale di torte fatte in casa e visto il successo di questa, ho partecipato a numerose altre goliardate di questo gruppo di runners! Ringrazio infatti Lino Giurin, che mi ha coinvolto e trascinato in questa (e tante altre) buffonate.

* ricordo più bello legato alla corsa. Motiva la scelta.



La prima volta che ho corso lungo tutta la lunghezza dell'arenile di Jesolo, andata e ritorno dalla foce al faro, sfilando 2 volte di fronte a tutte le torrette di salvataggio sulle quali ho lavorato per tanti anni e gustandomi la spiaggia per la prima volta in un modo del tutto nuovo.

* gara più bella mai corsa. Motiva la scelta.



La Camignada poi sei refuge! Il mio primo Trail serio! L'ho trovata davvero dura ma i panorami sono mozzafiato! Correre in luglio toccando la neve...non ha prezzo.

* gara più bella da correre. Motiva la scelta.

La gara più bella che mi piacerebbe correre l'ho vista una volta in tv, ma non ricordo dove si teneva di preciso. Comunque era al nord Europa, ai confini col Circolo Polare Artico e partivano a mezzanotte quando lì era praticamente giorno. Credo appunto si chiami "maratona di mezzanotte" o qualcosa di molto simile...mi affascina l'idea di correre verso i confini del mondo civilizzato....laddove l'uomo si ferma, ma il runner prosegue!

* luogo nel mondo, a tuo giudizio, più bello o stravagante, in cui tu abbia corso (indipendentemente da gare o competizioni di sorta). Motiva la scelta.

Di stravagante ho fatto una corsa col gruppetto di amici di Treviso, assieme a Lino Giurin, travestiti da mostri la notte di Halloween e da Babbo Natale una mattina di dicembre, lungo le strade del centro di Treviso, spaventando la gente la prima volta e dispensando tanti auguri a tutti la seconda volta...

* luogo nel mondo in cui vorresti correre (indipendentemente da gare o competizioni di sorta). Motiva la scelta.



Mi piacerebbe tanto correre nella tundra Siberiana; ampi spazi aperti in situazioni climatiche non generose...una prova per lo spirito e un regalo per la mente che ama librarsi al di sopra dei pensieri stressanti praticando sport all'aria aperta. Condizioni limite, soddisfazioni estreme!

- momento preferito della giornata in cui correre

La sera la città si spegne, io indosso le scarpe ed esco a correre nel buio che trovo suggestivo e rilassante.

- momento della giornata in cui abitualmente corri

Corro appunto la sera il più delle volte, perché la mattina son troppo pigro....

- corsa da solo o in compagnia

Amo far corse in compagnia, ma quando corro per rilassarmi esco da solo: abbandono la strada battuta e mi addentro nei luoghi verdi come parchi, argini fluviali, pinete e quant'altro mi offra la natura lussureggiante che trovo estremamente distensiva.

- corsa col caldo o col freddo

Corro col caldo. Soffro molto ma, apprezzo di più la prestazione fisica.

- l'azione che compi/oggetto che usi scaramanticamente prima di ogni competizione importante

Controllo dieci volte se ho con me le chiavi dell'auto o quelle di casa quando parto. Più di qualche volta mi son chiuso fuori casa...un po’ sbadato, un po’ pirla!

- altri sport praticati, attualmente o in passato

Nuoto.

- altri sport non praticati, che segui da appassionato

Seguo con venerazione gli atleti del triathlon; penso che affrontare le tre discipline sia una cosa per pochi eletti. Tanta ammirazione.

- passioni non sportive

Scrivo gialli.

- atleta mito, di riferimento (nell'ambito dello sport in genere, non necessariamente dell'atletica/corsa)

Ayrton Senna.

- se la corsa fosse un brano musicale, la tua sarebbe "........" (indica il brano o il genere musicale)

"...Come with me for fun in my buggy"…

- obiettivi sportivi 2014

Quest'anno vorrei centrare 2 obiettivi su strada: alla Moonlight Half Marathon VOGLIO scendere sotto 1h40' e in maratona vorrei abbattere il muro delle 4h...se mi aiutate voi, ce la farò!!!

- un saluto agli Oll Scars e a chi ci legge

Buone corse a tutti quanti e voi lettori occasionali....iscrivetevi numerosi!!! Ciaooooo

lunedì 10 febbraio 2014

Santa Maria di Campagna...i commenti!

Santa Maria di Campagna, con i suoi 33 km, si presta come ottimo lungo per chi ha in mente di correre la maratona di Treviso tra 3 settimane, o comunque una maratona nel mese di marzo. Poter partecipare ad un lungo con ristori pronti e con altra gente è sicuramente un vantaggio rispetto al correrlo da solo. Ecco che la nostra "tribù arancione" che sarà impegnata a Treviso, non si è fatta sfuggire l'occasione.
Dopo i commenti preliminari, in cui si millantava un distributore di soppressa lungo il percorso (vero Ermete? :-) ), sono arrivati i commenti sulla gara.

Ciao, oggi a Santa Maria di Campagna ho fatto il lungo...fatto male! Dovrei essermi piazzato al 5 posto su 7 arditi che eravamo chiudendo sulla soglia delle 3 ore: 2h 58'47"...Ho viaggiato assieme a Lino fino al 24esimo km, ma poi lui ha cavalcato fino al traguardo senza cedere mai ed io mi sono spento e trascinato in passeggiate alternate a marcette. Il tracciato è buono, ideale allenamento pre-maratona, ristori ideali ed il tempo pure ha avuto un occhio di riguardo per noi guerrieri.
Chiaramente, quando arrivano i tardoni al ristoro finale non trovano più un ca....eh, Lino aveva già saccheggiato tutti i panini con la porchetta e, visto il tempo che ha fatto Ermete, sono molti ormai a sospettare una sua sosta clandestina dall'amico con la soppressa....ma sicuramente NEGHERA' :-D
Si segnala purtroppo un'esigua presenza del gruppo; ragazzi, ve piase dormir? :-) Ma che fine avete fatto tutti, che giustificazione avete? (a parte Aldo, Cristian e Andrea Bernardi che ormai deve accudire una cucciolata che tra poco raggiunge il numero per una squadra di calcetto) Forza forza, giù dal letto, che alle prossime corse bisogna vedere un fiume arancione che serpeggia nel mucchio!!! Ora chiudo e mi calo in branda che oggi è stata dura...ciaoooo
Fabio Rainato

Santa Maria ... che triboeada. Mi sono dimenticato a casa il GPS e perfino la maglia sociale (...), comunque stavolta non mi sono perso. Ho corso male, male male, ma sono riuscito a finire la 33, anche se, a rimorchio di Flavio Passarella, che poi, siccome ognuno corre con le sue gambe, mi è sfuggito ... verso la fine. Comunque, col senno del poi, sono contento, al bivio, per dare retta a Flavio, ho girato verso i 33. Un po deludente l'organizzazione con lunghi tratti di strada trafficata lasciati allo sbaraglio, mancanza di sali ai ristori (io non li ho visti), linea dell'arrivo inesistente e ristoro finale ... no comment. Non voglio fare il criticone ma 33 km sono una distanza impegnativa e l'organizzazione dovrebbe essere all'altezza, per esempio, non ho visto soccorso medico lungo il percorso. Time: 3:05:21,90 (cronometro cellulare). Bello arrivare alla fine e vedere i compagni di squadra. E domenica: Napoli. Che Dio me la mandi buona.
Ermete Pastorio

Graziati dal meteo stamattina abbiamo corso l'ultimo lungo in vista della maratona di Treviso. Bel percorso scorrevole, piccoli tratti di ghiaia e asfalto, perfettamente contrassegnato. Ho terminato le mie fatiche in 2h47'39" con delle ottime sensazioni in vista della maratona che correrò tra 3 domeniche.
Lino Giurin

In quel di...oggi porto a casa il mio ultimo lungo per Treviso (buon test anche per la 100) e con soddisfazione riporto 33km in 2h55'19''.
Corsa a ritmo regolare in solitaria e con solo un piccolo cedimento al 24' km, recuperato dopo pochi km... il peso si fa ancora sentire!
Concordo con Fabio, molti oll scars assenti. Mi auguro di vedere molte maglie arancio per le strade, meteo permettendo.
Un augurio per Fabio.... e un invito a non cedere. Chissà magari a Treviso ti sorprendi! Alla prossima...
Francesco Brussolo

2h48'41". Bella gara. Del percorso come avevano detto, piccoli tratti di strada bianca ben battuta (non fangosa) e tutto asfalto.
Ho faticato un po' a prendere il ritmo poi ho corso tranquillo; un po' di cedimento verso la fine, ma tutto sommato una buona prova in vista di Treviso.
Francesco Zamuner

Mancano ancora delle info sui nostri Flavio e Antonio, che Radio Corsa ci raccontava aver visto in gara...se non sono ancora impegnati con la soppressa, chiameremo "Chi l'ha visto" :-)
A domenica prossima, destinazione Lovadina!

lunedì 4 novembre 2013

Festa della Polisportiva

Domenica 27 ottobre, oltre alla massiccia rappresentanza "fossaltina" alla Venice Marathon, nel pomeriggio si è svolta la festa della "Polisportiva Fossaltina" al palazzetto dello sport di Fossalta di Piave. Lascio a Flavio commentare la festa con una breve cronaca.

Domenica pomeriggio, al termine della maratona mi sono recato a Fossalta per partecipare, assieme ad un nutrito manipolo di Oll Scars, alla Festa della Polisportiva Fossaltina.
Debbo dire che non mi aspettavo fosse così sentita dai partecipanti e dal pubblico presente al palazzetto. Prima di entrare ogni sezione è stata munita di cartello identificativo per un passaggio davanti alle tribune; il nostro, dopo accesa disputa tra Luca e Moreno per chi dovesse essere il porta cartello ufficiale, se lo è aggiudicato Moreno (forse la stazza fisica ha avuto il suo peso), il quale per festeggiare ha indossato la maglia della polisportiva al contrario, come segno identificativo secondo lui, perché nol se ha accort secondo noialtri.
La sfilata si è aperta con il passaggio dei piccoli della sezione ginnastica, ed a seguire le sezioni arti marziali, pallavolo, pallacanestro, ciclismo, triathlon e per finire noi del podismo (rivando a pie par forza ultimi). Sono stati premiati alcuni atleti che si sono contraddistinti in vari appuntamenti sportivi, per la nostra sezione Lino, Fabio, Massimo e Maximilian per aver partecipato al Trail degli Eroi (bravi davvero), mentre lo stesso Maximilian assieme a Massimo Bonato (altro Oll scars), sono stai premiati nella categoria triathlon per aver partecipato all'Iron Man di Klagenfurt (matti davvero).
La serata si è conclusa con il discorso del nostro presidente Massimo Perissinotto, l'intervento dell'assessore comunale per lo sport, di un rappresentante di una onlus per l'utilità (oltre l'obbligatorietà) di apparecchi salvavita nello sport (la nostra polisportiva è comunque già dotata di tale strumento, penso sia una specie di defibrillatore) e con un fornito ristoro post festa situato all'esterno della struttura, dove senza ritegno mi sono fiondato. Degna conclusione di una giornata piena di sport. W gli OLL SCARS.

mercoledì 8 maggio 2013

Bavisela e Trail de le Longane

5 maggio impegnativo per i nostri runners.
Lino, Fabio e Massimo hanno preso la via montana del Cadore, partecipando al Trail de le Longane di Lozzo.


Ci raccontano che la competizione è stata bella e complicata (attendiamo anche racconti ufficiali :-) ), vedendo l'altimetria non si può dubitare....


...però suggeriscono anche come riprendersi immediatamente dallo sforzo profuso!

Da sinistra: Lino, Massimo e Fabio.

Un altro folto gruppo invece ha partecipato alla Bavisela 2013, alla 18esima Maratonina dei Due Castelli. Questo il dettaglio dei tempi.


Caldo e Bora contraria hanno caratterizzato la gara. Grandissimi complimenti a Paolo, che nonostante le condizioni meteo non favorevoli, ha limato ancora il suo personale sulla distanza, che è anche il miglior tempo della categoria MM50 della Fossaltina.

I commenti sulla corsa dei nostri Luca & Paolo.



 Trieste, 5 maggio 2013 
Avverse condizioni meteo hanno caratterizzato la 18^ edizione della "Maratonina dei Due Castelli", quali forti raffiche di vento da NNE che hanno toccato anche i 50 Km/h e temperature elevate riferite alla stagione. In queste condizioni meteo il runner Tondello ha palesato i propri limiti prestazionali che ancora una volta si sono manifestati con un forte "gap" nei confronti del proprio rivale storico Gaiotto. Questo "gap" per il momento non trova altra spiegazione se non nella incapacità dei preparatori atletici, che palesemente hanno operato in modo poco professionale. A tal proposito si prevede di applicare la clausola rescissoria nei confronti di Felice Magnone e Jo Spritz attuali preparatori del Tondello, in attesa che le autorità cubane concedano un visto temporaneo all'amico nonché "guru" personale Yera Fumado. Qualora le autorità cubane non concedessero il visto, è già in programma per il Tondello uno "stage intensivo" in località Lourdes (F).
Sul fronte opposto è applicata la massima riservatezza sulla preparazione atletica del Gaiotto a tal punto che è ancora sconosciuta l'identità dei preparatori atletici, nonché la metodologia.
Si comunica a tutti i tifosi del Tondello, che per il momento il suo ritiro dall'attività agonistica non è in vista, ma sicuramente le sfide con il rivale Gaiotto sono per il momento sospese per una pausa di riflessione.
Otto Kazzade - Press manager Tondello Team












Ciao Runners,devo confessare che a inizio anno ero molto preoccupato, non è facile licenziare e lasciare, a piedi, in tutti i sensi, i miei due ex preparatori, mi sono fatto qualche scrupolo ......troveranno ancora lavoro? saranno capaci di reagire? Ma ho visto che con molta soddisfazione si sono subito riciclati e sono entrati nello staff tecnico atletico del mio rivale Tondello. Solo ieri ho saputo dopo aver letto la mail di Luca che fine avevano fatto, il Felice Magnone è uno che quando ti prende non ti molla mai e finisci per assecondarlo. Il Jo Spritz oltre a essere pieno di energia e caloria è un tipo molto costoso ultimamente si fa pagare caro........da inizio anno ho cambiato sia preparatori che tipologia di allenamento. In inverno mi sono avvalso delle capacità di Arnold Gran Pesis che mi ha fatto sudare molto al chiuso, e nel frattempo tramite una grande allenatrice brasiliana Buena Costanza e suo marito Muy Repeated ho impostato una grande stagione di corsa. Ultimamente per andare più veloce ho seguito i consigli di un Grande Fabri Red che mi ha spinto a migliorare ancora. Svelato al Tondello tutto il mio STAFF gli direi prima di uno "stage intensivo" a Lourdes una più economica Benedizione alla Madonna di Motta.......sapendo già che la pausa di riflessione durerà fino a domenica..........
Paolo

lunedì 1 gennaio 2007

Faccio Venezia e poi me ne vado...di Fabio Rainato

venice_rainato Ciao a tutti, domenica scorsa ho coronato un sogno che portavo nel cuore da quella fredda mattina di Ottobre 2012 quando proprio a Venezia ho fatto il mio esordio in Maratona....L'obiettivo di scendere sotto le 4h in gara l'avevo già centrato a TV a Marzo mettendo a segno un anomalo Personal Best correndo a casaccio e con soddisfazioni marginali.
A Venezia la gara ha tutto un altro sapore. 
L'ho voluta affrontare per la terza volta consecutiva perché mi ha stregato e sapevo che non avrei trovato soddisfazione maggiore in altre corse.
Un paio di mesi fa mi sono messo nelle pazienti mani di Fabrizio Rosso che ha accettato con me la sfida di accompagnarmi fino al traguardo, seguendomi negli allenamenti, motivandomi con consigli e spronandomi a non perdere mai la concentrazione nei due mesi che precedevano la gara e posso giurare, che al di la dell'impegno dimostrato domenica, il vero sudore un atleta lo versa nei mesi in cui si prepara alla competizione. Ho cambiato atteggiamento, passo, approccio, e ho lavorato molto sulla capacità di mantenere alto il livello di concentrazione e di autocontrollo per varcare i miei limiti fisici e mentali che in precedenza, mi hanno visto sempre capitolare intorno al 27°km...
Domenica il sole è sorto per coronare un piccolo grande trionfo!
Al via ero deciso e convinto che sarei arrivato a Venezia senza scuse: due ritiri in maratona negli 11 mesi precedenti, ma il pensiero non mi turbava perché sapevo di essermi preparato con passione e potevo aspettarmi grandi cose. Da subito le gambe rispondono allegre ad ogni tentativo di contenere il passo perciò decido di non ostacolare ciò che il mio si corpo sente di darmi in termini di resa e, avanzo più veloce del previsto, ma bene.
Non avevo pensieri, ero sereno, ristori rispettati, gel assunti al momento giusto, ed i km scorrono sotto i piedi.... in un attimo sono a Marghera. Fin dall'inizio osservo davanti a me dei palloncini viola a poche centinaia di metri che sembrano via via avvicinarsi e comincio a chiedermi se faccio bene ad affidarmi alle lepri. La Maratona è una questione di testa e perciò, conoscendo i miei limiti e le insidie della gara, decido che provare a correre in compagnia possa essere la scelta opportuna e così, al 24°km sono assieme al gruppo che segue le lepri delle 3h 50'. Noto al mio fianco un atleta sui cinquant'anni che correva completamente scalzo e in cuor mio penso che la Maratona è magica perché regala anche queste emozioni: caspita....42km scalzo!!! Io ho affiancato un vero eroe!
La strada fatta in compagnia attraversa le vie di Mestre e si arrampica sul cavalcavia del Parco San Giuliano, scende nel verde, affianca l'Expo e dirige inesorabile verso la laguna.
Prima del 32° cedo.
Mi ritrovo a camminare come era previsto ma gioisco consapevole di essermi spinto oltre il mio limite precedente e anche se l'obiettivo del personal best si allontanava con le lepri, io continuavo a credere nelle mie possibilità perché al traguardo volevo giungere entro le quattro ore.
Salgo sul Ponte della Libertà con calma e senza strafare perché so che in quel tratto la corsa presenta il conto....
Abbozzo una timida ripresa di ritmo prestando attenzione a come il mio corpo risponda alla carenza di energie del momento e faccio ben poca strada prima di crollare nuovamente. Ancora speravo di poter dire la mia se solo fossi riuscito a superare presto la crisi, magari entro il 35°km ma niente, l'agonia continuava e la mia avanzata era scandita da pause continue ma brevi. Ero in difficoltà, ma non volevo mollare il passo....riprendevo, piano, ma correvo. Guardavo continuamente il Garmin ed in testa cominciavo a fare conti di medie, di tempi, di velocità, di difficoltà del percorso, di tempo speso ai ristori ecc....Minuti interminabili, ma la strada scorreva, ed il ponte finiva. Quando si entra a Venezia, dopo una svolta a destra si affronta un lungo rettilineo dov'è fissata la bandiera del 37°km e li l'atleta rinasce: mancano solo 5 km, è più facile fare i conti, sei sfinito ma la città ti si cinge attorno e comincia a prendersi cura di te. Affronti le curve che conosci già....le hai già percorse due volte, e ti ritrovi nuovamente li, più forte che in passato, più deciso e più consapevole del tracciato. Aspetti il ristoro dietro al muro e poi ti lanci sui ponti verso il 40°km....la folla lungo il tracciato comincia farsi sentire, Venezia ti applaude da ogni calle, da ogni ponte, da ogni anfratto, dai traghetti, dai balconi e la crisi è ormai un ricordo, e pensi a quando hai preso il via, determinato a non mollare per nessuna ragione, e senti che oramai è fatta!!! Niente più pause, si corre scarichi....non c'è più forza a spingere le gambe, solo il trasporto emotivo di quella cornice di folla che applaude al tuo passaggio, che ti accoglie per il giro d'onore in piazza San Marco e ti sprona a lanciarti verso l'ultimo km sui quattro ponti che ancora mancano. Crampi, fatica, dolore, non ricordo se ho mollato ancora ma, se anche è stato mi son prontamente ripreso e tuffato avanti perché ad ogni reazione, la folla applaudiva e mi sosteneva perciò, in un simile teatro, senti di essere tu lo spettacolo e vuoi ricambiare quel pubblico, che in quel momento è li per te!
Il cronometro è tiranno ed i secondi scorrono senza aspettarmi....Le 4h si avvicinano e tiro fuori le ultime energie: in pochi secondi, scendendo da quell'ultimo ponte, avevo la possibilità di coronare un successo o di vederlo sfumare nel modo più imperdonabile possibile.
Mancano 20" quando scendo la passerella....
accelero,
cavalco,
allungo il passo,
ci riesco,
sono al traguardo e.....
te lo avevo promesso Fabrizio: mi stendo a fare le flessioni prima dell'arrivo, poi mi rialzo e sfilo sotto il gonfiabile!
Venezia, questa volta sei mia in 3h 59' 55"!!!!
.....veramente commosso....

domenica 1 gennaio 2006

Ma stai scherzando????, di Fabio Rainato

Domenica mattina ho corso la mia prima Treviso Marathon, preparata in fretta dopo un mese di infortuni e malattia.
Ciò che cercavo era un riscatto visto che alla mia ultima Maratona mi ero ritirato per una contrattura muscolare improvvisa.
La preparazione era dozzinale, ma la caparbietà era tanta e son partito col solo obiettivo di scendere finalmente sotto le 4h. Sapevo di avere una buona velocità sulla mezza maratona, ma mancandomi i lunghi mi aspettavo un netto cedimento intorno al 27° km, che puntualmente è arrivato; mi si è letteralmente spenta la luce! Subito mi sorpassa Cristiano, un amico che speravo di riuscire a seguire, ma ahimè, lui procede mentre io son costretto a ripetuti stop dopo poche decine di metri. E' un incubo poiché non riesco più a rimettermi in moto, ma all'improvviso, come un angelo custode, arriva Andrea Bonato (l'infiltrato) che mi accompagna passo passo, senza abbandonarmi nonostante le mie ripetute pause, e mi sprona a non mollare, esortandomi a controllare il ritmo che tendo sempre a forzare. Il suo sacrificio...perché di questo si tratta, mi aiuta ad arrivare alla soglia dei 30km dove lo saluto ringraziandolo di cuore e preannunciandogli il mio ritiro. Lui capisce che davvero non ne ho più e prosegue il suo allenamento lasciandomi dove avrei potuto attendere il servizio di recupero dei ritirati. Ma io un ritiro l'ho già vissuto....e chi l'ha provato sa quanto brucia! Al 30° km mi son sentito un codardo e, giusto perché avevo ancora due gel mi son detto: "Li uso, e vediamo fin dove mi trascino!". Mi rifocillo con pazienza e penso tanto al disonore dell'ennesimo ritiro…mentre penso, avanzo…e mentre avanzo, recupero passo…e ripreso il passo scendo ancora sotto i 5'/km e allora controllo il cronometro..."Ho un buon margine!!!" Cominciano in testa un sacco di calcoli strani, ma nel frattempo i km passano e mi avvicino al 33° km. Li mi sorpassano le lepri delle 3h45' ed io realizzo che a 9 km dal traguardo ho un patrimonio di oltre 15' da gestire. Mi prefiggo di camminare per un minuto ogni km e correre i restanti 800 m circa. Non riesco a correre piano, sto quasi sempre sotto i 5'/km ma in compenso mi costringo a continue pause durante le quali cammino. In questo modo però, i km passano, il traguardo si avvicina e il vantaggio scema molto lentamente. Al 35° km per la prima volta realizzo che è fattibile: oggi scenderò sotto le 4h! Proseguo con il mio programma e Treviso appare all'orizzonte con le sue mura. Sono provato, ma sereno perché la strategia sta funzionando. Gli ultimi 2 km sul pavé sono sofferti e sentendomi ormai al sicuro mi concedo pure una pausa di troppo, tanto oramai manca poco e vantaggio ne ho da vendere...ed ecco che Francesco mi svernicia incitandomi e dopo pochi metri mi rimetto a correre...oramai il tracciato lo conosco, affronto le ultime curve, arrivo a poche centinaia di metri e zzzzzaccch CRAMPIIIIII!!!!! Maledizione: qualche secondo appoggiato ad un palo e poi riprendo lanciandomi verso il gonfiabile prima della curva. Ma la gente corre oltre...cavolo non è l'arrivo!!! Svolto a sinistra ed eccolo, lì a 100 m, l'altro gonfiabile, la folla al lato, le mani tese, lo speaker che chiama, i fotografi pronti, scorgo gli amici Oll Scars alla mia destra, affondo un paio di passi più vigorosi e stringo su di loro per dare il cinque e finalmente passo il gonfiabile!!! Che soddisfazione, che gioia, mi guardo attorno e gli altri mi sorpassano e sfrecciano...(dove vanno questi??????!!!!!)...all'improvviso una ragazza mi grida: "...guarda che non sei arrivato! E' più avanti l'arrivo!!!" MA STAI SCHERZANDO?!?!?!? Solo a me possono succedere queste cose: riprendo a correre con la disperazione di un animale ferito bruciando lo sprint finale in una manciata di secondi con l'intento di riscattare la figura barbina...Stavolta è l'arrivo!!! Finita, missione compiuta: ho riscattato la maratona di Reggio Emilia, ho fermato il cronometro sotto le 4h chiudendo in 3h52'47" brindando con la birra offerta dagli amici Oll Scars fra gli applausi, visibilmente commosso e fiero di me.

I ringraziamenti si lasciano alla fine e quindi cito Aldo, senza il quale non saremmo mai arrivati  a Conegliano, tutta la compagnia bella che ho trovato all'arrivo, i compagni di gara che han macinato gli stessi km con me e un sentito grazie ad Andrea che mi ha raccolto quando ho toccato il fondo e mi ha accompagnato fino a dove poi, grazie a Dio, ho ripreso a lottare.

Grazie a tutti voi per il mio Personal Best!

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I Leoni di Venezia, di Fabio Rainato

Un anno fa, tagliavo il traguardo della mia prima Maratona proprio a Venezia in una giornata epica che ancora gela il sangue nelle vene dei reduci quando se ne rievoca il ricordo; Ciò che ho provato quel giorno non ha riscontro in alcun termine della nostra lingua perché anche il vocabolo più ricercato o l'espressione più stoica non sa dipingere il trionfo della tenacia dell'uomo sulle avversità della natura...
Il mio battesimo del fuoco!
E' come un virus, un tarlo che ti si insinua nel cervello e diventa parte di te; ti sconvolge l'esistenza arricchendola di consapevolezza nelle proprie capacità e forza di volontà ma al tempo stesso è come un bel fiore maledetto, la cui bellezza ha un caro prezzo e chiede di essere annaffiato con sudore e fatica, per poter sbocciare quando sei al top, in tutto il suo dirompente splendore pari alla sublimazione del gesto atletico.
E così quella gara, è diventata per me un appuntamento, una sfida promessa, un occasione per dimostrare di nuovo a me stesso che quella lunga cavalcata fino a Venezia avrebbe nuovamente premiato il mio ego avido di gloria....
Eccomi quindi sempre più presente alle corse domenicali, prendo confidenza con metodi di allenamento sempre più cuciti sulla mia persona e mi cimento pure nelle corse in salita....presto le prime soddisfazioni, un gran bel tempo alla Moonlight e pure sulle corse brevi faccio bene! Poi in estate arriva il tempo delle montagne e quindi consumo le scarpe con tosti allenamenti sui sentieri del Piave per abituarmi allo sterrato e così faccio prima il trail delle Longane, poi la Camignada, poi la TransPelmo ed infine il Trail degli Eroi....
L'estate è volata: oramai manca un mese! E' questo il momento in cui tiro le somme e tutti i km corsi mi hanno caricato di entusiasmo e di tenacia, allenando la mia resistenza ma appesantendo le mie gambe; mi riscopro lento. A un mese dalla gara cui punto da un anno capisco che mi troverò a fare i conti con i miei limiti e mi preparo ad un bagno di umiltà. Ma il mio ego ancora combatte per aiutarmi a reagire e non ci sta a veder denigrare così del duro lavoro ed allora, anche se tardi, scendo in pista nelle ultime settimane a lavorare sulla velocità con allenamenti di ripetute e progressioni e così, fino ai giorni dello scarico.
Sorvolerò dunque, su quello che è lo stato d'animo che prende i più emotivi quando vivono un evento sulla propria pelle preparandolo tanto nel fisico, quanto nella mente; dirò soltanto che gli ultimi giorni ero addirittura ipocondriaco: "òcio de quà, òcio de à....stà tento a no farte mal....òcio a no ciapar un colpo de aria...va pin pian co a moto, dormi ben cuerto, òcio a queo che te magni, òcio a quanto ti bevi (Siiiiiii mamaaaaaa!!!!)" e così, provato anche nello spirito, quasi senza rendermene conto, s'è fatta la vigilia, tutti allegri diretti al Parco San Giuliano per ritirare i pettorali e tutti tesi e gasati per il grande evento!
Salvo il rientro, che, nello smarrire sbadatamente la strada :-/ ha tradito un pò della mia tensione, la giornata è stata speciale perchè ho saggiato di persona la carica emotiva degli altri compagni di ventura e pure la pacata tranquillità del veterano Flavio per il quale ormai, affrontare una maratona, è un film visto e rivisto più volte e nulla più lo turba o sconvolge!
La sera passa in fretta e la sveglia mi desta da un sonno beato...in poco tempo sono pronto e con una bella squadra dirigiamo tutti a Stra guidati dal pilota Paolo Gaiotto che in barba alle velleità di classifica sociale rinuncia alle sue corse per accompagnare noi e poi sostenerci e fotografarci lungo la strada. Cristian, Marco, Stefano C, Francesco, Stefano S, Flavio, Salvatore ed io ci avviamo verso le gabbie, ciascuno verso il proprio destino.
Il tempo passa in fretta anche se quei momenti sembrano eterni e in più occasioni, mi sorprendo a ricordare l'attesa dell'anno prima, e quel delirio mi gasa, mi entusiasma, sento di nuovo nelle vene il sangue caldo di un anno prima, la forza e la determinazione che infervorano gli animi e caricano le gambe e la testa di questi 8000 cuori pulsanti che dopo l'ennesimo saluto con le mani al cielo, in un applauso d'incoraggiamento reciproco, con un boato infrangono le gabbie al via e muovono passi che fan tremare i muri della maestosa villa che fa da cornice a questa magnifica maratona. E sono in gara!
Io e Stefano, partiti assieme, prendiamo da subito un discreto margine facendoci strada appena possibile fra la folla e velocemente riusciamo a trovare passo e ritmo. Sembrava sapere il fatto suo perciò, conscio dei miei limiti cerco di stargli addosso e far la sua andatura ma da subito perplesso per il ritmo troppo sostenuto lo abbandono dopo 6 o 7km...proseguo però senza attardarmi, sò che la gara è lunga e al momento le gambe mi dolgono molto. Dopo l'8/9km le gambe si sciolgono e allora riprendo a correre con un ritmo più sereno. Penso continuamente a cosa provavo un anno prima,sotto pioggia, vento, freddo e preda di sconforto e mi ripetevo in testa che non sarebbe stato come l'ultima volta! Improvvisamente avvicino Flavio e questo mi carica perché in mezzo a tutta quella folla, non mi sentivo più solo...Proseguendo assieme scorgo poco più avanti Stefano e parto per ricucire lo strappo. In poco più di un km son di nuovo con lui e assieme abbiam fatto la maggior parte della gara. Al 19km una scena che non mi aspettavo: scorgo la sagoma di una persona che procede con passo affaticato, preda di una crisi ingiusta vista la distanza. Quando lo raggiungo mi accorgo che era Marco, un mio vecchio collega di lavoro che avevo salutato alla partenza e doveva chiudere in 3:45 perché aveva fatto veramente un lavoro intenso. Quando l'ho raccolto sembrava smarrito, e subito mi ha ringraziato della compagnia perché era preda di cattivi pensieri...agitato, il cuore accelerato oltremodo, e la mente che schiava, mostrava al fisico false debolezze che gli giocavano brutti scherzi. Per non abbandonarlo rallento, lo accompagno al ristoro, gli passo l'acqua e lo incito a rilanciarsi; corro voltandomi continuamente a cercare il suo sguardo fra le sagome che superandolo lo nascondono al mio sguardo e vedo che lui mi segue con gli occhi cercando un riferimento...allora lo aspetto, avanziamo assieme, zompettando, gli parlo, cerco di distrarlo, lo spingo a credere in se, ma quando penso che a metà gara, è dura e rischiosa pure per me, la falcata corta e saltellante mi penalizza, comincio a soffrire e lui, comprensivo e altruista, mi ringrazia dell'aiuto e mi spinge ad andarmene, a correre anche per lui!!! E così al passaggio alla mezza lo saluto, e riprendo ad andare; Stefano in lontananza appare e scompare, ed intanto i km scorrono sotto i piedi....e arriva Mestre, e la sua folla, e le sue curve, e i sottopassi, e piazza Ferretto e poi, da 27km, dal nulla, il primo stop: crampi!!! Riparto piano ma so che ho un buon margine da gestire perché tengo ancora alle mie spalle a buona distanza le lepri delle 3h 50'. Proseguo verso il San Giuliano e quei tre km mi vedono passeggiare altre tre volte perché la crisi sopraggiunge. Mi arrampico sul ponte travolto dalla folla che avanzava al seguito delle lepri e dopo un vigoroso saluto a Paolo Gaiotto venivo sverniciato da Cristian in uno stato di forma invidiabile che volava verso il suo meritato primato. Io agonizzavo ma lo sapevo. Era in preventivo e mi auguravo solo di ritrovare le forze quanto prima; In mio aiuto sopraggiungeva Flavio che in qualità di veterano la stava vivendo con tranquillità e parsimonia invitandomi a star sereno e a riacquistare brio con calma, un passo alla volta. E così all'inseguimento dei miei compagni d'avventura Flavio e Stefano salgo sul Ponte....Mamma mia quel ponte: sembrava non arrivare più, e una volta arrivato, sembrava infinito.
Su quel ponte vedi cedere chi ti precede e senti il fiatone di chi t'insegue; i crampi arrivano e fanno male! Mi fermo e riprendo, e non sono il solo visto che Flavio e Stefano si avvicendano al mio fianco dandomi forza e motivazione. Il 35 km è il più duro ma li, scorgi la curva del ponte e sai che poco dopo c'è Venezia e una volta li, i Km mancanti li conti sul palmo di una mano; Reagisci e riprendi il passo....lentamente trovi il tuo passo, che non è il tuo miglior passo ma è comunque un buon passo! Ti senti costante, senti che vai, rallenti appena e poi riprendi subito perchè guardando il cronometro, sembra che ancora ce la puoi fare...Ad un certo punto però da dietro sopraggiunge un onda di gente con i palloncini delle 4h e dico: "NO CAZZO!!!" al 37km no....è troppo presto!!! Disperato mi accodo richiamando energie da dove non so e macino strada e curve, salite e discese, ma dopo un paio di km non ne ho proprio più e con gli occhi lucidi li vedo sparire all'orizzonte quando arrivo all'ultimo ristoro. Svaniva così la mia sfida: quei palloncini si portavano via verso San Marco e oltre il mio sogno di chiudere sotto le quattro ore. Colto dallo sconforto raccolgo un pò di sali perchè i crampi erano ormai insopportabili e con una bottiglietta d'acqua in mano affronto i ponti con andatura da turista. Dopo la passarella giro verso piaza San Marco e li dal nulla, le grida degli spettatori sciolgono le gambe...aumento il ritmo per la mia gioia e perchè loro tutti meritano lo spettacolo che tu stai dando e quando svolto per tornar verso la laguna Scorgo Stefano, Stefano Cotali, Flavio, tutti a pochi metri da me e rallento con l'intento di aspettarli, per arrivare assieme. Però le gambe ormai dolenti mi avvisano che un altro stop lo avrei pagato e allora, con l'ultimo gento di stizza, butto l'acqua e riprendo a correre. L'ultimo km è un trionfo di folla e di ponti, un bagno di applausi e di grida di festa. Se mollo Stefano mi richiama, se esagero mi rimprovero e lo aspetto e così, assieme dall'inizio, siam giunti assieme fino alla fine dove l'ho invitato a fare un'ultima galoppata trionfale verso l'arrivo che tagliavamo entrambi poco dopo le 4 ore....Obirttivo sfumato per 4'e 7"....ma alzo la testa e posso gridare: "PERSONAL BEST!!!"