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martedì 30 giugno 2015

Giro del Garda di corsa, a tappe

Anche quest'anno il nostro "Forrest Gump" Ermete ha fatto il giro del lago di Garda di corsa, a tappe, in 7 giorni, in parallelo al giro in kayak. Poche parole, ma significative!!

Fatti i 170 km del Giro del Garda rimane un senso di vuoto. E' emotivamente provante, sia per la soddisfazione finale e sia per i rapporti di stretta e sincera amicizia che si crea con i componenti della spedizione. Le cose che potrei raccontare sono molte, ma forse è giusto che le fatiche, risate, doloretti, colori, profumi e abbracci rimangano nell'intimo. Io spero solo che l'anno prossimo, l'ultima settimana di luglio, qualche altro Oll Scars voglia vivere questa straordinaria emozione assieme a me. La preparazione fisica richiesta è quella per una maratona, per quel che riguarda i rapporti con le straordinarie persone che vi partecipano invece non ci si deve preparare, non c'è antidoto alle emozioni, vanno vissute.

lunedì 30 marzo 2015

Sempre on the road!!

Cambio dell’ora in questo fine settimana, ora le giornate sono più lunghe…e nonostante i nostri runners non si siano mai fermati, sarà ora più agevole e più piacevole correre anche la sera.

Cominciamo i racconti del week end con una chicca: il nostro Angelo Cusin, giovedì scorso (26 marzo) ha partecipato ad un’uscita di gruppo organizzata da Corri per Padova e ci manda come souvenir una foto con il grande Ruggero Pertile!

20150326_200255

Sabato, poi, verso le 12.30 ricevo una telefonata dal nostro “Forrest Gump” Ermete Pastorio. Sento dall’altra parte una persona estasiata, che esordisce con la seguente frase: “Ciò…de soito te mando na mail, ma stavolta bisogna proprio che te ciamo! Che robe!!”. Ermete ha partecipato al BVG Trail, da Salò a Limone ed è rimasto estremamente soddisfatto dell’esperienza. Vediamo cosa ci racconta.

BVG Trail da Salò a Limone del Garda. Corsa spettacolare. Mi sono iscritto solo perché la facevano di sabato, alla domenica dovevo lavorare e, per me, era anche l’occasione per vedere gli amici di Salò che organizzano il giro del Garda a cui io parteciperò. Via quindi, iscrizione all’ultimo minuto alla distanza più breve: 27 km D+950. La mattina di sabato un sole meraviglioso ha illuminato il lago e i monti attorno a salò. Scomparse nuvole e pioggia, rimaneva sono una leggera brezza. Ho assistito alla partenza della 76 km e poi è toccato a noi. Io non conoscevo la corsa e nemmeno le eventuale difficoltà e, in effetti, ho commesso il primo errore. Mi ero preparato gli integratori in una bottiglia con l’idea di assumerli lungo il percorso ed invece, tutta la fatica si è giocata sulla prima, interminabile e verticale salita. Sulla salita mi hanno sorpassato tutti. Poi basta, dopo aver raggiunto la cima del monte che sovrasta Salò, è iniziato il divertimento. Continuo saliscendi per sentieri e stradine, quasi sempre con lo spettacolo del lago alla nostra destra. Il sentiero attraversava uliveti e ville, borgate con antiche case di sasso, cipressi e chiesette di collina. Il lago irradiava un calore estivo e la natura rispondeva col canto in amore dei fringuelli. Abbiamo attraversato il parco archeologico delle cartiere che furono realizzate ai tempi della repubblica Veneta (sulla porta Nord di Salò c’è il Leon). Mi sono dovuto fermare varie volte a fare le foto al paesaggio. Ho conquistato alcune posizioni ma visto che comunque ero abbastanza indietro, ho trovato il tempo per raccogliere qualche rifiuto abbandonato dai corridori davanti a me e ho scoperto che si prova uno strano piacere nel collaborare a tenere pulito il pianeta. Ho finito la mia corsa in 3 ore e 15 (credo) quindi molto bene per me. Ristori come da trail con sola acqua e poco altro, organizzazione impeccabile. L'ultimo ristoro della corsa era piazzato su una collina con il lago sotto di noi. All'arrivo il ristoro finale era ben fornito. Docce calde e bus navetta per il ritorno a Salò. Una giornata indimenticabile e da segnare sul calendario per l’anno prossimo.

Domenica invece il calendario sociale prevedeva il Trail del Patriarca, da Villa di Villa, Cordignano. Ce lo racconta Marco Trevisiol.

Ciao a tutti: oggi ho corso il Trail del Patriarca, nel percorso di 10km d+500 a Villa di Cordignano. È stato il mio primo trail, veramente una bella esperienza, ora so che posso allungare la distanza e dislivello. Un bel percorso e buona partecipazione, 600 persone per i 20 e altri 600 per i 10, alla fine ho chiuso in 1h05'36'', sono abbastanza soddisfatto nonostante il traffico iniziale che mi ha fatto camminare in diversi punti dove potevo correre. Per essere la prima volta non sono quei 2 minuti persi a far la differenza, bensì l'esperienza maturata in questo genere di corse. I primi 2 km su asfalto in leggera discesa poi si sale in sterrato e sentieri in mezzo al bosco fino ai 6.5km con buona pendenza e praticamente sempre senza mollare, infine una lunga discesa fino al decimo chilometro sotto il traguardo.

Ma al di là della competizione sociale, domenica si è corso anche su altri fronti.
Bravissimi i nostri “gemelli volanti” Cristiano e Lorenzo, che strappano il tempo di 2h22’28” alla 30 km della Belluno-Feltre!!

Cristiano e Lorenzo Ostanello

E poi ci sono i maratoneti: Antonio Toscano e Cristian Fuser hanno partecipato alla Unesco Cities Marathon! Per entrambi tempi non memorabili, ma la soddisfazione di un’altra medaglia portata a casa! Il racconto, visto da fuori, di Fabrizio Rosso.

Stavolta parto da tre fotografie per raccontare l'essenza della trasferta in quel di Aquileia per festeggiare l'arrivo dei nostri due maratoneti, Antonio e Cristian.
Volti sorridenti e felici di aver tagliato un altro traguardo, a dispetto di una condizione fisica deficitaria, sebbene le aspettative fossero ben altre.
Sta in quelle espressioni compiaciute, appagate e serene, lo spirito del maratoneta amatore: non ho dubbi al riguardo.
Percorsi 42195 metri, ci si sfotte, si ride, ci si abbraccia.
E pensare che c'è chi dice che la corsa è un esercizio individuale!
Ragazzi miei, gli Oll Scars sono quella roba lì: oramai un centinaio di gambe che corrono spinte dallo stesso spirito.
A scanso di riflessioni sui massimi sistemi della corsa, che lascio volentieri a chi è più capace, rimando alle foto e ai video per descrivere la gara di ieri.
Ringrazio tantissimo Marco per la trasferta organizzata col colpo di teatro della partecipazione di Cristian: proprio non me lo sarei mai potuto aspettare!!!
E pensare che al km 26, sia Antonio che Cristian stavano sui loro tempi migliori!
Impagabile la soddisfazione nell'individuarli all'orizzonte quando oramai pensi che si siano ritirati, in prossimità del cartello dell'ultimo km, e nel condividere con loro, io e Marco, qualche centinaio di metri, fin quasi al traguardo.
Parafrasando Bragagna: "Bravi, bravi, bravi!".

Antonio e la medaglia :-) 
Cristian e la stanchezza :-) Sorrisi finali

lunedì 16 marzo 2015

Soligo, Brescia e Ferrara

Domenica all’insegna di monti e maratone!
Il calendario sociale prevedeva la “Corsa in memoria di Maria Rosa” a Soligo, su distanze variabili tra 6, 12 e 21 km.
Prevedibile un percorso impegnativo, ma vediamo cosa ci dicono i nostri atleti!

La prima cosa da dire per descrivere la corsa di oggi, è fare i complimenti a chi ha fatto i 20km:
Bravissimi !!! :) :) :) Vorrei proporre un bonus di punti nella classifica.
Io, avendo un po' di mal di schiena, per fortuna ho scelto i 12km.
Durissimi.   I 12 km più duri che abbia mai fatto nella mia pur breve carriera di runner.Mai un tratto in piano;   o si saliva... , molto spesso camminando,  oppure si scendeva a perdifiato sul sentiero di montagna  che male alle punte dei piedi).
Il paesaggio molto bello tanto che ,mentre camminavo in salita, ho avuto anche modo di fare qualche foto.
Dislivello totale sui 12km circa 600 metri, tempo 1h 11m .
Molta gente presente e buon ristoro finale...
La sera mal di gambe e schiena ... e dire che ero partito per fare una gara poco impegnativa :)
Attilio Moregola


Attilio ha già detto tutto quello che c era da dire. ... per uno come me alla seconda corsa dopo due mesi di stop per una fastidiosa fascite plantare .... direi che una corsa peggiore non poteva esserci. E  pensare che mi ero lamentato domenica scorsa a Susegana... una passeggiata al confronto. Comunque concludo i 12 in 1h17’ camminando per lunghi tratti del percorso... Per fortuna il piede è ok ma quanta paura !!!!
Francesco Muletto


La domenica è cominciata come sempre, sveglia presto ed incontro con Lorenzo che da buon autista, oltre che runner, puntuale passa a prendere me Francesco e Alberto.
Destinazione Soligo per quello che pensavo essere la solita bella corsa domenicale. Inconsapevole di ciò che mi aspettava, opto per il percorso più lungo dei venti km.
Alla partenza ci affianca Attilio con Lino, Alessandro e rispettive consorti, quattro chiacchiere e via! Tengo con Lorenzo ed Alessandro un buon ritmo iniziale; forte dei consigli del buon Fabrizio di domenica scorsa, vado regolare in salita e controllo in discesa, anche il paesaggio ci mette del suo con incantevoli panorami e l'eremo di San Gallo che ci sovrasta (e ci aspetta!!).
Passati 2km di idillio paesaggistico metto a fuoco la dura realtà, così i buoni propositi vanno via via a farsi benedire e come non ho mai fatto comincio per qualche tratto a camminare, cercando così di elemosinare le poche risorse rimaste per poter arrivare vivo al traguardo.
Concludo con un rantolo questa mia corsa pagando la poca esperienza per questo tipo di percorsi; 1h49 è il tempo finale, comunque positivo.
Cristiano Ostanello


Immancabile poi l’ennesima maratona del nostro “Forrest Gump” Ermete, che questa domenica ha scelto Brescia.

BAM, ossia Brescia Art Marathon. Non avevo raccolto molte info su questa gara, ma mi avevano detto che è piatta e senza grossi dislivelli. In effetti ho avuto l’idea di correre in pianura ma di fatto, non è proprio così. Una salitina già al 10° km, e poi 2 o 3 sottopassi, altri piccoli saliscendi e un bel cavalcavia al 33°. I ristori posizionati a distanze quasi regolari e, finalmente, con le fette di limone, oltre a biscotti e banana. Io sono partito pesante tra un marasma di corridori che facevano varie distanze. Ho cercato di tenere il passo e ho macinato chilometri. Al 35° mi hanno raggiunto gli spingitori (palloncini) delle 3h45’. Abbiamo giocato un po’ a superarci e dal 40° ho rallentato lasciandoli andare. Sempre vento, o di fronte o di lato. Un vento che ti asciuga e in effetti ho bevuto molto. I 58 chilometri di domenica scorsa gridavano vendetta ma le gambe si sono comportate bene: piccoli doloretti e niente crampi. Ho passato il gonfiabile a 3h49’. Organizzazione perfetta per sacche e ristori (finale con polenta e formaggio), non so le docce, non ci sono andato. I biglietti della metro per tornare indietro non bastavano per tutti e quindi sono salito da portoghese. Parcheggio partenza ben servito e organizzato, attaccato alla stazione della metro. Bella giornata nel complesso. Alla prossima.
Ermete Pastorio


Il 41° km di Brescia

Si attendono inoltre news da Tommaso Turchetto, ieri alla maratona Ferrara.

lunedì 9 marzo 2015

Il “nonno maratoneta”, alias Forrest Gump!!

Noi lo sapevamo! Era da un po’ che ve lo raccontavamo ed eravamo certi di avere “in casa” un fenomeno. Per 2 anni consecutivi ha vinto il premio “Forrest Gump” degli Oll Scars, premio assegnato a colui che macina il maggior numero di km, colui “che è sempre in strada”. Ci stiamo ancora chiedendo come fa…e cominciano a chiederselo in molti! Oggi il nostro Ermete è diventato un fenomeno mediatico, leggere per credere (clicca sull’immagine per passare all’articolo)!!

nonno_maratoneta

Intervista rilasciata appena prima della partecipazione alla Strasimeno, gara affrontata ieri, 8 marzo, e della quale ci ha già mandato le sue considerazioni.

Ciao, eccomi qua, sopravvissuto :-)
Scherzi a parte, col senno del poi, penso di essermela giocata bene. Ho calibrato le forze passando la porta della maratona a 4h16’, poi mi sono messo in modalità risparmio energetico, ma non mi sono mai fermato. Sono riuscito a correre fino alla fine, facendo di corsa perfino l'ultimo chilometro...in salita. 5h50’ dunque. Mi ero imposto di passare la maratona entro le 4h30’ e di finire entro le 6 ore, quindi benissimo. Gara molto bella. Peccato che sia inverno e le montagne hanno i colori smorti di questa stagione. Il lago, grande, grigio e agitato, era contornato dal corollario dei paesi e delle montagne che lo chiudono in un anello di colori cupi mentre il sole cercava inutilmente di sbucare dalle nuvole. Organizzazione perfetta, molti ristori, anche a tre km l'uno dall'altro e io mi sono fermato a tutti, magari solo per un bicchiere d'acqua. Molto diverso dalla maratona dove si possono saltare i ristori, nell'ultramaratona non si scherza. 1600 partiti sulle varie distanze: 10, 21, 34, 42 e 58. Tutti sulla stessa strada e stessi traguardi. Alcune strade trafficate (anche molto) altre con poco traffico e alcuni tratti di sterrato o strade con ghiaia. Abbiamo avuto il vento contro dall'inizio alla fine. Freddo, ma per fortuna avevo con me la giacca anti vento. Castiglion del Lago è un bel paesotto medievale con tanto di castello, si trovano negozi con prodotti gastronomici locali molto buoni e a prezzi accettabili. Purtroppo la strada per arrivarci è lunga, tanto.

Ermete a Castiglione del Lago

venerdì 27 febbraio 2015

Riposo? Macché!!

Sembrava una domenica di riposo: nessuna competizione ufficiale nel calendario sociale, un’uscita in compagnia rimandata per maltempo…ma i nostri atleti non si sono fermati!!!

Prima Ermete ci racconta la sua avventura alla Maratona delle Terre Verdiane:

Che caspita: 3h45’ e rotti di real time, doppiamente incredibile. La pioggia, leggera, persistente, fastidiosa e fredda, ci ha accompagnati dall'inizio alla fine. Come se non bastasse, dal km 28 ci si è messo anche il vento. Nei fossi c'era ancora la neve della settimana prima. Io non riuscivo a scaldarmi e  avevo accettato l'idea di camminare gli ultimi 15 km. Demoralizzato, viste le condizioni, mi sarebbe bastato arrivare alla fine, anche in 5 ore se fosse stato necessario. Invece, al km 28, un angelo corridore, davanti a me, si è tolto e ha buttato via il sacco di plastica (forse faceva la 30 km). L'ho raccolto e me lo sono messo. Da li in poi avevo il torso al caldo, mani e gambe erano ancora gelate ma potevo continuare a correre. Al km 32 mi hanno raggiunto i palloncini delle 3h45’, mi sono fatto tirare fino al km 40 e, dopo il the caldo al ristoro, ho fatto la mia corsa finale, leggera e tranquilla chiudendo a 3h47’ con l'incredibile real time 3h45’ e rotti. Una prova di forza di volontà e di carattere incredibili. Maratona bella con passaggio all'interno di un gran palazzo, quasi tutta diritta, piccola salita nella fase iniziale e 2 o 3 cavalcavia, quasi sempre strade di campagna, buoni i ristori ma a distanze strane, ristoro finale con pastasciutta e paninazzo. Abbondante pacco gara con maglietta tecnica e cibarie varie. Bus navetta per il ritorno e per le docce. Un pelino disorganizzata la partenza, ma forse, era colpa della pioggia.

41esimo delle Terre Verdiane


Poi Alessandro e Federica, i nostri “trailers” (e non parliamo di cinema :-) ) ci parlano della TREMENDI RUN:

Domenica è stato per noi il primo appuntamento con i trail di quest'anno. Svegliati presto per arrivare fino a Purgessimo di Cividale del Friuli, siamo stati accompagnati nel viaggio in macchina e poi in quello di corsa da pioggia, pioggia e tanto ma tanto vento. Come puoi vedere dalle foto, la partenza ci ha visto tutti intabarrati per proteggerci dal freddo mentre poi un po' un miglioramento del meteo, un po' la compagnia, tanto i ristori ben riforniti ci hanno fatto affrontare con il sorriso gli oltre 25km con D+1250m. Ben organizzata, bella gente, bel pacco gara e pasta-party finale...alla fine il crono è importante relativamente, è stato bellissimo condividere la corsa con Federica e con un altro amico!

Alessandro e Federica

Alessandro e Federica
 
Bravissimi i nostri atleti!!!

E ora fari puntati sulla Treviso Marathon, che anche per quest’anno, ha un folto gruppo di “fossaltini”.

Timing Data Service - Treviso Marathon 1

lunedì 12 gennaio 2015

Si riparte!

Inizia ufficialmente la nuova stagione Oll Scars! Prima tappa, la corsa di Vazzola!
Si ricomincia con le competizioni, vecchi e nuovi Oll Scars si daranno battaglia a suon di chilometri percorsi per aggiudicarsi gli agognati titoli sociali, che nel 2014 sono stati vinti da:

  • - premio “FORREST GUMP 2014”, assegnato all’atleta che ha percorso più km, vinto dal nostro Ermete Pastorio! I km percorsi? Credo si sia perso anche lui sommando le 10 maratone, i vari trail e le domenicali…

Ermete Pastorio, "FORREST GUMP 2014" 

  • - premio “BEST WOMAN 2014”, assegnato alla prima ragazza della classifica sociale, vinto da Federica Bazzo!

Federica Bazzo, "BEST WOMAN 2014"

  • - premio “BEST IN MARATHON 2014”, assegnato a colui che ha ottenuto il miglior tempo annuale in maratona, vinto da Fabrizio Rosso! Tempo di 2h56’25” ottenuto alla maratona di Torino.

Fabrizio Rosso, "BEST IN MARATHON 2014" 

  • - premio “BEST IN HALF MARATHON 2014”, assegnato a colui che ha ottenuto il miglior tempo annuale in mezza maratona, vinto da Antonio Toscano! Tempo di 1h29’13” ottenuto nella Maratonina di San Martino. Per dovere di cronaca, il miglior tempo l’ha ottenuto Fabrizio Rosso con 1h22’18” nella mezza di Pordenone, ma già insignito del premio come miglior maratoneta, abbiamo provveduto a premiare il secondo.

Antonio Toscano, "BEST IN HALF MARATHON 2014"

  • - ed infine, il premio più ambito da tutti gli Oll Scars, il “CAMPIONE SOCIALE 2014” è risultato essere Giancarlo Brollo!! Con ben 223 punti, Giancarlo ha sopravanzato Francesco Brussolo, secondo con 203 punti e Antonio Toscano, terzo con 201.

Giancarlo Brollo, "CAMPIONE SOCIALE 2014"

giovedì 8 gennaio 2015

Al via la nuova stagione!!

Forza Oll Scars!!! Dopo le feste natalizie è ora di rimettere le scarpette ai piedi e cominciare la nuova stagione!!
Domenica 11 gennaio a Vazzola c'è la prima tappa del calendario sociale, l'inaugurazione delle corse del 2015 e dell'attività sportiva degli "arancioni".

Forza dunque, tutti in strada!!!

Ma prima, per chiudere il 2014, Ermete ci racconta la sua decima a Pisa.

giovedì 20 novembre 2014

Turin Marathon e Forrest continua a correre...

Domenica scorsa alla Maratona di Torino, si è registrato il primo tempo sotto le 3 ore per un atleta Oll Scars. Non poteva che essere il "Freccia Rosso"!! Complimenti Fabrizio!!
Ci racconta la sua gara al link seguente:


Buona lettura!!

Complimenti anche al nostro Ermete, che prosegue nel suo intento di correre 10 maratone in questo 2014. Domenica era la sua ottava maratona, in quel di Palermo! Forza Forrest Gump, manca poco alla meta!!

giovedì 2 ottobre 2014

Gli Eroi non sono a Quarto!

Domenica interessante per i podisti fossaltini, che possono scegliere una piana a Quarto d’Altino o una collinare a Povegliano. Decisamente la scelta è stata per Quarto d’Altino, dove il “fiume arancio” si è ritrovato numeroso! Interessanti le notizie che ci giungono!!

Finalmente dopo tanto tempo si ritorna a correre!!!!!!!!!!
Domenica mattina sveglia ore sette,c'è già un bel sole, colazione, preparo la borsa e via... ritrovo con Aldo e Moreno che ci fa da autista ci dirigiamo verso Quarto d'Altino, appena salgo in macchina le prime parole sono"come ai bei tempi" si respira aria di corsa, di corse....reduce da un problema fisico che mi ha tenuto lontano per diversi mesi dalle corse sociali, stamane ho rincontrato compagni che non vedevo da un po'; eravamo un bel gruppo e i nostri colori sociali, un bel arancio nero, spiccava tra gli oltre 700/800 partecipanti,solo io Aldo e Moreno decidiamo di fare i nove km, tutti gli altri si buttano sulla 19.
Via! si parte e dopo un giro di piazza il serpentone di atleti si allunga lungo il percorso, cerco di prendere un buon ritmo e dopo il primo ristoro aumento un po', arrivo al bivio dei 9 km riconosco la strada e cerco di allungare, manca poco all'arrivo ma sembra non arrivi mai....... finalmente si sbuca dal sotto passo e ci si immette nel rettilineo finale, ultimo allungo e ci siamo..è finita!  Per la cronaca ho fatto i 9 km in 48 minuti,tempo rilevato da Aldo che mi ha preceduto all'arrivo, ma sinceramente non ho mai guardato il tempo l'importante oggi era arrivare e assaporare il clima "agonistico" dopo tanto tempo......buone corse a tutti!!!
Paolo Gaiotto


Ebbene sì, il nostro campione sociale 2013 ritorna a calcare l’asfalto, anche se ora è tardi per tentare di difendere il titolo acquisito lo scorso anno. Ma poco importa, noi lo volevamo di nuovo presente!!


Prima di tutto un bentornato alle corse a Paolo,  mi sembra doveroso ...
Ero anche io a Quarto d'Altino domenica assieme a molti altri.
Dopo la partenza , come mi capita nelle ultime gare, ho provato a tenere per un po' il ritmo dei 3 moschettieri (Antonio, Giancarlo e Francesco Brussolo); sono stato a debita distanza, circa 100m, fino al 9° Km circa, poi loro hanno preso il largo.
Il percorso è stato bello soprattutto la parte lungo il canale , piena di curve che hanno un po' movimentato la corsa e l'ultima parte dentro il boschetto che costeggiava il  Sile.
E' stato simpatico sbucare al museo di Altino e vedere i turisti stranieri, in gita al sito archeologico, che guardavano anche i moderni runners nipotini di Filippide.
Durante la corsa ho tenuto sempre un buon ritmo e  alla fine mi sono accorto di aver fatto il mio personale sui 19km con 1h28'.
Dopo le ultime 2/3 settimane con corse nella campagna trevigiana/veneziana, domenica prossima si passa alla foresta del Cansiglio. La Forest Run con i suoi 24 km di sentieri di montagna penso e spero sarà una corsa molto bella.
Attilio Moregola



Ola' a tutti,
Paolo ora giù di pancia!!
Domenica perfetta...percorso veloce...bella gente...
Noi 19enni siamo partiti tutti assieme, ma dopo i primi km, il terzetto che ambisce alla classifica aumenta il ritmo e...spariti!!
Rimango in scia di Attilio...ma anche lui tiene un buon passo...e allunga..
Trovo il Fabio...gli do' la scossa a non mollare...e tiro dritto‎!
Alla fine 1h31'...soddisfatto del procedere...
Andrea Bonato



Splende il sole domenica a Quarto d'Altino, la temperatura è quella giusta per correre e la compagnia di canotte arancioni si ritrova nel piazzale davanti alla chiesa. Ore 9, si parte...insieme a Francesco ed Antonio formiamo un trio e per 15 km ci gustiamo lo splendido percorso in compagnia. Al 16 Km Francesco allunga ed io mi stacco di un centinaio di metri, ma sono contento della mia corsa e proseguo senza mollare...dopo un po’ vedo Antonio allungare su Francesco dirigendosi verso il traguardo...Complimenti ad entrambi!
Per la cronaca real time 1h24'30".
Giancarlo Brollo


Ma come suggerisce il titolo, non sono a Quarto d’Altino gli eroi, bensì al Trail degli Eroi!! 46,5 km con 2900m di dislivello positivo!!! E chi poteva partecipare, se non il nostro “veterano” Lino Giurin ed il nostro “Forrest Gump” Ermete Pastorio? Alla grande!!! Complimenti ad entrambi!!!

Una domenica da ricordare. Il Trail degli Eroi mi intimoriva, forse perché era la prima volta che andavo oltre i 42 o forse perché il Grappa è bello massiccio, fatto sta che, da neofita, mi sono presentato alla linea di partenza con un po’ d'ansia. Presente anche Lino, ma ci siamo visti solo alla partenza, nemmeno il tempo di scambiare qualche parola e siamo partiti. Nel buio il serpentone di luci si è avviato su per il versante della montagna, buia e fredda, lungo un sentiero impervio e tortuoso. Lino subito davanti e ci siamo persi. Poi sempre su. Senza sosta e senza chiacchierare. Si sentivano solo i rumori del bosco. Lentamente il bosco ha lasciato il posto al prato ed ho rivisto Lino davanti, l'ho raggiunto e assieme abbiamo percorso il tratto finale fino a Cima Grappa (2 ore e 45). In cima mi sono fermato a fare merenda e a rifiatare mentre Lino si allontanava. Ristoro (solo acqua) e poi giù in leggera discesa, su mulattiera militare. Abbiamo poi iniziato a salire e scendere sui prati alternando sentiero e zone erbose. Ho ritrovato e raggiunto Lino che però continuava a starmi davanti. Ancora discese e salite, ancora il bosco, mentre lino si allontanava inesorabilmente staccandomi di almeno 400/500 mt. La giornata magnifica e calda ci cullava. Incontravamo qualche raro turista ogni tanto. Una ragazza aveva male a un ginocchio e mi sono fermato qualche minuto per prestargli una pomata che avevo nello zaino.  Io ero senza Gps e non avevo idea del tempo. Mentre il nostro percorso serpeggiava sulle colline ho rivisto Lino davanti e, lentamente, l'ho raggiunto: mentre correva stava conversando con una signora. L'ho sorpassato per non reggere il "moccolo". Poi avanti sempre più stanco, ancora salita e poi lungo un sentiero in discesa nel bosco. A pochi chilometri dall'arrivo la musica è cambiata: il sentiero si è trasformato in un percorso a ostacoli tra sassi e radici. Sassi grossi come mele. Il sentiero stretto era occupato dai partecipanti della 30 km. Un calvario. Mi sono buttato nella discesa da incosciente, prendendo qualche bella botta sui sassi e Lino mi ha raggiunto a soli 2 km dall'arrivo. Poche parole tra noi, solo la stanchezza e il tentativo di rimanere concentrati sul percorso a ostacoli. Ci siamo presentati davanti al gonfiabile assieme e assieme abbiamo tagliato il traguardo: 7 ore e 40. Grandissima e piacevole sorpresa vedere Fabio Rainato all'arrivo che ci ha accolti con una birra. Bella e indimenticabile domenica. Docce fredde ma ristoratrici. Doppia pastasciutta e birra. Anche questa è fatta.
Ermete Pastorio

mercoledì 10 settembre 2014

Week end ricco con Ca’ Mora Run e Marcia di San Pio X


Week end ricco di gare per i nostri colori!! Sabato la Ca’ Mora Run a Zenson di Piave e domenica la Marcia di San Pio X a San Donà di Piave.
Il “flusso arancio” si è dato da fare…vediamo cosa ci raccontano.


Io sabato ho partecipato alla Ca'Mora Run di Zenson. Eravamo un bel gruppetto ed abbiamo "conquistato" un pacco per il sesto gruppo più numeroso.
Consistente anche il pacco gara con diversi prodotti Crich.
Il percorso di gara era carino fra campi di mais e viti e lungo l'argine fino a Sant'Andrea, molto sterrato morbido (questo mi ha aiutato con il mio problema al tendine di Achille). I ristori sufficienti ad esclusione di quello finale dove c'era solo acqua,un  po' di the tiepido e dei biscotti (chi ha fatto le gare più corte  ci ha parlato di ristoro finale ben fornito, forse all'arrivo dei runners del percorso più lungo le scorte scarseggiavano, n.d.r.), evidentemente il buono spendibile allo stand gastronomico avrebbe dovuto essere la continuazione del ristoro.
Nel complesso comunque mi sono divertito.
Per la cronaca ho corsi i 16km (dovevamo essere 18, ma il percorso è stato accorciato a causa di problemi non meglio identificati) in 1.19.17.
Attilio Moregola


Anche io ho partecipato alla Ca’ Mora di Zenson, concordo con Attilio che è stata una bella corsa e mi sono divertito…Agli annali va messo che oltre al sesto posto nei gruppi, Antonella ha conquistato il 4° posto nella distanza più lunga ad un soffio dal podio!! GRANDE!!!!!!!
Stefano Salmasi & Antonella Finotto


Sabato pomeriggio presente a Zenson dove ho corso i 10 km in 49.10 . Anche per me un bel percorso, tra vigneti, lungo Piave e asfalto.
Flavio Passarella


1h25’38”.  Abbiamo anche preso un bel premio come polisportiva al sesto posto. Non mi è piaciuto vedere un tipo di un'altra associazione saltare addosso alla gente per iscriverla sul gruppo suo. I miei amici ci stavano cadendo.
Ermete Pastorio


Oggi ho corso a San Donà x la prima volta.Bello il percorso, discreti i ristori, però scarsa l'affluenza. Anche i valori in campo non erano molto alti, esclusi i primissimi arrivati, chissà perché è un po’ snobbata questa corsa? Sarà mica per i 5 euro di iscrizione?
Cronaca, arrivo ovvio dopo il mitico Rosso con un modesto 43’50”.
Giancarlo Brollo


Chiudiamo con il nostro Freccia Rosso, che si è fatto valere andando a premio.

Il binomio Easyata - Marcia San Pio X si propone come imprescindibile per il sottoscritto, in vista  delle avventure podistiche autunnali. Un po’ come Parigi - Roubaix e Giro delle Fiandre per i ciclisti, cacciatori di classiche.
La mattinata soleggiata favorisce l'afflusso di quasi quattrocento partecipanti. La macchia arancione si fa notare.
La corsa parte dal piazzale antistante la Chiesa di San Pio X, a trecento metri da casa mia: quale migliore opportunità per vincere la bradipesca propensione alla levata anticipata domenicale?!
Il percorso della marcia mi piace molto: curve e rilanci continui col passaggio attraverso il noceto che trovo molto particolare. Alle nove si parte.Mi sono imposto di non esagerare all'inizio e così faccio, o almeno credo di fare, perché dopo cinquecento metri mi volto e vedo gli altri già troppo indietro. Come volevasi dimostrare. Rallento all'uopo e mi stabilizzo su un ritmo più consono alle mie possibilità.  A metà gara mi ritrovo quinto,  braccato da un altro podista. Procediamo assieme fino al rettilineo finale, dove con un astuto sprint lo precedo. Astuto perché ho capito che il mio "collega" non aveva realizzato che fossimo così prossimi all'arrivo.
Soddisfatto, chiudo i 10.21 km in 37'51".
Alla fine ricchi premi e cotillon per tutti. San Pio è sempre molto generoso!
Fabrizio Rosso


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Fabrizio con il nuovo "Freccia" Tobia :-)

Ma il week end di corse non si ferma qui!!
Ci giungono notizie da Stefano Cotali, che ha partecipato alla corsa di Marcon, anch'essa presente nel calendario sociale.
Inoltre il nostro Lino Giurin ha partecipato alla cronoscalata del Col Visentin, mentre Andrea Bonato, Antonio Toscano, Alessandro Bettiol e Federica Bazzo sono stati impegnati alla Transpelmo!! Complimenti a tutti!!!

martedì 15 luglio 2014

Ermete ed il giro del lago di Garda

Il nostro Ermete ha da poco compiuto il giro del Lago di Garda di corsa, intervallato con un paio di frazioni in kayak. L'emozionante esperienza nel suo racconto:

Giro del lago di Garda, di Ermete Pastorio

lunedì 28 aprile 2014

Maratona di Padova, (update) trail Due Rocche e (update) Marcia del Torchiato

Domenica di maratona in quel di Padova. “Oll Scars” presenti con Ermete Pastorio, Fabio Rainato e Francesco Zamuner.
Siamo in attesa di info da parte di Francesco (il tempo ufficiale è di poco sopra le 3h40’) e di Fabio, purtroppo non giunto al traguardo, ma che come al solito, ci mostra i preparativi per la gara :-)

Kit del piccolo maratoneta Fabio Rainato

Il nostro “Forrest” Ermete invece si racconta così:

Maratona di Padova: ho fatto il mio miglior tempo in assoluto sulle maratone .... 3 ore 36 minuti e una manciata di secondi. Corsa assurda. Siamo partiti in tre della Polisportiva Fossaltina da Campodarsego (PD), io, Francesco Zamuner e Fabio Rainato. Ho subito avuto la sensazione che si andasse piano. Poi mi sono agganciato al gruppo che correva per finire a 3h30’ e li ho tenuti fino alla mezza, facendo il mio miglior tempo su questa distanza. Dopo il traguardo volante dei 21km, il gruppo mi stava staccando e, si è aperto il cielo. E' sceso il diluvio universale. Ho ripreso il gruppo sotto una pioggia assurda, abbiamo corso, urlando e ridendo della situazione folle facendoci coraggio a vicenda sparando cazzate assurde, mentre la gente ci gurdava passare come fossimo dei pazzi. Ho tenuto il gruppo delle 3h30’ fino al 30° km, mi hanno staccato e io li ho inseguiti fino al 35°; nel frattempo ha smesso di piovere. Sul finire della maratona la stanchezza ha avuto il sopravvento, un piccolo crampo e quindi sono ripartito determinato a finire la gara con onore. Ho ritrovato energia e, all'ultimo km, nel centro storico di Padova, ho perfino aumentato la corsa tagliando il traguardo con un meraviglioso 3h37’ che in realtà, considerando il real time, dovrebbe essere sulle 3h36’ (aspetto la verifica). I retroscena: sabato sera ero andato in moto fino a Padova per prendere il pettorale e la moto non è più ripartita, l'ho lasciata a Padova tutta la notte, dopo il traguardo ho trovato qualcuno che mi ha fatto "ponte" con i cavi per farla ripartire, quindi sono tornato a casa, in moto, tutto zuppo fradicio, senza mai fermarmi per paura di rimanere di nuovo a piedi, .... AVEVO LA MEDAGLIA DELLA MARATONA AL COLLO ... non ci si annoia :-)

Medaglia Maratona Padova

AGGIORNAMENTO

Ci arrivano notizie anche da Francesco.

Le previsioni meteo, non erano delle migliori, ma la pioggia ancora non si vedeva.
Prima di partire Ermete Fabio ed io, ci scambiavamo le opinioni su come vestirci, anti-vento maniche lunghe corte maglione prima di partire, fa caldo, no c'è aria, si ma è calda ecc. Alla fine ognuno di noi ha deciso e via. Ermete è partito a razzo e non l'ho più visto, secondo me era preoccupato dello scooter lasciato in quel di Padova il giorno prima con la batteria in panne, e ci teneva a recuperarlo prima possibile. Fabio è partito assieme a me per i primi chilometri.
La prima parte è stata tutto come da programma, l'ho impostata con il ritmo previsto. 5:00 scarsi al Km. Poi è arrivata la pioggia. E qui ancora una volta non avevo esperienza, è stata la mia prima volta. Avevo letto che la pioggia è solo un fatto mentale che bisogna entrare in sintonia con l'acqua senza temerla. Quindi mi sono mantenuto calmo, ho indossato il capellino per limitare la pioggia in faccia e via. Ho tenuto il mio ritmo senza alcuna difficoltà anzi andavo 2-3 secondi al chilometro, più veloce di prima. Dopo alcuni km la pioggia ha smesso, ho iniziato a sentire le gambe molto pesanti.
Sì, la pioggia non disturba più di tanto la corsa, ma prova a correre con le scarpe zuppe d'acqua che pesano un chilo in più l'una!!!
Dal 30° km, le gambe non giravano più ma stingendo i denti ho cercato tener duro, ho chiuso con un ottimo tempo 3:41:13.
E adesso pensiamo alla prossima che mancano solo 4 settimane.

OllScars a Padova
Da sinistra: Ermete, Francesco e Fabio.

ALTRO AGGIORNAMENTO

Il 25 di aprile è andato in scena il trail Due Rocche di Cornuda. Il nostro Lino Giurin, che non manca mai a questa competizione, quest’anno ha deciso di sfidarsi sul percorso di 48 km! E ci fa sapere di essersi divertito!

Ed il primo trail della stagione è andato.
Il 25 aprile arriva nel momento in cui risolvo il mio ultimo malanno muscolare; incerto se partecipare o meno, ricevo dall'osteopata parziale benestare. Si prepara lo zaino, sveglia puntata alle 3:45 e si va.
Ritiro pettorale, ultimi preparativi, saluti di rito alle facce note e d'un tratto lo speaker ci richiama all'ordine per la partenza.
I km oggi sono 48m, ma "solo" 1900 mt di dislivello. Partiamo e decido di viaggiare al risparmio, gli amici con cui condivido questa passione hanno un altro passo, ma io devo finirla. Risolta la mia piccola guerra con il GPS che parte solo dopo mezz'ora di corsa, continuo nel mio incedere, a volte piccolo trotto a volte passo veloce, i km scorrono veloci e verso il 15mo condivido il mio viaggio con una compagna che supera per la prima volta i 30 km.
I panorami che scorrono a fianco sono strepitosi! Attorno al 25mo km mi fermo per togliere un po’ di sassi dalle scarpe e mi attardo leggermente. Arriverò al traguardo 30 minuti dopo . I km continuano a scorrere e si arriva alla chiesetta di San Giorgio, da cui si gode panorama a 180 gradi sulle valli sottostanti; si continua a correre e si raccolgono per strada nuovi compagni di viaggio. Passiamo con discreto anticipo il cancello dei 35 km, adesso ci aspetta il sentiero del Padrenostro, gli ultimi 10 km sono veramente duri, a metà della salita perdiamo una compagna, torno indietro cerco di incoraggiarla e le passo i miei bastoncini, dopo una decina di minuti ripartiamo e terminiamo le nostre fatiche 20  minuti entro il tempo massimo. Arrivo in volata sul tappeto rosso riservato ai corridori del trail e ritiro la mia felpa Finisher.
È stata una giornata fantastica.

Lino alle Due Rocche
Lino.

ULTERIORE AGGIORNAMENTO

Sempre il 25 aprile, i nostri novelli “Oll Scars” Federica Bazzo e Alessandro Bettiol hanno partecipato all’11esima Marcia del Torchiato, in quel di Fregona. Vediamo cosa ci raccontano.

In una bellissima giornata di sole ci siamo recati a Fregona per correre la 11a Marcia del Torchiato. Considerato il dolore al ginocchio che mi perseguita, oggi ho corso i 13km con circa 400m D+ accelerando solo in salita e camminando le discese. Chiuso in 1h35’, ma quello che contava oggi era godere del percorso e dei paesaggi!
Alessandro Bettiol


Sempre più in allenamento, oggi ho fatto i 20 km con 650 D+ in meno di tre ore, il fiato e la gamba andavano a meraviglia, il percorso è stato fantastico così come i ristori, ben forniti e ben posizionati. Proprio una giornata positiva, bel clima, begli scorci e bell'atmosfera tra i vari runners!
Federica Bazzo

domenica 16 febbraio 2014

‘a Maratona

Come già annunciato, il nostro Ermete oggi era a Napoli, per la maratona della città partenopea. Non ha tardato a darci sue notizie.

Dalla legione straniera tutto bene, nel senso che son ancora vivo :) finito la maratona di Napoli coi miei 3,48, va ben dai .. Ultimi 10 km in canottiera, c'è un magnifico sole. Percorso bello, ma con piccole e impreviste salite, il fondo con blocchi nel centro storico e binari del tram. Sul lungomare, bellissimo col Vesuvio di fronte, la gente ogni tanto tagliava a strada. Simpatici i napoletani. Giudici di gara precisi come sempre. Ristori a distanza regolamentare, sempre con acqua e poi anche i sali. L'arrivo dopo una salita e il giro d'onore in piazza Plebiscito. Dura come tutte le maratone, comunque è andata.

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sabato 15 febbraio 2014

Fermento…

C’è fermento in questo sabato di metà febbraio. Gli “Oll Scars” si stanno preparando in massa per la “trasferta” di Lovadina, tappa del 16 febbraio del calendario delle competizioni sociali. Radio Corsa ne vedrà delle belle.

Ma la vera trasferta, in questo week end, la farà il nostro “Forrest Gump” Ermete che, mentre tutti noi siamo ancora in allenamento per partecipare alla prima maratona 2014, parteciperà alla sua seconda maratona dell’anno, premiando anche in questo caso il sud, in quel di Napoli.

BANNER-MARATONA-2014 

Un grosso in bocca al lupo a Ermete!! E ovviamente anche a tutti i “fossaltini” in strada!! Aspettiamo i vostri commenti!!

lunedì 10 febbraio 2014

Santa Maria di Campagna...i commenti!

Santa Maria di Campagna, con i suoi 33 km, si presta come ottimo lungo per chi ha in mente di correre la maratona di Treviso tra 3 settimane, o comunque una maratona nel mese di marzo. Poter partecipare ad un lungo con ristori pronti e con altra gente è sicuramente un vantaggio rispetto al correrlo da solo. Ecco che la nostra "tribù arancione" che sarà impegnata a Treviso, non si è fatta sfuggire l'occasione.
Dopo i commenti preliminari, in cui si millantava un distributore di soppressa lungo il percorso (vero Ermete? :-) ), sono arrivati i commenti sulla gara.

Ciao, oggi a Santa Maria di Campagna ho fatto il lungo...fatto male! Dovrei essermi piazzato al 5 posto su 7 arditi che eravamo chiudendo sulla soglia delle 3 ore: 2h 58'47"...Ho viaggiato assieme a Lino fino al 24esimo km, ma poi lui ha cavalcato fino al traguardo senza cedere mai ed io mi sono spento e trascinato in passeggiate alternate a marcette. Il tracciato è buono, ideale allenamento pre-maratona, ristori ideali ed il tempo pure ha avuto un occhio di riguardo per noi guerrieri.
Chiaramente, quando arrivano i tardoni al ristoro finale non trovano più un ca....eh, Lino aveva già saccheggiato tutti i panini con la porchetta e, visto il tempo che ha fatto Ermete, sono molti ormai a sospettare una sua sosta clandestina dall'amico con la soppressa....ma sicuramente NEGHERA' :-D
Si segnala purtroppo un'esigua presenza del gruppo; ragazzi, ve piase dormir? :-) Ma che fine avete fatto tutti, che giustificazione avete? (a parte Aldo, Cristian e Andrea Bernardi che ormai deve accudire una cucciolata che tra poco raggiunge il numero per una squadra di calcetto) Forza forza, giù dal letto, che alle prossime corse bisogna vedere un fiume arancione che serpeggia nel mucchio!!! Ora chiudo e mi calo in branda che oggi è stata dura...ciaoooo
Fabio Rainato

Santa Maria ... che triboeada. Mi sono dimenticato a casa il GPS e perfino la maglia sociale (...), comunque stavolta non mi sono perso. Ho corso male, male male, ma sono riuscito a finire la 33, anche se, a rimorchio di Flavio Passarella, che poi, siccome ognuno corre con le sue gambe, mi è sfuggito ... verso la fine. Comunque, col senno del poi, sono contento, al bivio, per dare retta a Flavio, ho girato verso i 33. Un po deludente l'organizzazione con lunghi tratti di strada trafficata lasciati allo sbaraglio, mancanza di sali ai ristori (io non li ho visti), linea dell'arrivo inesistente e ristoro finale ... no comment. Non voglio fare il criticone ma 33 km sono una distanza impegnativa e l'organizzazione dovrebbe essere all'altezza, per esempio, non ho visto soccorso medico lungo il percorso. Time: 3:05:21,90 (cronometro cellulare). Bello arrivare alla fine e vedere i compagni di squadra. E domenica: Napoli. Che Dio me la mandi buona.
Ermete Pastorio

Graziati dal meteo stamattina abbiamo corso l'ultimo lungo in vista della maratona di Treviso. Bel percorso scorrevole, piccoli tratti di ghiaia e asfalto, perfettamente contrassegnato. Ho terminato le mie fatiche in 2h47'39" con delle ottime sensazioni in vista della maratona che correrò tra 3 domeniche.
Lino Giurin

In quel di...oggi porto a casa il mio ultimo lungo per Treviso (buon test anche per la 100) e con soddisfazione riporto 33km in 2h55'19''.
Corsa a ritmo regolare in solitaria e con solo un piccolo cedimento al 24' km, recuperato dopo pochi km... il peso si fa ancora sentire!
Concordo con Fabio, molti oll scars assenti. Mi auguro di vedere molte maglie arancio per le strade, meteo permettendo.
Un augurio per Fabio.... e un invito a non cedere. Chissà magari a Treviso ti sorprendi! Alla prossima...
Francesco Brussolo

2h48'41". Bella gara. Del percorso come avevano detto, piccoli tratti di strada bianca ben battuta (non fangosa) e tutto asfalto.
Ho faticato un po' a prendere il ritmo poi ho corso tranquillo; un po' di cedimento verso la fine, ma tutto sommato una buona prova in vista di Treviso.
Francesco Zamuner

Mancano ancora delle info sui nostri Flavio e Antonio, che Radio Corsa ci raccontava aver visto in gara...se non sono ancora impegnati con la soppressa, chiameremo "Chi l'ha visto" :-)
A domenica prossima, destinazione Lovadina!

lunedì 20 gennaio 2014

Cavriè

Seconda uscita stagionale per gli Oll Scars, in calendario la corsa "Drio e rive Meolo e Vallio" di Cavriè.
Forse le previsioni meteo, forse i ricordi della pioggia e fango dello scorso anno, ma non molti dei nostri hanno avuto il coraggio di presentarsi al via.
Radio corsa comunque ci riporta alcune comunicazioni interessanti, smentendo i timorosi del percorso fangoso e confermando le nostre difficoltà a raggiungere i luoghi di gara :-)

Ciao. A Cavriè Giove Pluvio ha chiuso un occhio, ho trovato Lino alla partenza (si, perché mi, come al solito, ho sbaglià, iero andà da n'altra parte). Partiti assieme. Partenza veloce, ma dopo il primo ristoro ho iniziato a rallentare portandomi alla mia velocità e Lino .. si è allontanato. Il tempo ci ha concesso di arrivare alla fine con poche gocce e poi si sono aperti i rubinetti. Mi ha fatto molto piacere vedere Aldo all'arrivo che ci aspettava per le foto. Una proposta: la prossima volta e per le volte a venire, fatemi, col gesso, una riga bianca che parte dalla mia macchina e arriva alla partenza, così non mi perdo più (sì, parchè, par perderse a Cavriè ghe ne vol).

Ermete Pastorio

Oggi 19/01/2014 in programma nel calendario sociale c'era la gara di Cavriè. E al detto "non esistono condizioni meteo sfavorevoli, ma solo runner arrendevoli", io aggiungo anche poco attenti.
Alla partenza siamo presenti io ed Ermete unici rappresentanti della polisportiva sezione podismo, gli altri sentiti nei giorni prima unanimemente avevano detto che a Cavriè c'è troppo fango per correre.
Il comitato organizzatore viste le condizioni meteo aveva cambiato completamente il percorso facendoci correre per tutta la distanza solo sull'asfalto. P
er cui chiudo il mio giro di circa 21 km circa 5 minuti prima di Ermete .
Al traguardo il buon Aldo, armato di macchina fotografica, ha immortalato i due eroici rappresentanti degli Oll Scars ^_^
Lino Giurin

Anche per questa settimana è tutto, ci vediamo domenica prossima in quel di Rustignè.



venerdì 3 gennaio 2014

FIGURINE OLL SCARS - 1a uscita - ERMETE PASTORIO

- nome/cognome

Ermete Pastorio

- eventuale soprannome (se non ne hai uno, considera che potrebbe essertene assegnato uno sulla base delle tue risposte di seguito)

Nessun soprannome, il nome strano basta e avanza.

- categoria

MM50

- distanza prediletta

Ultimi 100 metri di una maratona.

- la prima volta che hai corso, col proposito di correre. Racconta molto brevemente. 

Cortellazzo, in spiaggia di autunno, mezzo chilometro, ho avuto male alle gambe per una settimana. Ho iniziato a prendermi sul serio (si fa per dire) solo dopo essere riuscito a fare Fossalta/Motta, andata e ritorno, in .. quasi 6 ore.

- la cosa più divertente e/o imbarazzante che ti sia capitata, correndo

“una sola?”

- ricordo più bello legato alla corsa. Motiva la scelta.

Zero Branco 2013, ho accompagnato per una mezza maratona due ragazzetti a me totalmente sconosciuti, incoraggiandoli e spronandoli fino all’arrivo. Siamo arrivati ultimi ma la soddisfazione è stata grandissima.

- gara più bella mai corsa. Motiva la scelta.

Straverona 2013. Gli organizzatori hanno capito tutto: turismo e sport assieme. Bellissima.

- gara più bella da correre. Motiva la scelta.

Praga marathon .. perché Praga è Praga.

- luogo nel mondo, a tuo giudizio, più bello o stravagante, in cui tu abbia corso (indipendentemente da gare o competizioni di sorta). Motiva la scelta.

Mi piacciono le corse che entrano nelle borgate e nei cortili, tra la gente, come a Revine per esempio.

- luogo nel mondo in cui vorresti correre (indipendentemente da gare o competizioni di sorta). Motiva la scelta.

Dublino, Valencia, lago Balaton, e tutte le capitali europee, la lista è lunga.

- momento preferito della giornata in cui correre

Mattino.

- momento della giornata in cui abitualmente corri 

Quando capita .. a causa dei turni di lavoro.

- corsa da solo o in compagnia

Preferirei correre in compagnia ma faccio orari strani.

- corsa col caldo o col freddo

Col freddo.

- l'azione che compi/oggetto che usi scaramanticamente prima di ogni competizione importante

Non sono superstizioso ma...una preghierina alla Madonna di Motta...male non fa.

- altri sport praticati, attualmente o in passato

Kayak. Sono iscritto a un gruppo remiero di Salò.

- altri sport non praticati, che segui da appassionato

No, davvero, dopo aver corso, basta sport.

- passioni non sportive

Dopo la famiglia, il lavoro, la corsa e il kayak dovrei essere Superman per avere ancora fiato per altro.

- atleta mito, di riferimento (nell'ambito dello sport in genere, non necessariamente  dell'atletica/corsa) 

Il mio carissimo amico Beppe Pini, ai suoi tempi campione di corsa, siamo compagni di avventure in kayak (giro del lago di Garda, giro dell’isola di Krk, ecc).

- se la corsa fosse un brano musicale, la tua sarebbe "........" (indica il brano o il genere musicale)

Ho rinunciato a correre con le cuffie quando ho scoperto che è più bello correre senza musica. Durante le maratone, a volte, mi canto mentalmente le marce dei bersaglieri e così riesco a regolarizzare il respiro e i passi.

- obiettivi sportivi 2014

Dieci maratone...a Dio piacendo.

- un saluto agli Oll Scars e a chi ci legge

Praticare uno sport mi ha ridato l’entusiasmo e la voglia di affrontare positivamente la vita, in altre parole mi ha ridato una seconda gioventù. Andare in kayak è bellissimo ma anche complicato, per correre invece bastano un paio di scarpe e la voglia di percorrere tutte le strade del mondo.

lunedì 1 gennaio 2007

"Il piede non mi faceva più male", di Ermete Pastorio

La domenica mattina si presentava fredda, pallida e uggiosa. In calendario la corsa a Zero Branco. Io avrei dovuto lavorare ma il capo mi ha chiesto di fare il sabato e ho colto l’occasione per cambiare il turno anche perché un dolore persistente alla caviglia m’impediva quasi di correre, quindi volevo testare le mie capacità per valutare se correre la maratona della domenica prossima o rinunciarvi. Ho deciso di partecipare quasi all’ultimo minuto. Mi sono presentato all’iscrizione e ho trovato una disorganizzazione scoraggiante, nessun cartello, la Polisportiva Fossaltina assente giustificata a causa di un funesto lutto, mi sono trovato da solo e, arrabbiato, ho deciso di partecipare alla corsa senza iscrivermi. Sono partito in anticipo zoppicando per il dolore al tendine d’Achille. Ho camminato e provato a correre per alcuni chilometri fino al bivio dei 12-21 km. Al bivio mi sono fermato totalmente indeciso sul da farsi, mi sono messo a chiacchierare un po’ col volontario che stava di guardia dell’incrocio e poi mi sono incamminato zoppicando verso il traguardo dei 21 km. Mentre camminavo e provavo a correre tre ragazzetti di undici anni, mi hanno sorpassato e poi si sono fermati col fiatone. Mentre provavo a correre, li ho osservati e mi sono accorto che correvano troppo forte, finivano il fiato e poi si fermavano a respirare con affanno. Guardandoli si capiva che erano amici o compagni di classe e che, per sfida o per gioco, si erano iscritti con la classe delle medie e stavano provando a fare i ventuno da soli, mentre il resto della classe faceva i dodici. Ho iniziato a correre alla loro velocità e ho spiegato loro che se volevano arrivare alla fine dovevano rallentare, misurare le forze e cercare di correre a una velocità costante. Mi hanno ascoltato e così è iniziata la straordinaria avventura che ci ha portato tutti e quattro al traguardo. Loro davanti ed io dietro, li tenevo lenti e cercavo di portarli avanti con costanza. Abbiamo iniziato a macinare i chilometri mentre tutti ci sorpassavano. I ragazzetti si lasciavano trascinare dall’entusiasmo e aumentavano ogni volta che qualche corridore ci sorpassava, mentre io ogni volta li richiamavo e li rallentavo. Mi è dispiaciuto nel vedere che, di tutti i corridori che ci hanno superato, nessuno ha pensato di rallentare e aggregarsi a noi per accompagnare questi ragazzini fino al traguardo. Qualcuno gli faceva i complimenti nel superarli e poi mi chiedeva: “Sono tuoi?”. Io rispondevo: “No, li ho raccolti per strada”. La campagna era coperta di rugiada e nelle pozzanghere si vedeva qualche pezzo di ghiaccio. Il pallido sole invernale ha iniziato a scaldare la giornata mentre noi percorrevamo sterrati e strade asfaltate fermandoci solo ai ristori dove i ragazzetti si fiondavano con avidità e serviva tutta la mia forza di persuasione per farli ripartire. Non avevano un abbigliamento ideale per correre, ma avevano in bella mostra il tagliando 
dell’iscrizione e continuavano a dimostrare una volontà di ferro, per cui siamo andati avanti. Altre strade, altra campagna e un altro ristoro, mentre i chilometri da fare diminuivano lentamente. L’entusiasmo mi ha fatto passare il dolore al tendine e mi sono reso conto che sarei potuto arrivare alla fine dei ventuno alla stessa velocità dei ragazzetti, senza strappi e senza accelerazioni pericolose. Arrivando alla fine ho iniziato a preparare i ragazzetti per l’arrivo. Gli ho detto che sicuramente erano gli unici della loro categoria e che quindi avrebbero potuto meritarsi un premio, ma era importante che arrivassero al traguardo assieme. Passando la linea d’arrivo assieme il premio sarebbe andato ugualmente a tutti e tre e se lo meritavano visto l’impegno che ci stavano mettendo. All’ultimo chilometro li ho fatti camminare un po’ perché non riuscivano più a correre, ma, appena hanno capito, di essere vicino alla piazza di arrivo si sono rimessi a correre da soli, senza che li spronassi. Siamo arrivati alla fine dopo due ore e quindici minuti di corsa lenta ma costante. Purtroppo, la mia delusione è stata grande quando mi sono accorto che le premiazioni erano già concluse. Mi sono arrabbiato. Sono andato dal signore che aveva il microfono e gli ho detto che tre ragazzetti di undici anni avevano fatto tutti i ventuno di corsa ma che erano arrivati solo ora. Il signore col microfono mi ha chiesto: “Sono di Zero Branco?”. Gli ho risposto di sì e che meritavano un piccolo riconoscimento. Poi il mio caratteraccio ha avuto il sopravvento e me ne sono andato. Fortunatamente, mentre lasciavo la piazza, ho incrociato uno dei ragazzetti e gli ho chiesto: “Siete andati sul podio?". Mi ha risposto di sì e che al microfono avevano parlato di loro. La giornata si è finita così. Una grande emozione, la soddisfazione di avere fatto una 
cosa giusta, la delusione perché nessun genitore all’arrivo aspettava questi ragazzetti e la speranza che questi giovanissimi si appassionino alla corsa.

Il piede non mi faceva più male.

Giro del lago di Garda 2014, di Ermete Pastorio

Le idee migliori nascono all’improvviso, s’insinuano nella mente e scacciano ogni altro progetto o programma calcolato e predisposto, magari da lungo tempo. Alla fine di giugno mi ero preso una settimana di ferie per fare il giro dell’isola d’Elba in kayak assieme ad altri tre miei carissimi amici. Per la stessa settimana, altri amici kayakers del gruppo 1°CR.K360 di Salò (associazione alla quale anche io sono iscritto), avevano organizzato, grazie all’instancabile Paolo Soncina (e alla paziente sua consorte Daniela), il giro del Garda in kayak per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla donazione di organi. L’idea di questo giro del Garda è nata alcuni anni fa, inizialmente tra gli ospedalieri di Brescia. Poiché il nostro giro all’Elba è saltato all’ultimo minuto, per vari problemi, ho telefonato al mitico Paolo e gli ho detto: “Io vengo a fare il giro del Garda, m’iscrivo, però lo faccio di corsa anziché in kayak”. Il buon Paolo, persona caratterialmente molto tranquilla, non mi ha detto di no. Ci siamo subito accordati, di massima, che avrei firmato una liberatoria, avrei dovuto correre da solo e rispettare il codice della strada e che avrei cercato di far coincidere le mie soste con le tappe dei kayak. Rimaneva irrisolto il problema delle gallerie bresciane da Toscolano a Riva del Garda, neanche pensare di attraversarle correndo, troppo pericoloso, quindi ci siamo accordati che avrei utilizzato un kayak per baipassare le gallerie, percorrendo una o due tappe col gruppo, almeno fino a Riva o addirittura fino a Malcesine.
Pochi giorni dopo, il martedì mattina della partenza per il giro, di buon’ora, mi sono presentato alla Lega Navale di Desenzano. Il lago mugugnava e faceva ballare le onde sotto un cielo nuvoloso e carico di pioggia, si vedevano le onde bianche al largo che alzavano le creste mentre il vento portava via gli spruzzi. I partecipanti alla spedizione, italiani, tedeschi e un paio di svizzeri, erano già sul posto e preparavano le barche. Dopo i calorosi saluti di rito con i ritrovati amici, ho consegnato i miei bagagli al camper che l’AIDO di Brescia aveva messo a disposizione per il trasporto: uno zaino, una borsa e la tenda da campeggio. Avevo già fatto il giro del lago in kayak gli anni precedenti e conoscevo alla perfezione l’organizzazione: tappe, soste, campeggi e distanze. Gli anni precedenti avevo anche stretto un forte legame di amicizia con i membri della spedizione. Dopo le foto di rito, li ho aiutati a mettere le barche in acqua e li ho visti partire, poi sono salito sulla strada e ho guardato verso nord in direzione di Salò, forse un attimo di esitazione e poi via.  
Mi sono sentito solo dopo lo scoppio di calore e di saluti di pocanzi e, forse per l’emozione, avevo iniziato correndo troppo veloce. Quando ho preso coscienza del fatto che avrei dovuto misurare le forze, ho rallentato ad un passo tranquillo continuando a percorrere la trafficatissima gardesana cercando i marciapiedi o la pista ciclopedonale. In questo tratto di strada, la possibilità di correre in sicurezza per un pedone sono poche, occorre fare attenzione, indossare abbigliamento appariscente e correre contromano. Il lago, che nel frattempo si era calmato, scivolava via alla mia destra, seminascosto dalle ville e dai giardini privati. Dopo pochi km sono arrivato a Padenghe, la prima tappa per la colazione, e ne ho approfittato per calcolare i tempi. Ero arrivato prima dei kayak, non era facile far coincidere le soste perché i kayak ed io facevamo percorsi diversi a velocità diverse. Dopo la colazione e dopo aver atteso che tutti i tedeschi bevessero il cappuccino, siamo ripartiti e di nuovo mi sono trovato solo. La strada ha iniziato a salire dolcemente verso Moniga (tappa saltata) e verso Manerba. A Manerba ho fatto una deviazione per allontanarmi dal traffico e, seguendo un cartello che indicava la strada panoramica, sono finito nel centro storico, dove ho ammirato le stradine antiche con acciottolati e case in pietra. All’ingresso del paese c’è una fontana con acqua buonissima. Quando finalmente ho iniziato a percorrere la strada panoramica, il paesaggio è cambiato: il lago sempre sulla mia destra, si vedeva in lontananza, dopo la valle verdeggiante e umida, appariva luccicare riflettendo la luce del sole e lasciava presagire che la giornata sarebbe stata tersa e calda. Poche automobili a disturbare la corsa mentre la stradina ha iniziato a curvare su un saliscendi che attraversava gli uliveti e la campagna. Il caldo e la sete si facevano sentire, ma avevo una sufficiente riserva d’acqua. Un paio di volte ho chiesto indicazioni ai passanti (per sicurezza), ma il lago, quando faceva capolino tra le colline e gli ulivi, era sempre alla mia destra. Ho cercato di indovinare la discesa per San Felice del Benaco ed ho avuto fortuna arrivando proprio sul molo dove l’AIDO aveva preparato il gazebo per il pranzo: panini e bevande varie. I kayak sono arrivati dopo circa mezzora e nell’attesa ho fatto il bagno. Abbiamo pranzato assieme, chiacchierato a lungo e preso il sole. Dopo i caffè (cappuccini per i tedeschi), siamo ripartiti. E’ dura rimettersi in moto dopo una lunga sosta e il pranzo, anche se leggero, servono un paio di chilometri per far ripartire le gambe. La stradina asfaltata si è arrampicata sinuosa serpeggiando sulle colline tra ulivi, vigneti, ville e campagna, mentre la baia di Salò si allargava davanti a me. Seguendo la costa con lo sguardo, oltre la baia, ho cercato di individuare, dove si trovasse la mia tappa finale: Toscolano Maderno. Ancora ulivi e colline, poi la stradina ha iniziato a scendere verso Salò, per finire in via delle magnolie e quindi ho corso sul lungolago tra turisti e bagnanti. Cominciavo a sentire il peso dei chilometri. Sapevo dove sarebbero arrivati i kayak ma non avevo idea dei tempi di attesa. I kayak, facendo il giro dell’isola di Garda che si trova all’ingresso della baia di Salò, come ogni anno, rallentando per ammirare lo spettacolare castello. Nel luogo destinato alla tappa, sul lungolago a Salò, ad attenderci, c’era una tavola imbandita con frutta varia e pizzette, se non ricordo male, tutto offerto dall’amministrazione comunale. Io ho atteso pazientemente l’arrivo degli altri. Dopo la merenda, i discorsi con gli amministratori e il locale gruppo dell’AIDO e lo scambio di doni, siamo ripartiti e di nuovo mi sono trovato solo con la strada che scivolava lentamente facendo scorrere case, giardini, ville e alberghi. Ancora dovevo cercare di indovinare il percorso migliore per evitare il traffico della gardesana. Le gambe giravano bene e, di quando in quando, una pista ciclo-pedonale mi ridava un po’ di ossigeno. Quasi inaspettatamente mi sono trovato alla fine del mio viaggio giornaliero: Toscolano Maderno … finalmente. Facendo la somma delle varie tappe, mi sono risultati 32 chilometri fatti complessivi in giornata. Per la notte eravamo ospiti di un centro che si occupa di assistenza a persone con disabilità, ci avevano messo a disposizione il parco su cui abbiamo aperto le tende.  Nell’attesa che arrivassero anche i kayak, mi sono mosso alla svelta per prendere i miei bagagli, posizionarmi con la tenda e fare la doccia. Quando sono arrivati gli altri, li ho aiutati nel tirare in secca le barche e abbiamo subito socializzato rinsaldando le amicizie, tutti felici di avere percorso il primo tratto di lago col tempo clemente nonostante le previsioni, tutti con storie da raccontare o battute per riscaldare il clima. L’allegria e la stanchezza erano tangibili. Rispetto all’anno precedente c’era un ragazzo, Andrea, che faceva il giro col SUP (tavola e remo) e una ragazza, Annarita, che utilizzava un kayak forse più adatto al fiume che non al lago. Senza nulla togliere ad Andrea, mi sono sentito in dovere di socializzare con la ragazza, anche se, in realtà, quello orfano ero proprio io, perché i miei amici dell’anno prima non partecipavano a questa edizione. Per la cena, la locale sezione dell’AIDO ci ha preparato uno strepitoso spiedo con polenta. Per primi sono stati serviti gli altri ospiti speciali del centro che ci ha accolto: ragazzi e ragazze con serie difficoltà e diverse disabilità. Poi è arrivato il nostro turno. La serata è volata via ciarliera, allegra e vivace. Tante chiacchiere, spiedo e vino, bella compagnia. Prima che finissimo di consumare i dolci preparati dalle signore (e Tina ha vinto la gara delle torte), è iniziato a piovere e, alla spicciolata, tutti abbiamo corso sotto la pioggia per raccogliere questo o quell’indumento stesi ad asciugare. Io avevo fatto e steso il bucato. Acqua, tuoni e lampi ci hanno accompagnato per gran parte della notte. L’indomani, per accordi presi con Paolo, avrei dovuto prendere un kayak e una pagaia a me sconosciuti e, assieme agli altri, saremmo dovuti arrivare a Riva del Garda: 38 km. Il lago urlava la sua rabbia e faceva alzare e sbattere le onde contro la spiaggia. Credo perfino di essere riuscito a dormire qualche ora. Quando mi sono svegliato, albeggiava e sembrava che il tempo fosse clemente con noi. Abbiamo raccolto sacche e tende mentre la pioggia arrivava solo a tratti. Io non ero sufficientemente vestito per affrontare onde e pioggia battente in kayak, avevo solo un impermeabile leggero e poco altro. Tutto il mio abbigliamento era predisposto per la corsa. E proprio la corsa mi ha salvato, ho fatto quello che ogni corridore al mio posto avrebbe fatto: ho cercato - e trovato - dei sacchi neri per la spazzatura. Sono stato tra i primi a scendere in acqua, volevo provare il kayak e cercare di conoscerlo prima di avventurarmi sulle onde. Siamo partiti, come sempre in questi casi, spinti da quella sottile incoscienza che indirizza gli sportivi dove le persone “normali” non andrebbero mai. La pioggia ha iniziato a scendere fitta mentre le nuvole si facevano sempre più nere. I tuoni esplodevano vicini e i lampi squarciavano le nubi. Alcuni di noi avevano le pagaie in carbonio e Paolo ha giustamente deciso di fare una tappa in attesa che si calmasse la burrasca. Anche Andrea, in piedi sulla tavola, aveva una pagaia in carbonio. Siamo scesi in una spiaggia mentre diluviava. Zuppi, ma ancora pieni di entusiasmo. Un chiosco ci ha fatto dei cappuccini caldi (tre euro l’uno). Io mi sono messo un sacco dell’immondizia, a mo di blusa, sotto il salvagente e uno sopra. Per me era assolutamente normale ma per gli altri forse meno. Quando siamo ripartiti, ero perfettamente isolato dalla pioggia, avevo la schiena e il torace all’asciutto e il paraspruzzi mi difendeva dalle onde. Dopo la partenza ci siamo accorti che una delle due barche a motore, che per sicurezza ci accompagnavano, era sparita. Semplicemente il barcaiolo l’aveva abbandonata sulla spiaggia e se n’era andato. Questo fatto ha causato alcuni problemi agli altri barcaioli che hanno dovuto tornare indietro per recuperare il natante. La pioggia e le onde ci hanno accompagnati per un lungo tratto e poi il lago è cambiato. In una giornata al lago si possono trovare tutte e quattro le stagioni. Le nuvole non ci hanno mai lasciato ammirare il sole che, da parte sua, faceva il possibile per squarciarle e riscaldarci mentre le onde si erano calmate. La sponda orientale del lago scompariva a tratti tra la nebbia e le nubi e poi ricompariva, grigia e fredda. Il monte Baldo aveva la vetta avvolta da una coltre di nubi fitte, ma si riusciva a indovinare la presenza della funivia osservando il versante della montagna. A Campione del Garda ci siamo fermati per il pranzo e ci è arrivata la notizia che a Riva del Garda, dove avremmo dovuto aprire le tende per la notte, era allagato. Paolo è riuscito a trovarci un posto per dormire a Limone, messo a disposizione dal comune: la palestra. Il lago nel frattempo si era abbastanza calmato e il vento ci spingeva. Siamo arrivati a Limone stanchi, ma felici di avere percorso un’altra tappa. Andrea, approfittando delle onde e del vento a favore si è invece diretto a Riva gel Garda. Prima della doccia, Annarita ed io abbiamo fatto una corsetta di mezz’ora. Io ho fatto il bucato e l’ho steso sulla rete della porta da calcio. Dopo una doccia calda e la predisposizione dei giacigli per dormire siamo andati tutti assieme in pizzeria. La mattina seguente sono ripartito col kayak. Ancora onde. Belle onde e siamo partiti tribolando non poco. Il tragitto verso Riva del Garda è stato, come sempre, molto impegnativo. Avevo preso dimestichezza col kayak ma non riuscivo a governarlo molto bene. Poi Paolo, a un chilometro da Riva, ci ha fatto girare a destra per attraversare il lago. La traversata è stata burrascosa, io remavo solo a destra perché il vento mi buttava verso destra e dovevo continuamente correggere. In queste condizioni, tutti assieme, abbiamo raggiunto l’altra sponda, dove il vento e le onde sono scomparsi all’improvviso. Da qui e verso Malcesine, è stata una passeggiata. Siamo arrivati al campeggio in anticipo. Abbiamo messo in secca le barche e ci siamo preparati per la salita sul Baldo con la funivia. Abbiamo pranzato tutti assieme, indossando le maglie dell’Aido, nella baita sulla vetta. Io, Tina, il buon Giosuè (medico), Giuseppe (altro medico), Andrea (con le scarpe medievali), Annarita (maratoneta) e Mariagrazia (camminatrice e infermiera), Romi (che poi si è persa) e Jürg (che si è fatto tutto il lago su una canadese con remo a destra), siamo scesi a piedi dal Baldo e tutti, chi più chi meno, siamo scivolati sulla roccia resa scivolosa per la pioggia. A Tina facevano male i piedi e l’abbiamo caricata a forza su una Panda di passaggio guidata da un tipo strano che aveva il sedile lato passeggero rotto e con lo schienale abbassato. Poi ci siamo preoccupati, ma oramai era tardi. Tina, per fare uno scherzo a Mariagrazia, che era andata avanti, si è abbassata sul sedile. Mariagrazia vedendo passare la panda con una persona stesa sul sedile, da buona infermiera si è preoccupata e ha pensato che avessero bisogno d’aiuto. Noi eravamo piegati in due e, dal ridere, non riuscivamo più nemmeno a respirare. Durante la discesa ha anche iniziato a piovere e io, in campeggio, come gli altri, avevo steso il bucato. La Romi è arrivata in campeggio, facendo un largo giro, poco prima che tutti iniziassimo a preoccuparci per il ritardo. Anche Andrea, con le scarpe medievali, è arrivato in campeggio. Se non ricordo male Jürg è arrivato in campeggio prima di noi, chissà da dove è passato.
Il mattino dopo, si è aggiunta al gruppo Cinzia che ha preso il kayak utilizzato da me nei due giorni precedenti. Io ho ricominciato la parte del tragitto di corsa e sono partito prima dei kayak per fermarmi dopo un chilometro per la colazione. Ho atteso il passaggio delle barche e li ho accompagnati dalla pista ciclabile correndo lentamente fino alla tappa dei 7 km dove tutti ci siamo fermati per la colazione. Io avevo già mangiato, a posta, in anticipo per digerire prima della corsa. Poi via, su una pista ciclo-pedonale bellissima, che affianca il lago, a tratti sassosa, affiancata da oleandri in fiore, lasciandomi alle spalle le nubi e incontrando ogni tanto qualche corridore con cui scambiavo il saluto di rito. La passeggiata attraversa paesini da cartolina: Brenzone, Castelletto e Pai, poi Torri del Benaco, la nostra tappa giornaliera, 28 km complessivi. A Torri ho atteso di nuovo l’arrivo dei kayak, ci siamo messi le maglie dell’Aido e abbiamo fatto le foto di rito con gli amministratori. Abbiamo occupato il posto per la notte nella palestra messa a disposizione dal comune, sotto la torre del castello. Docce e poi il pomeriggio liberi. Annarita ed io abbiamo fatto una leggera corsetta e poi il bagno nel lago. Ci siamo ritrovati tutti, passeggiando lungo le vie della cittadina e abbiamo visitato il castello (visita gratuita per noi). Abbiamo cenato nella palestra con cibo e tavoli preparati dai volontari. Io conoscevo la palestra e sapevo che c’è una sola stanzetta dove si riesce a dormire, ovviamente mi sono accaparrato il posto e Cinzia, Mariagrazia e Mara hanno fatto altrettanto. Gli altri erano sistemati nella parte larga della palestra e in un'altra stanza. Dopo cena siamo usciti in gruppo per il gelato. Nella nostra saletta VIP sono riuscito a dormire qualche ora. La mattina dopo, di buon’ora, ci siamo preparati per la partenza. Il lago era calmo. Io ho accompagnato i kayak con lo sguardo e sono salito, correndo, lungo la Gardesana. Cercando una pista ciclo-pedonale, sono finito in una proprietà privata e per uscirne ho dovuto scavalcare una recinzione con filo spinato mentre un cavallo bianco mi guardava incuriosito. Lungo il percorso ho incontrato due serpenti innocui della razza Coronella austriaca, hanno il manto e la forma che imita le vipere. Siamo arrivati nella cittadina di Garda e ci siamo fermati alla Lega Navale per la colazione. Sono ripartito, ancora solo, ho corso sul lungolago, cercando di schivare i turisti, fino a Bardolino e poi Lazise. A Lazise sono arrivato in anticipo sui kayak e mi sono diretto nel luogo dove avremmo pranzato (che conoscevo). Cercando una stanza per cambiarmi ho scoperto le docce e ne ho approfittato. Docciato, rilassato e con la maglia dell’Aido pulita, sono tornato sull’arenile per attendere i kayak. Abbiamo pranzato tutti assieme su un’unica lunga tavolata e poi abbiamo fatto una corta passeggiata nel centro storico per cercare di digerire l’ottimo cibo. Io, per tenermi leggero, ho rinunciato a malincuore al secondo e mi sono dovuto accontentare di una pasta alle verdure. La partenza da Lazise è stata lenta e pesante, forse per il pranzo o forse per la lunga pausa. Anche Erika col suo SUP si è aggiunta al gruppo, così come altri membri già da Malcesine. Non sono riuscito a trovare la pista ciclo-pedonale e quindi ho corso fino a Peschiera percorrendo la trafficata gardesana. Sono passato davanti a Gardaland e altri parchi. A Peschiera, la locale sezione dell’Aido aveva preparato per noi un gazebo con un lauto ristoro. Ho aspettato i Kayak che hanno fatto il giro del canale attorno alle mura della fortezza e, dopo avere fatto la merenda tutti assieme, sono ripartito verso il centro che ci ospitava per la notte. Arrivando prima degli altri, mi sono piazzato con la tenda e ho fatto la doccia senza code. Annarita ha aperto la tenda non lontano da me e così ha fatto anche Claudio, i tedeschi lungo la recinzione e altre tende sparse. Mariagrazia è dovuta scappare per fare la notte al lavoro con l’intenzione di tornare l’indomani per l’ultima tappa. La cena è stata preparata e servita dai volontari che si dedicano a soccorrere persone in difficoltà economiche offrendo un pasto caldo e una doccia nel centro che ci ospitava. Dopo la cena Paolo ha fatto una lotteria con ricchi premi e quasi tutti hanno vinto qualcosa. Al momento di dormire, l’incredibile ed esuberante Cinzia si è messa a chiacchierare e a fare comunella con i ragazzi che si erano aggiunti a noi per l’ultima tappa. Io avevo bisogno di dormire e quindi ho fatto la “tartaruga” trascinando la mia tenda in un'altra zona. Purtroppo, così facendo, ho variato la geografia del campeggio e il buon Claudio, che nella notte buia si orientava contando le tende si è trovato in difficoltà. Finalmente ho dormito un sonno profondo, forse favorito dall’erba su cui era posata la tenda o forse, semplicemente, sono crollato dalla stanchezza. La mattina dopo, abbiamo fatto una colazione abbondante ed io ho cercato di scambiare qualche parola con i tedeschi. Mara mi ha detto che con suo marito fanno spesso i sentieri sopra le gallerie bresciane e quindi ci siamo accordati per una spedizione assieme, voglio studiarmi i sentieri per l’anno prossimo. Alla partenza dell’ultima tappa, ho finalmente visto presentarsi Beppe e Mario: mitici compagni d’avventure con cui sarei dovuto andare all’isola d’Elba. Mariagrazia era tornata e assieme a Annarita non si sono lasciate sfuggire l’occasione di sfottermi un po’ di fronte ai miei amici e gli ha detto: “Non ne potevamo più di Ermete, sentiva la vostra mancanza e era sempre appiccicato a noi”. Poi ho visto i kayak partire per l’ultima volta. Io, di nuovo solo, ho iniziato a percorrere il lungolago, dove da bambino mio papà mi portava con la lambretta 150. Ha iniziato a scendere qualche goccia a poi ha iniziato a piovere. Ho raggiunto Sirmione percorrendo l’ultimo tratto tra giardini fioriti e viali alberati. Ho visto il castello ma ho rinunciato a fermarmi. Ho avvisato Paolo che non mi sarei fermato con loro per la merenda e sono ripartito verso Desenzano. Pioveva. La strada è scorsa sotto i miei piedi velocemente e la pioggia mi dava vigore. Alcune volte mi sono fermato a guardare il lago e in lontananza si scorgeva, tra la foschia, l’altra sponda. Lontana e misteriosa. Quando ho visto l’indicazione: “Desenzano 5 km” mi sono commosso e la pioggia galeotta copriva la mia emozione. All’arrivo alla Lega Navale di Desenzano il mio GPS mi dava 25 km percorsi nella giornata. Nell’attesa dei kayak mi sono fatto la doccia ma non avevo indumenti asciutti perché il camper dell’Aido, con le borse, non era ancora arrivato. Alla Lega Navale mi hanno regalato una maglietta di cotone, bella, calda, asciutta, col logo della Lega Navale e mi hanno anche ospitato a pranzo. Quando i kayak sono finalmente arrivati c’è stata un’esplosione di allegria e di fermento. Pioveva. Abbiamo tirato in secca le barche per l’ultima volta e, dopo le docce e dopo aver caricato i kayak sulle auto, tutti si sono preparati per la merenda offerta dalla Lega navale. Io avevo già pranzato e volevo andarmene alla svelta, sia perché avevo due ore di strada da fare e sia perché i miei famigliari mi attendevano. Dopo aver salutato tutti, prima di scappare via, Paolo mi ha dato un diploma del giro e una medaglia che ho apprezzato moltissimo. Noi corridori riceviamo medaglie ricordo alle maratone o alle corse importanti, ma questa medaglia era speciale. Il distacco dal gruppo è sempre carico di commozione, ma ogni volta ci lasciamo convinti di ripetere questa straordinaria avventura. Annarita ha detto che l’anno prossimo vuole farsela di corsa, Tina invece in bici. Vedremo. Con l’aiuto di Mara e suo marito, occorre trovare e provare, il sentiero per bypassare le gallerie bresciane e sarebbe interessante aggiungere “il carico da 11” inserendo la salita sul Baldo a piedi partendo da Malcesine (+1700 su soli 5 o 6 km). Col senno del poi ho valutato che c’è la possibilità di lavare e stendere l’abbigliamento della corsa giornaliera, in questo modo si può indossare la stessa maglia che dovrebbe essere tecnica e con il logo della manifestazione. Non vanno sottovalutati i cambi di temperatura e gli sbalzi d’umore del lago, quindi serve un abbigliamento completo, anche semi-pesante. Particolare attenzione va posta ai tratti di strada trafficata. La corsa, non particolarmente impegnativa, riserva forti emozioni sotto il profilo umano, per i forti legami di amicizia che si creano, e sotto il profilo sportivo per la spettacolarità delle vedute sul lago e perché si ha la tangibile sensazione della “dimensione” della distanza guardando l’altra sponda. Da sopra il monte Baldo, se c’è bel tempo, si riesce a vedere quasi tutto il lago e dopo un primo momento d’incredulità, l’emozione che si prova al pensiero di averne percorso il perimetro è molto forte.